L’elaborazione delle informazioni visive ha origine a livello della retina e prosegue attraverso il chiasma ottico, dove avviene una parziale decussazione delle fibre nervose che costituiscono i nervi ottici dei due occhi. Proprio anche per questo motivo, lesioni a diversi livelli delle vie visive possono avere conseguenze differenti e portare all’insorgenza di vari disturbi visuo-percettivi. L’emianopsia omonima laterale, ad esempio, è provocata da lesioni retrochiasmatiche, per lo più occipitali, e comporta la perdita di una porzione del campo visivo in entrambi gli occhi. Nonostante in alcuni casi possano beneficiare di un parziale recupero spontaneo, per i pazienti emianoptici può essere utile intraprendere percorsi riabilitativi specifici il cui obiettivo è quello di favorire un miglioramento delle funzioni visive attraverso la stimolazione della plasticità neurale mediante la presentazione ripetuta di stimoli visivi nella zona di transizione del campo visivo. Nel presente elaborato, in particolare, è stato preso in considerazione il protocollo NRT (Neuro Restoration Training) e ci si è posto l’obiettivo di formulare delle ipotesi relative ai fattori prognostici del recupero. Nello specifico, ci si è voluti concentrare sulla sede della lesione e sulla costanza nello svolgimento del training. Sono stati presi in esame, dunque, i casi di due pazienti con emianopsia omonima sinistra che hanno intrapreso un protocollo riabilitativo NRT presso il laboratorio NeuroVis.U.S. (Unità Operativa di Riabilitazione Neurovisiva) e le cui capacità percettive sono state valutate prima, durante e al termine del periodo di svolgimento della procedura riabilitativa. Nella prima paziente l’emianopsia era il risultato di tre episodi di emorragia talamo-capsulare destra dovuta ad un angioma cavernoso, mentre nel secondo paziente di un’emorragia cerebrale dovuta alla rottura di una MAV in territorio dell’arteria cerebrale media destra. In relazione alla costanza nello svolgimento del training, inoltre, la prima paziente si era allenata in media meno di tre volte alla settimana, mentre il secondo aveva sempre svolto i quattro allenamenti settimanali consigliati dal protocollo. Dal confronto tra i risultati ottenuti nella valutazione iniziale e quelli ottenuti in quella finale nel secondo paziente si è potuto osservare un miglioramento clinicamente rilevante nella percezione del campo visivo sinistro, nell’acuità visiva e nel riconoscimento di forme, mentre nella prima non si sono registrati miglioramenti evidenti. Quanto emerso dal confronto tra i due casi clinici presi in considerazione sembrerebbe essere compatibile, dunque, con le ipotesi formulate in relazione al ruolo della sede della lesione e dell’aderenza al trattamento nel recupero dell’emianopsia. Tuttavia, è importante sottolineare il fatto che un campione di soggetti così ristretto non permette la verifica delle ipotesi, ma può essere un punto di partenza per un loro approfondimento.

Emianopsia, recupero visivo e possibili fattori prognostici: confronto tra due casi clinici

MILANI, CAMILLA
2025/2026

Abstract

L’elaborazione delle informazioni visive ha origine a livello della retina e prosegue attraverso il chiasma ottico, dove avviene una parziale decussazione delle fibre nervose che costituiscono i nervi ottici dei due occhi. Proprio anche per questo motivo, lesioni a diversi livelli delle vie visive possono avere conseguenze differenti e portare all’insorgenza di vari disturbi visuo-percettivi. L’emianopsia omonima laterale, ad esempio, è provocata da lesioni retrochiasmatiche, per lo più occipitali, e comporta la perdita di una porzione del campo visivo in entrambi gli occhi. Nonostante in alcuni casi possano beneficiare di un parziale recupero spontaneo, per i pazienti emianoptici può essere utile intraprendere percorsi riabilitativi specifici il cui obiettivo è quello di favorire un miglioramento delle funzioni visive attraverso la stimolazione della plasticità neurale mediante la presentazione ripetuta di stimoli visivi nella zona di transizione del campo visivo. Nel presente elaborato, in particolare, è stato preso in considerazione il protocollo NRT (Neuro Restoration Training) e ci si è posto l’obiettivo di formulare delle ipotesi relative ai fattori prognostici del recupero. Nello specifico, ci si è voluti concentrare sulla sede della lesione e sulla costanza nello svolgimento del training. Sono stati presi in esame, dunque, i casi di due pazienti con emianopsia omonima sinistra che hanno intrapreso un protocollo riabilitativo NRT presso il laboratorio NeuroVis.U.S. (Unità Operativa di Riabilitazione Neurovisiva) e le cui capacità percettive sono state valutate prima, durante e al termine del periodo di svolgimento della procedura riabilitativa. Nella prima paziente l’emianopsia era il risultato di tre episodi di emorragia talamo-capsulare destra dovuta ad un angioma cavernoso, mentre nel secondo paziente di un’emorragia cerebrale dovuta alla rottura di una MAV in territorio dell’arteria cerebrale media destra. In relazione alla costanza nello svolgimento del training, inoltre, la prima paziente si era allenata in media meno di tre volte alla settimana, mentre il secondo aveva sempre svolto i quattro allenamenti settimanali consigliati dal protocollo. Dal confronto tra i risultati ottenuti nella valutazione iniziale e quelli ottenuti in quella finale nel secondo paziente si è potuto osservare un miglioramento clinicamente rilevante nella percezione del campo visivo sinistro, nell’acuità visiva e nel riconoscimento di forme, mentre nella prima non si sono registrati miglioramenti evidenti. Quanto emerso dal confronto tra i due casi clinici presi in considerazione sembrerebbe essere compatibile, dunque, con le ipotesi formulate in relazione al ruolo della sede della lesione e dell’aderenza al trattamento nel recupero dell’emianopsia. Tuttavia, è importante sottolineare il fatto che un campione di soggetti così ristretto non permette la verifica delle ipotesi, ma può essere un punto di partenza per un loro approfondimento.
2025
Hemianopia, visual restoration and possible prognostic factors: comparison between two clinical cases
Emianopsia
Riabilitazione
NRT
Fattori prognostici
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/113698