Questa tesi esplora il rapporto tra autismo e spazio urbano, con l’obiettivo di riflettere su come progettare ambienti più inclusivi, capaci di accogliere la diversità delle esperienze umane. Nel primo capitolo, viene proposto un cambio di prospettiva sull’autismo, spostando lo sguardo dalla dimensione strettamente medica a una visione più complessa, che riconosce l'influenza del contesto sociale e territoriale nella definizione e nell’esperienza del disturbo. Il secondo capitolo introduce la prospettiva pedagogica come strumento per costruire una cultura dell’accoglienza, sottolineando il ruolo dell’educazione nel promuovere comprensione, empatia e pratiche inclusive a livello comunitario. Nel terzo capitolo, si analizzano esempi concreti di trasformazione urbana, progetti e iniziative che si muovono verso una città più accessibile per le persone autistiche. In particolare, si integrano le riflessioni di Alberto Vanolo nel saggio “La città autistica”, dove si evidenzia come ogni spazio possa diventare un’“isola di trasgressione”, rompendo le norme dominanti per accogliere modalità alternative di vivere e abitare la città. Vengono inoltre presentati sia i progetti delle “città blu” che i progetti autism friendly, che mostrano come l’inclusione possa essere tradotta in pratiche spaziali concrete. La conclusione evidenzia una tesi fondamentale: una città che si prende cura dei bisogni delle persone autistiche non solo favorisce la loro partecipazione, ma diventa, nel complesso, un ambiente migliore per tutti.
La città autistica: riflessione e pratiche per la costruzione di luoghi inclusivi
SPAGNOL, ELIA
2025/2026
Abstract
Questa tesi esplora il rapporto tra autismo e spazio urbano, con l’obiettivo di riflettere su come progettare ambienti più inclusivi, capaci di accogliere la diversità delle esperienze umane. Nel primo capitolo, viene proposto un cambio di prospettiva sull’autismo, spostando lo sguardo dalla dimensione strettamente medica a una visione più complessa, che riconosce l'influenza del contesto sociale e territoriale nella definizione e nell’esperienza del disturbo. Il secondo capitolo introduce la prospettiva pedagogica come strumento per costruire una cultura dell’accoglienza, sottolineando il ruolo dell’educazione nel promuovere comprensione, empatia e pratiche inclusive a livello comunitario. Nel terzo capitolo, si analizzano esempi concreti di trasformazione urbana, progetti e iniziative che si muovono verso una città più accessibile per le persone autistiche. In particolare, si integrano le riflessioni di Alberto Vanolo nel saggio “La città autistica”, dove si evidenzia come ogni spazio possa diventare un’“isola di trasgressione”, rompendo le norme dominanti per accogliere modalità alternative di vivere e abitare la città. Vengono inoltre presentati sia i progetti delle “città blu” che i progetti autism friendly, che mostrano come l’inclusione possa essere tradotta in pratiche spaziali concrete. La conclusione evidenzia una tesi fondamentale: una città che si prende cura dei bisogni delle persone autistiche non solo favorisce la loro partecipazione, ma diventa, nel complesso, un ambiente migliore per tutti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112099