Negli ultimi anni, il numero di missioni spaziali è aumentato costantemente. Sebbene grazie a tali missioni sia stato dimostrato che l'ambiente spaziale induce diverse modificazioni fisiologiche nell'organismo umano, gli effetti che esso determina sul sistema nervoso centrale sono ancora poco conosciuti. L’obiettivo di questo elaborato è esplorare le ricerche finora condotte sul tema, evidenziando gli effetti della microgravità sul cervello. Seguendo le linee guida PRISMA, la revisione ha selezionato diversi studi che, attraverso l’integrazione di diverse metodologie – tra cui osservazioni dirette su astronauti e osservazioni indirette mediante analoghi terrestri – e l’utilizzo di tecniche di neuroimmagine, quali la risonanza magnetica strutturale (MRI), la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e l’elettroencefalogramma (EEG), hanno evidenziato come i fattori di rischio dell’ambiente spaziale determino modificazioni cerebrali sia strutturali sia funzionali. Tra le principali alterazioni rilevate vi sono lo spostamento cefalico dei fluidi, l’espansione ventricolare, le modificazioni degli spazi perivascolari e i cambiamenti della sostanza grigia e della sostanza bianca. Queste alterazioni risultano essere associate a meccanismi compatibili con processi neurodegenerativi che, rispetto alla fisiologica neurodegenerazione dovuta all’invecchiamento terrestre, sembrano manifestarsi in modo accelerato nell'ambiente spaziale. Dato il costante aumento del numero delle missioni spaziali e l’obiettivo di consolidare la presenza umana nello spazio, comprendere gli effetti di questo ambiente, non solo sull’apparato muscolo- scheletrico, ma anche sul sistema nervoso centrale, è di grande importanza. Approfondire tali conoscenze sarà fondamentale per sviluppare strategie efficaci volte a prevenire o mitigare queste alterazioni. Per questo motivo, ulteriori studi sono fondamentali per approfondire questo ambito di ricerca.
"Microgravità e cervello umano: una Revisione Sistematica delle Evidenze Neurofisiologiche e di Neuroimmagine in una Prospettiva di Invecchiamento Accelerato"
BARBIERI, GIULIA
2025/2026
Abstract
Negli ultimi anni, il numero di missioni spaziali è aumentato costantemente. Sebbene grazie a tali missioni sia stato dimostrato che l'ambiente spaziale induce diverse modificazioni fisiologiche nell'organismo umano, gli effetti che esso determina sul sistema nervoso centrale sono ancora poco conosciuti. L’obiettivo di questo elaborato è esplorare le ricerche finora condotte sul tema, evidenziando gli effetti della microgravità sul cervello. Seguendo le linee guida PRISMA, la revisione ha selezionato diversi studi che, attraverso l’integrazione di diverse metodologie – tra cui osservazioni dirette su astronauti e osservazioni indirette mediante analoghi terrestri – e l’utilizzo di tecniche di neuroimmagine, quali la risonanza magnetica strutturale (MRI), la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e l’elettroencefalogramma (EEG), hanno evidenziato come i fattori di rischio dell’ambiente spaziale determino modificazioni cerebrali sia strutturali sia funzionali. Tra le principali alterazioni rilevate vi sono lo spostamento cefalico dei fluidi, l’espansione ventricolare, le modificazioni degli spazi perivascolari e i cambiamenti della sostanza grigia e della sostanza bianca. Queste alterazioni risultano essere associate a meccanismi compatibili con processi neurodegenerativi che, rispetto alla fisiologica neurodegenerazione dovuta all’invecchiamento terrestre, sembrano manifestarsi in modo accelerato nell'ambiente spaziale. Dato il costante aumento del numero delle missioni spaziali e l’obiettivo di consolidare la presenza umana nello spazio, comprendere gli effetti di questo ambiente, non solo sull’apparato muscolo- scheletrico, ma anche sul sistema nervoso centrale, è di grande importanza. Approfondire tali conoscenze sarà fondamentale per sviluppare strategie efficaci volte a prevenire o mitigare queste alterazioni. Per questo motivo, ulteriori studi sono fondamentali per approfondire questo ambito di ricerca.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/113763