This thesis investigates the possibility of combining the rigour of logical-mathematical thinking with the narrative dimension in early childhood education, with a specific focus on the acquisition of topological vocabulary. The research draws on a detailed review of the pedagogical literature, tracing a trajectory from the legacy of Fröbel's "Gifts" and the Agazzi sisters' "Museum" to Maria Montessori's "mathematical mind" and Emma Castelnuovo's intuitive geometry, before integrating these with contemporary neuroscientific perspectives on Embodied Cognition. Within this theoretical framework, narrative mediation and the picture book are configured as a genuine "safe zone", capable of accommodating error and reducing early mathematical performance anxiety. On these foundations, an action research study was designed and conducted with 17 five-year-old children at the Scuola dell'Infanzia di Buso (IC Rovigo 1), using Anne Hunter's picture book "Piccolino, dove sei?" as an epistemic device. The educational intervention orchestrated interactive read-alouds, macro-spatial bodily exploration and three-dimensional manipulation, culminating in the collective co-design of a collaborative three-dimensional model. The effectiveness of the intervention was assessed individually through a pre-test and post-test design comprising tasks of receptive comprehension, descriptive production and autonomous production. The results demonstrate a significant and widespread improvement across all dimensions, with a marked consolidation of active vocabulary and the attainment of the maximum score in autonomous production by every participant, confirming geometric storytelling as an inclusive, effective and fully sustainable methodology within everyday school routines.

Con il seguente elaborato di tesi si intende indagare la possibilità di coniugare il rigore del pensiero logico-matematico con la dimensione narrativa nella scuola dell'infanzia, ponendo un focus specifico sull'acquisizione del lessico topologico. Il percorso di ricerca si sviluppa a partire da una dettagliata analisi della letteratura pedagogica, dall'eredità dei "Doni" di Fröbel e del "Museo" delle sorelle Agazzi fino alla "mente matematica" di Maria Montessori e alla geometria intuitiva di Emma Castelnuovo, per poi integrarsi con le moderne prospettive neuroscientifiche sulla cognizione incarnata (Embodied Cognition). In questo quadro teorico, la mediazione narrativa e l'albo illustrato si configurano come una vera e propria "zona sicura", capace di accogliere l'errore e ridurre l'ansia da prestazione matematica precoce. Su queste premesse è stata progettata e condotta una ricerca-azione con 17 bambini di cinque anni della Scuola dell'Infanzia di Buso (IC Rovigo 1), utilizzando l'albo illustrato "Piccolino, dove sei?" di Anne Hunter come dispositivo epistemico. L'intervento didattico ha orchestrato la lettura animata, l'esplorazione corporea macro-spaziale e la manipolazione tridimensionale, culminando nella co-progettazione di un plastico collettivo. L'efficacia del percorso è stata misurata individualmente tramite un disegno pre-test e post-test articolato in prove di comprensione ricettiva, produzione descrittiva e produzione autonoma. I risultati conseguiti dimostrano un incremento diffuso e significativo in tutte le dimensioni, con un netto consolidamento del vocabolario attivo e il raggiungimento del punteggio massimo nella produzione autonoma da parte di tutto il campione, confermando lo storytelling geometrico come metodologia inclusiva, efficace e pienamente sostenibile nelle routine scolastiche.

Storytelling e geometria nella scuola dell'infanzia: una ricerca-azione sull'acquisizione del lessico topologico e spaziale attraverso un albo illustrato

MONACO, LAURA
2025/2026

Abstract

This thesis investigates the possibility of combining the rigour of logical-mathematical thinking with the narrative dimension in early childhood education, with a specific focus on the acquisition of topological vocabulary. The research draws on a detailed review of the pedagogical literature, tracing a trajectory from the legacy of Fröbel's "Gifts" and the Agazzi sisters' "Museum" to Maria Montessori's "mathematical mind" and Emma Castelnuovo's intuitive geometry, before integrating these with contemporary neuroscientific perspectives on Embodied Cognition. Within this theoretical framework, narrative mediation and the picture book are configured as a genuine "safe zone", capable of accommodating error and reducing early mathematical performance anxiety. On these foundations, an action research study was designed and conducted with 17 five-year-old children at the Scuola dell'Infanzia di Buso (IC Rovigo 1), using Anne Hunter's picture book "Piccolino, dove sei?" as an epistemic device. The educational intervention orchestrated interactive read-alouds, macro-spatial bodily exploration and three-dimensional manipulation, culminating in the collective co-design of a collaborative three-dimensional model. The effectiveness of the intervention was assessed individually through a pre-test and post-test design comprising tasks of receptive comprehension, descriptive production and autonomous production. The results demonstrate a significant and widespread improvement across all dimensions, with a marked consolidation of active vocabulary and the attainment of the maximum score in autonomous production by every participant, confirming geometric storytelling as an inclusive, effective and fully sustainable methodology within everyday school routines.
2025
Storytelling and geometry in preschool: action research on the acquisition of topological and spatial vocabulary through a picturebook
Con il seguente elaborato di tesi si intende indagare la possibilità di coniugare il rigore del pensiero logico-matematico con la dimensione narrativa nella scuola dell'infanzia, ponendo un focus specifico sull'acquisizione del lessico topologico. Il percorso di ricerca si sviluppa a partire da una dettagliata analisi della letteratura pedagogica, dall'eredità dei "Doni" di Fröbel e del "Museo" delle sorelle Agazzi fino alla "mente matematica" di Maria Montessori e alla geometria intuitiva di Emma Castelnuovo, per poi integrarsi con le moderne prospettive neuroscientifiche sulla cognizione incarnata (Embodied Cognition). In questo quadro teorico, la mediazione narrativa e l'albo illustrato si configurano come una vera e propria "zona sicura", capace di accogliere l'errore e ridurre l'ansia da prestazione matematica precoce. Su queste premesse è stata progettata e condotta una ricerca-azione con 17 bambini di cinque anni della Scuola dell'Infanzia di Buso (IC Rovigo 1), utilizzando l'albo illustrato "Piccolino, dove sei?" di Anne Hunter come dispositivo epistemico. L'intervento didattico ha orchestrato la lettura animata, l'esplorazione corporea macro-spaziale e la manipolazione tridimensionale, culminando nella co-progettazione di un plastico collettivo. L'efficacia del percorso è stata misurata individualmente tramite un disegno pre-test e post-test articolato in prove di comprensione ricettiva, produzione descrittiva e produzione autonoma. I risultati conseguiti dimostrano un incremento diffuso e significativo in tutte le dimensioni, con un netto consolidamento del vocabolario attivo e il raggiungimento del punteggio massimo nella produzione autonoma da parte di tutto il campione, confermando lo storytelling geometrico come metodologia inclusiva, efficace e pienamente sostenibile nelle routine scolastiche.
Geometria
Storytelling
Scuola dell'Infanzia
Albi illustrati
Lessico topologico
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Monaco_Laura.pdf

Accesso riservato

Dimensione 2.56 MB
Formato Adobe PDF
2.56 MB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112155