Il Made in Italy, inteso come sistema culturale e simbolico oltre che produttivo, si confronta oggi con una trasformazione profonda. La crescente adozione dell'Intelligenza Artificiale nel marketing ridefinisce le modalità attraverso cui le imprese comunicano il valore dei propri brand, sollevando interrogativi rilevanti sul piano identitario e strategico. Tale riflessione nasce anche da un’esperienza professionale diretta maturata nel marketing delle PMI italiane, dove emerge frequentemente la difficoltà di trasferire nel digitale identità forti e storie autentiche senza comprometterne la profondità. La tesi si propone di analizzare se e a quali condizioni l’impiego dell’Intelligenza Artificiale applicata alla comunicazione dei brand risulti compatibile con la valorizzazione della specificità del Made in Italy. La ricerca adotta una metodologia qualitativa esplorativa basata su una revisione della letteratura sul Made in Italy e sull’Intelligenza Artificiale nel marketing, integrata dall’analisi del caso Brunello Cucinelli. L’elaborato evidenzia come l’IA offra opportunità significative, esponendo tuttavia i brand a un rischio concreto di standardizzazione del linguaggio comunicativo e della narrazione di marca, con conseguente impoverimento della loro specificità simbolica. Per rispondere a questa tensione, il paradigma del Quantum Marketing proposto da Raja Rajamannar viene introdotto come possibile cornice teorica, in quanto descrive un modello integrato in cui tecnologia, dati e dimensione identitaria operano in modo interdipendente. In questa prospettiva, il caso Brunello Cucinelli, con particolare riferimento al progetto Callimacus, viene analizzato come studio esplorativo. L’obiettivo è comprendere come l’IA possa configurarsi come un traduttore culturale, contribuendo a rendere l’identità del brand navigabile, personalizzabile e accessibile a consumatori e pubblici diversi senza impoverirla. Pur non consentendo generalizzazioni, il caso evidenzia implicazioni strategiche potenzialmente rilevanti anche per le PMI del Made in Italy. Si delinea quindi una chiave interpretativa secondo cui l’IA si configura come uno strumento, la cui efficacia non può essere valutata in termini assoluti, ma dipende dal contesto culturale e strategico in cui viene incorporata. In tale ottica, il nodo centrale si rivela di natura semantica: l’IA è in grado di produrre valore laddove si innesti su un’identità di marca chiara, coerente ed esplicitamente definita, e venga orientata da una visione strategica capace di guidarne l’impiego nella comunicazione. Il lavoro intende così contribuire sia al dibattito accademico sia alla riflessione sulle pratiche di comunicazione e valorizzazione del Made in Italy.

Valorizzare la specificità del Made in Italy nell’era dell’Intelligenza Artificiale: il caso Brunello Cucinelli

BRAVO, VALENTINA
2025/2026

Abstract

Il Made in Italy, inteso come sistema culturale e simbolico oltre che produttivo, si confronta oggi con una trasformazione profonda. La crescente adozione dell'Intelligenza Artificiale nel marketing ridefinisce le modalità attraverso cui le imprese comunicano il valore dei propri brand, sollevando interrogativi rilevanti sul piano identitario e strategico. Tale riflessione nasce anche da un’esperienza professionale diretta maturata nel marketing delle PMI italiane, dove emerge frequentemente la difficoltà di trasferire nel digitale identità forti e storie autentiche senza comprometterne la profondità. La tesi si propone di analizzare se e a quali condizioni l’impiego dell’Intelligenza Artificiale applicata alla comunicazione dei brand risulti compatibile con la valorizzazione della specificità del Made in Italy. La ricerca adotta una metodologia qualitativa esplorativa basata su una revisione della letteratura sul Made in Italy e sull’Intelligenza Artificiale nel marketing, integrata dall’analisi del caso Brunello Cucinelli. L’elaborato evidenzia come l’IA offra opportunità significative, esponendo tuttavia i brand a un rischio concreto di standardizzazione del linguaggio comunicativo e della narrazione di marca, con conseguente impoverimento della loro specificità simbolica. Per rispondere a questa tensione, il paradigma del Quantum Marketing proposto da Raja Rajamannar viene introdotto come possibile cornice teorica, in quanto descrive un modello integrato in cui tecnologia, dati e dimensione identitaria operano in modo interdipendente. In questa prospettiva, il caso Brunello Cucinelli, con particolare riferimento al progetto Callimacus, viene analizzato come studio esplorativo. L’obiettivo è comprendere come l’IA possa configurarsi come un traduttore culturale, contribuendo a rendere l’identità del brand navigabile, personalizzabile e accessibile a consumatori e pubblici diversi senza impoverirla. Pur non consentendo generalizzazioni, il caso evidenzia implicazioni strategiche potenzialmente rilevanti anche per le PMI del Made in Italy. Si delinea quindi una chiave interpretativa secondo cui l’IA si configura come uno strumento, la cui efficacia non può essere valutata in termini assoluti, ma dipende dal contesto culturale e strategico in cui viene incorporata. In tale ottica, il nodo centrale si rivela di natura semantica: l’IA è in grado di produrre valore laddove si innesti su un’identità di marca chiara, coerente ed esplicitamente definita, e venga orientata da una visione strategica capace di guidarne l’impiego nella comunicazione. Il lavoro intende così contribuire sia al dibattito accademico sia alla riflessione sulle pratiche di comunicazione e valorizzazione del Made in Italy.
2025
Enhancing the Uniqueness of Made in Italy in the Age of Artificial Intelligence: The Case of Brunello Cucinelli
Made in Italy
marketing digitale
IA
identità di marca
Brunello Cucinelli
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112396