Introduzione: La Malattia di Alzheimer rappresenta la principale causa di demenza a livello globale. I processi neuropatologici iniziano anni prima della comparsa dei sintomi cognitivi manifesti, quindi l'identificazione precoce delle fasi prodromiche, come il Mild Cognitive Impairment (MCI), risulta cruciale. Tra i biomarcatori non invasivi, la compromissione olfattiva si è dimostrata un indicatore promettente. Tuttavia, la letteratura presenta risultati frammentati riguardo alla capacità dei test olfattivi di discriminare tra il sottotipo amnestico (aMCI) e non amnestico (naMCI), che presentano differenti tassi di conversione in Malattia di Alzheimer. Obiettivo:Questa metanalisi si propone di confrontare le prestazioni di identificazione olfattiva tra pazienti con aMCI e naMCI, verificando se il sottotipo amnestico mostri maggiore compromissione olfattiva e valutando l'eventuale ruolo moderatore dello strumento olfattivo impiegato. Metodi: La ricerca bibliografica è stata condotta su tre database (Scopus, PubMed, PsycInfo) fino a luglio 2026, seguendo le linee guida PRISMA 2020. Sono stati inclusi studi che confrontavano pazienti aMCI e naMCI mediante l'uso di test olfattivi standardizzati. Risultati: Sei studi che complessivamente includono 1643 pazienti con MCI (968 aMCI e 675 naMCI) sono stati inclusi nella metanalisi. I risultati mostrano una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi (z=-3.61, p<0.001), con un effect size globale medio-basso pari a -0.26 (95% CI: da -0.41 a -0.12). Tale dato indica che i soggetti con aMCI presentano prestazioni di identificazione olfattiva inferiori rispetto ai pazienti con naMCI. L'analisi dei moderatori ha evidenziato che la tipologia di test olfattivo non modera in modo statisticamente significativo la differenza tra i sottotipi (p=0.077), suggerendo che il deficit olfattivo nell'aMCI si manifesta indipendentemente dallo strumento di misurazione utilizzato. Conclusioni: Il deficit di identificazione olfattiva è significativamente più severo nel sottotipo amnestico di MCI rispetto a quello non amnestico, confermando il maggiore coinvolgimento delle strutture temporali mediali nelle fasi precoci dell'aMCI. Sebbene l'entità dell'effetto sia moderata, l'integrazione di test olfattivi rapidi e non invasivi nella pratica clinica e nei protocolli di screening può rappresentare un utile supporto per identificare i profili a rischio di progressione verso la demenza di tipo Alzheimer.

L'identificazione olfattiva nei sottotipi di Mild Cognitive Impairment

PERTEGATO, GLORIA
2025/2026

Abstract

Introduzione: La Malattia di Alzheimer rappresenta la principale causa di demenza a livello globale. I processi neuropatologici iniziano anni prima della comparsa dei sintomi cognitivi manifesti, quindi l'identificazione precoce delle fasi prodromiche, come il Mild Cognitive Impairment (MCI), risulta cruciale. Tra i biomarcatori non invasivi, la compromissione olfattiva si è dimostrata un indicatore promettente. Tuttavia, la letteratura presenta risultati frammentati riguardo alla capacità dei test olfattivi di discriminare tra il sottotipo amnestico (aMCI) e non amnestico (naMCI), che presentano differenti tassi di conversione in Malattia di Alzheimer. Obiettivo:Questa metanalisi si propone di confrontare le prestazioni di identificazione olfattiva tra pazienti con aMCI e naMCI, verificando se il sottotipo amnestico mostri maggiore compromissione olfattiva e valutando l'eventuale ruolo moderatore dello strumento olfattivo impiegato. Metodi: La ricerca bibliografica è stata condotta su tre database (Scopus, PubMed, PsycInfo) fino a luglio 2026, seguendo le linee guida PRISMA 2020. Sono stati inclusi studi che confrontavano pazienti aMCI e naMCI mediante l'uso di test olfattivi standardizzati. Risultati: Sei studi che complessivamente includono 1643 pazienti con MCI (968 aMCI e 675 naMCI) sono stati inclusi nella metanalisi. I risultati mostrano una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi (z=-3.61, p<0.001), con un effect size globale medio-basso pari a -0.26 (95% CI: da -0.41 a -0.12). Tale dato indica che i soggetti con aMCI presentano prestazioni di identificazione olfattiva inferiori rispetto ai pazienti con naMCI. L'analisi dei moderatori ha evidenziato che la tipologia di test olfattivo non modera in modo statisticamente significativo la differenza tra i sottotipi (p=0.077), suggerendo che il deficit olfattivo nell'aMCI si manifesta indipendentemente dallo strumento di misurazione utilizzato. Conclusioni: Il deficit di identificazione olfattiva è significativamente più severo nel sottotipo amnestico di MCI rispetto a quello non amnestico, confermando il maggiore coinvolgimento delle strutture temporali mediali nelle fasi precoci dell'aMCI. Sebbene l'entità dell'effetto sia moderata, l'integrazione di test olfattivi rapidi e non invasivi nella pratica clinica e nei protocolli di screening può rappresentare un utile supporto per identificare i profili a rischio di progressione verso la demenza di tipo Alzheimer.
2025
Olfactory Identification Across Mild Cognitive Impairment Subtypes
Olfactory deficit
MCI
Cognitive decline
MCI subtypes
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/113706