La presente tesi indaga la dimensione del Male e della malvagità nell’originalità filosofica di Vladimir Jankélévitch. Tale ricerca richiede un’analisi congiunta della speculazione dell’autore in ambito metafisico, musicologico e morale. Per tale ragione il lavoro è diviso in due sezioni portanti. Nella prima parte si esplora la peculiare visione metafisica del filosofo, a partire dai testi Philosophie première e Le Je-ne-sais-quoi et le presque rien. A seguire si mettono in evidenza gli esiti di tale analisi in campo antropologico e attorno alla concezione della libertà. Infine, quest’ultima viene indagata in relazione alla riflessione sulla temporalità, con particolare attenzione all’Istante. Invero, è nella fessura ineffabile e metafisica dell’istante che l’uomo avverte la propria libertà e si fa carico di una certa responsabilità verso l’Altro. Nella seconda sezione, prendendo le mosse dallo studio dell’opera omonima, Il Male viene delineato come esito dell’esercizio della libera volontà umana. L’autore rifugge una concezione sostanzialistica del male, abbracciando invece una prospettiva in cui l’accento è sulla responsabilità morale del soggetto agente. In seguito, vengono esaminate le modalità attraverso cui l’autore formula la propria sfida nei confronti della malvagità. Qui il riferimento è alla potenza dell’amore e del perdono. In conclusione, il lavoro si focalizza sul concetto di perdono – inteso come atto d’amore gratuito – indagato contestualmente ai limiti intrinseci della sua concreta realizzazione.

Sulle tracce del Male. La sfida della responsabilità in Vladimir Jankélévitch

MINELLE, GIACOMO
2025/2026

Abstract

La presente tesi indaga la dimensione del Male e della malvagità nell’originalità filosofica di Vladimir Jankélévitch. Tale ricerca richiede un’analisi congiunta della speculazione dell’autore in ambito metafisico, musicologico e morale. Per tale ragione il lavoro è diviso in due sezioni portanti. Nella prima parte si esplora la peculiare visione metafisica del filosofo, a partire dai testi Philosophie première e Le Je-ne-sais-quoi et le presque rien. A seguire si mettono in evidenza gli esiti di tale analisi in campo antropologico e attorno alla concezione della libertà. Infine, quest’ultima viene indagata in relazione alla riflessione sulla temporalità, con particolare attenzione all’Istante. Invero, è nella fessura ineffabile e metafisica dell’istante che l’uomo avverte la propria libertà e si fa carico di una certa responsabilità verso l’Altro. Nella seconda sezione, prendendo le mosse dallo studio dell’opera omonima, Il Male viene delineato come esito dell’esercizio della libera volontà umana. L’autore rifugge una concezione sostanzialistica del male, abbracciando invece una prospettiva in cui l’accento è sulla responsabilità morale del soggetto agente. In seguito, vengono esaminate le modalità attraverso cui l’autore formula la propria sfida nei confronti della malvagità. Qui il riferimento è alla potenza dell’amore e del perdono. In conclusione, il lavoro si focalizza sul concetto di perdono – inteso come atto d’amore gratuito – indagato contestualmente ai limiti intrinseci della sua concreta realizzazione.
2025
Tracing Evil. The burden of responsibility in Vladimir Jankélévitch
Jankélévitch
Male
Metafisica
Responsabilità
Perdono
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/113234