Gran parte della ricerca psicologica riguardante l’utilizzo dei videogiochi si concentra sugli effetti negativi che essi hanno sulla salute mentale ed è presente una letteratura molto ampia. Proprio grazie al grande interesse verso questo mondo, l’Internet Gaming Disorder è entrato a far parte dei manuali diagnostici per la prima volta nel DSM-5, causando un ulteriore aumento delle ricerche psicologiche sui videogiochi. Un aspetto che però in questi anni è stato poco approfondito è quello che riguarda il ruolo dei diversi generi videoludici nello sviluppo di una dipendenza da videogiochi. Alcuni generi, per esempio gli FPS e gli MMORPG, sono effettivamente più associati all’IGD rispetto ad altri. Inoltre esistono alcuni generi che risultano essere più o meno attrattivi in base alla presenza o meno di un determinato disturbo in comorbidità con l’IGD. Gli FPS, caratterizzati da impulsività e un numero molto elevato di stimoli, sono spesso associati all’ADHD. Gli MMORPG, giochi prosociali e basati anche sulla creazione di un alter ego a proprio piacimento, sono spesso associati alla depressione e all’ansia sociale. Infine i giochi caratterizzati dalla presenza di loot box sono associati, in modo alquanto pericoloso, al Disturbo Ossessivo Compulsivo. Il tema della comorbidità con altri disturbi è, tra l’altro, un grosso nodo all’interno della comunità scientifica ed è stato al centro di numerosi dibattiti riguardo la validità del costrutto di Internet Gaming Disorder. L’obiettivo di questo elaborato è dunque quello di portare alla luce come il ruolo dei generi videoludici è fin troppo sottovalutato, e un aumento dell’interesse e della ricerca su di essi potrebbe portare molti vantaggi, tra cui una migliore concettualizzazione del disturbo e, di conseguenza, una chiarificazione sulle strategie di trattamento più adatte.
Internet Gaming Disorder e disturbi psicologici: il ruolo dei generi videoludici
TRENTO, RICCARDO
2025/2026
Abstract
Gran parte della ricerca psicologica riguardante l’utilizzo dei videogiochi si concentra sugli effetti negativi che essi hanno sulla salute mentale ed è presente una letteratura molto ampia. Proprio grazie al grande interesse verso questo mondo, l’Internet Gaming Disorder è entrato a far parte dei manuali diagnostici per la prima volta nel DSM-5, causando un ulteriore aumento delle ricerche psicologiche sui videogiochi. Un aspetto che però in questi anni è stato poco approfondito è quello che riguarda il ruolo dei diversi generi videoludici nello sviluppo di una dipendenza da videogiochi. Alcuni generi, per esempio gli FPS e gli MMORPG, sono effettivamente più associati all’IGD rispetto ad altri. Inoltre esistono alcuni generi che risultano essere più o meno attrattivi in base alla presenza o meno di un determinato disturbo in comorbidità con l’IGD. Gli FPS, caratterizzati da impulsività e un numero molto elevato di stimoli, sono spesso associati all’ADHD. Gli MMORPG, giochi prosociali e basati anche sulla creazione di un alter ego a proprio piacimento, sono spesso associati alla depressione e all’ansia sociale. Infine i giochi caratterizzati dalla presenza di loot box sono associati, in modo alquanto pericoloso, al Disturbo Ossessivo Compulsivo. Il tema della comorbidità con altri disturbi è, tra l’altro, un grosso nodo all’interno della comunità scientifica ed è stato al centro di numerosi dibattiti riguardo la validità del costrutto di Internet Gaming Disorder. L’obiettivo di questo elaborato è dunque quello di portare alla luce come il ruolo dei generi videoludici è fin troppo sottovalutato, e un aumento dell’interesse e della ricerca su di essi potrebbe portare molti vantaggi, tra cui una migliore concettualizzazione del disturbo e, di conseguenza, una chiarificazione sulle strategie di trattamento più adatte.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/113719