1. Background La gravidanza rappresenta un periodo di transizione complesso, caratterizzato da cambiamenti fisici, psicologici e relazionali che possono incidere sul benessere della donna e sullo sviluppo del bambino. All’interno di questo processo di riorganizzazione identitaria, una percentuale considerevole di donne sperimenta livelli significativi di distress psicologico, che si è dimostrato in grado di compromettere sia la qualità della vita materna sia lo sviluppo del legame con il feto – ovvero l’attaccamento prenatale. In questo scenario, alcune caratteristiche materne sembrano poter svolgere un ruolo protettivo: l’empatia – intesa come capacità di comprendere e condividere l'esperienza affettiva altrui – sostiene la sensibilità materna e la responsività ai bisogni del bambino, mentre il modello del Sé – dimensione centrale dell’attaccamento adulto legata al senso di valore personale – potrebbe contribuire a una maggiore stabilità emotiva nel corso della transizione alla maternità. Sebbene la letteratura abbia indagato separatamente le relazioni tra distress, empatia e attaccamento prenatale, gli studi che considerano congiuntamente queste tre dimensioni restano limitati. 2. Obiettivi e metodi Il presente studio si propone di analizzare la relazione tra caratteristiche materne – come empatia e stile relazionale – e la presenza di distress psicologico e attaccamento prenatale in un campione di donne in gravidanza, ipotizzando che alcune caratteristiche della madre possano svolgere un ruolo protettivo sullo stress percepito e favorire un migliore attaccamento prenatale. Nello specifico, ci si attende che a livelli più elevati di distress psicologico corrispondano livelli più bassi di attaccamento prenatale, e che una maggiore empatia si associ a un legame prenatale più solido, attenuando l'impatto negativo del distress. Al campione, composto da 26 donne in gravidanza di età compresa tra i 23 e i 43 anni, sono stati somministrati quattro strumenti self-report: il Prenatal Attachment Inventory (PAI), l'Empathy Quotient (EQ), la Depression Anxiety Stress Scales-21 (DASS-21) e il Relationship Questionnaire (RQ). 3. Risultati I risultati hanno confermato in maniera parziale le ipotesi iniziali. Un dato che nel disegno originario era stato considerato di importanza secondaria ha assunto un rilievo inatteso alla luce dei risultati. Il modello del Sé, dimensione dell'attaccamento adulto, è risultato negativamente associato alla sintomatologia depressiva (rho = -.515, p = .001) e positivamente all'empatia materna (rho = .370, p = .029), rappresentando un possibile fattore protettivo primario nei confronti della vulnerabilità emotiva legata al complesso processo di transizione alla maternità. Questo risultato suggerisce che la depressione materna e post-partum non vadano lette solo come esito di un adattamento fallito a questa transizione, ma anche come espressione di caratteristiche personali più stabili della donna, aprendo a possibili interventi mirati al rafforzamento dell’autostima in epoca prenatale. Non è invece emersa alcuna associazione tra il distress psicologico e l’attaccamento prenatale (rho = -.002, p = .989), e anche la relazione tra empatia e attaccamento prenatale – pur presentando un'entità piccola-moderata nella direzione attesa (rho = .252, p = .145) – non ha raggiunto la significatività statistica, verosimilmente per la ridotta numerosità campionaria e la scarsa variabilità del campione. Data l’assenza di correlazione tra distress e attaccamento prenatale, non è stato possibile verificare il ruolo moderatore dell'empatia.
Empatia, Distress Psicologico e Attaccamento Prenatale nelle Donne in Gravidanza
DALIA, NOEMI MARIARITA
2025/2026
Abstract
1. Background La gravidanza rappresenta un periodo di transizione complesso, caratterizzato da cambiamenti fisici, psicologici e relazionali che possono incidere sul benessere della donna e sullo sviluppo del bambino. All’interno di questo processo di riorganizzazione identitaria, una percentuale considerevole di donne sperimenta livelli significativi di distress psicologico, che si è dimostrato in grado di compromettere sia la qualità della vita materna sia lo sviluppo del legame con il feto – ovvero l’attaccamento prenatale. In questo scenario, alcune caratteristiche materne sembrano poter svolgere un ruolo protettivo: l’empatia – intesa come capacità di comprendere e condividere l'esperienza affettiva altrui – sostiene la sensibilità materna e la responsività ai bisogni del bambino, mentre il modello del Sé – dimensione centrale dell’attaccamento adulto legata al senso di valore personale – potrebbe contribuire a una maggiore stabilità emotiva nel corso della transizione alla maternità. Sebbene la letteratura abbia indagato separatamente le relazioni tra distress, empatia e attaccamento prenatale, gli studi che considerano congiuntamente queste tre dimensioni restano limitati. 2. Obiettivi e metodi Il presente studio si propone di analizzare la relazione tra caratteristiche materne – come empatia e stile relazionale – e la presenza di distress psicologico e attaccamento prenatale in un campione di donne in gravidanza, ipotizzando che alcune caratteristiche della madre possano svolgere un ruolo protettivo sullo stress percepito e favorire un migliore attaccamento prenatale. Nello specifico, ci si attende che a livelli più elevati di distress psicologico corrispondano livelli più bassi di attaccamento prenatale, e che una maggiore empatia si associ a un legame prenatale più solido, attenuando l'impatto negativo del distress. Al campione, composto da 26 donne in gravidanza di età compresa tra i 23 e i 43 anni, sono stati somministrati quattro strumenti self-report: il Prenatal Attachment Inventory (PAI), l'Empathy Quotient (EQ), la Depression Anxiety Stress Scales-21 (DASS-21) e il Relationship Questionnaire (RQ). 3. Risultati I risultati hanno confermato in maniera parziale le ipotesi iniziali. Un dato che nel disegno originario era stato considerato di importanza secondaria ha assunto un rilievo inatteso alla luce dei risultati. Il modello del Sé, dimensione dell'attaccamento adulto, è risultato negativamente associato alla sintomatologia depressiva (rho = -.515, p = .001) e positivamente all'empatia materna (rho = .370, p = .029), rappresentando un possibile fattore protettivo primario nei confronti della vulnerabilità emotiva legata al complesso processo di transizione alla maternità. Questo risultato suggerisce che la depressione materna e post-partum non vadano lette solo come esito di un adattamento fallito a questa transizione, ma anche come espressione di caratteristiche personali più stabili della donna, aprendo a possibili interventi mirati al rafforzamento dell’autostima in epoca prenatale. Non è invece emersa alcuna associazione tra il distress psicologico e l’attaccamento prenatale (rho = -.002, p = .989), e anche la relazione tra empatia e attaccamento prenatale – pur presentando un'entità piccola-moderata nella direzione attesa (rho = .252, p = .145) – non ha raggiunto la significatività statistica, verosimilmente per la ridotta numerosità campionaria e la scarsa variabilità del campione. Data l’assenza di correlazione tra distress e attaccamento prenatale, non è stato possibile verificare il ruolo moderatore dell'empatia.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/113519