Il sonno rappresenta un processo biologico essenziale non solo per il ripristino fisico e cognitivo, ma anche per la regolazione emotiva. Questa tesi propone una revisione della letteratura scientifica volta ad analizzare la relazione tra alterazioni del sonno (in termini di qualità, durata e deprivazione) e comportamenti aggressivi. I meccanismi neurobiologici che possibilmente legano i due costrutti riguardano alterazioni della corteccia prefrontale e della sua connettività con l'amigdala, alterazioni serotoninergiche e la disregolazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA). L'analisi metodologica degli studi evidenzia come la relazione tra sonno e aggressività emerga con maggiore intensità quando il sonno viene valutato tramite misure soggettive (self-report) rispetto ai parametri oggettivi (polisonnografia o actigrafia), suggerendo il ruolo cruciale della percezione individuale sulla bontà del sonno. Evidenze consistenti provengono anche dallo studio di popolazioni ad alto rischio e dall'efficacia dei trattamenti dei disturbi del sonno, che sembrano ridurre i livelli di aggressività. La complessità della relazione richiede ulteriori ricerche per chiarirne la direzionalità e il ruolo modulatore della psicopatologia e del sesso.
Gli effetti del sonno sull'aggressività: una revisione della letteratura
LIVIERO, ROSA
2025/2026
Abstract
Il sonno rappresenta un processo biologico essenziale non solo per il ripristino fisico e cognitivo, ma anche per la regolazione emotiva. Questa tesi propone una revisione della letteratura scientifica volta ad analizzare la relazione tra alterazioni del sonno (in termini di qualità, durata e deprivazione) e comportamenti aggressivi. I meccanismi neurobiologici che possibilmente legano i due costrutti riguardano alterazioni della corteccia prefrontale e della sua connettività con l'amigdala, alterazioni serotoninergiche e la disregolazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA). L'analisi metodologica degli studi evidenzia come la relazione tra sonno e aggressività emerga con maggiore intensità quando il sonno viene valutato tramite misure soggettive (self-report) rispetto ai parametri oggettivi (polisonnografia o actigrafia), suggerendo il ruolo cruciale della percezione individuale sulla bontà del sonno. Evidenze consistenti provengono anche dallo studio di popolazioni ad alto rischio e dall'efficacia dei trattamenti dei disturbi del sonno, che sembrano ridurre i livelli di aggressività. La complessità della relazione richiede ulteriori ricerche per chiarirne la direzionalità e il ruolo modulatore della psicopatologia e del sesso.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/113684