La tematica affrontata in questa tesi è la rilevazione della menzogna in ambito psicologico e forense, poiché dalla sua accuratezza possono derivare importanti conseguenze sul piano giudiziario. La stessa definizione di menzogna, però, risulta essere complessa dato che si tratta di un costrutto multidimensionale e non direttamente osservabile. L'obiettivo consiste nell'indagine della validità di costrutto dei principali strumenti e metodi utilizzati nella deception detection, basati su approcci psicofisiologici, sull'analisi del contenuto delle dichiarazioni, sul funzionamento cognitivo e neurobiologico e sull'analisi delle espressioni facciali. In seguito a una revisione critica della letteratura scientifica, è emerso che i vari strumenti rilevino dei correlati della menzogna, ma che non siano in grado di misurare direttamente l'intenzione di ingannare, la quale definisce il costrutto di menzogna. I risultati evidenziano importanti limiti metodologici, dunque la deception detection viene interpretata come un processo inferenziale che riporta inevitabilmente un grado di incertezza. In conclusione, risulta preferibile adottare un approccio integrato, rispetto all'utilizzo isolato dei singoli strumenti, riconoscendo i limiti intrinseci e la complessità del fenomeno indagato.
La menzogna come costrutto multidimensionale: analisi critica e limiti della valutazione forense
CEKA, NICOLE RETE
2025/2026
Abstract
La tematica affrontata in questa tesi è la rilevazione della menzogna in ambito psicologico e forense, poiché dalla sua accuratezza possono derivare importanti conseguenze sul piano giudiziario. La stessa definizione di menzogna, però, risulta essere complessa dato che si tratta di un costrutto multidimensionale e non direttamente osservabile. L'obiettivo consiste nell'indagine della validità di costrutto dei principali strumenti e metodi utilizzati nella deception detection, basati su approcci psicofisiologici, sull'analisi del contenuto delle dichiarazioni, sul funzionamento cognitivo e neurobiologico e sull'analisi delle espressioni facciali. In seguito a una revisione critica della letteratura scientifica, è emerso che i vari strumenti rilevino dei correlati della menzogna, ma che non siano in grado di misurare direttamente l'intenzione di ingannare, la quale definisce il costrutto di menzogna. I risultati evidenziano importanti limiti metodologici, dunque la deception detection viene interpretata come un processo inferenziale che riporta inevitabilmente un grado di incertezza. In conclusione, risulta preferibile adottare un approccio integrato, rispetto all'utilizzo isolato dei singoli strumenti, riconoscendo i limiti intrinseci e la complessità del fenomeno indagato.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/113509