La presente ricerca si origina da un interrogativo formulato nel 2007 dal saggista britannico John Lanchester, il quale si domanda perché, nonostante l’aggravarsi della crisi climatica e la consapevolezza del suo carattere emergenziale, i movimenti per il clima contemporanei non abbiano sistematicamente adottato pratiche di sabotaggio o violenza politica. Alla luce di tale interrogativo, la tesi indaga le motivazioni per cui i principali movimenti per il clima dell’Europa centro-occidentale continuano a privilegiare repertori d’azione nonviolenti, esplorando i fattori che la letteratura associa a processi di radicalizzazione e le condizioni per cui quest’ultima potrebbe tradursi in escalation del repertorio ed eventualmente in ricorso alla violenza. Attraverso una revisione narrativa critica della letteratura e un’analisi documentale del materiale prodotto dai movimenti oggetto di studio, la ricerca analizza le caratteristiche dei movimenti per il clima contemporanei, con riferimento alle teorie della nonviolenza e ai principali modelli di radicalizzazione. L’analisi ipotizza che numerosi fattori associati alla radicalizzazione siano compatibili con narrazioni proprie dei movimenti per il clima contemporanei; tuttavia, la loro presenza non si traduce necessariamente in escalation di conflittualità o ricorso alla violenza. La radicalizzazione emerge, infatti, come processo multifattoriale e non deterministico, il cui esito deriva dall’interazione tra fattori individuali, relazionali, sociali e contestuali. La persistenza della nonviolenza non sarebbe riconducibile unicamente all’assenza di fattori predisponenti o a motivazioni strategiche, bensì anche alla compresenza di meccanismi che ne contengono gli effetti. Pertanto, la scelta del repertorio si configura come prodotto dell'interazione tra fattori strategici, psicologici, sociali e identitari, tra cui la necessità di preservare coerenza tra la propria autorappresentazione e le pratiche adottate.
Infrangere un tabù. La violenza nei movimenti per il clima tra strategie, dinamiche psicologiche e coerenza del sé
VANDI, ILARIA
2025/2026
Abstract
La presente ricerca si origina da un interrogativo formulato nel 2007 dal saggista britannico John Lanchester, il quale si domanda perché, nonostante l’aggravarsi della crisi climatica e la consapevolezza del suo carattere emergenziale, i movimenti per il clima contemporanei non abbiano sistematicamente adottato pratiche di sabotaggio o violenza politica. Alla luce di tale interrogativo, la tesi indaga le motivazioni per cui i principali movimenti per il clima dell’Europa centro-occidentale continuano a privilegiare repertori d’azione nonviolenti, esplorando i fattori che la letteratura associa a processi di radicalizzazione e le condizioni per cui quest’ultima potrebbe tradursi in escalation del repertorio ed eventualmente in ricorso alla violenza. Attraverso una revisione narrativa critica della letteratura e un’analisi documentale del materiale prodotto dai movimenti oggetto di studio, la ricerca analizza le caratteristiche dei movimenti per il clima contemporanei, con riferimento alle teorie della nonviolenza e ai principali modelli di radicalizzazione. L’analisi ipotizza che numerosi fattori associati alla radicalizzazione siano compatibili con narrazioni proprie dei movimenti per il clima contemporanei; tuttavia, la loro presenza non si traduce necessariamente in escalation di conflittualità o ricorso alla violenza. La radicalizzazione emerge, infatti, come processo multifattoriale e non deterministico, il cui esito deriva dall’interazione tra fattori individuali, relazionali, sociali e contestuali. La persistenza della nonviolenza non sarebbe riconducibile unicamente all’assenza di fattori predisponenti o a motivazioni strategiche, bensì anche alla compresenza di meccanismi che ne contengono gli effetti. Pertanto, la scelta del repertorio si configura come prodotto dell'interazione tra fattori strategici, psicologici, sociali e identitari, tra cui la necessità di preservare coerenza tra la propria autorappresentazione e le pratiche adottate.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/113841