Questo lavoro di tesi analizza la contaminazione storica e la progettazione della bonifica dell’area su cui sorge l'Istituto d'Istruzione Superiore "Rolando da Piazzola" a Piazzola sul Brenta (PD). Il sito ha ospitato tra il 1890 e il 1963 uno stabilimento per la produzione di concimi perfosfati (gestito da Camerini e successivamente da Montecatini), il cui processo industriale ha causato l'accumulo nel suolo di scarti noti come "ceneri di pirite", caratterizzati da elevate concentrazioni di metalli pesanti. Nonostante la consapevolezza dei disagi ecologici, alla fine degli anni '70 l'area fu espropriata dal Comune e destinata a uso scolastico senza l'esecuzione di reali interventi di risanamento del suolo. La contaminazione è stata riscoperta nel 2020 a seguito di indagini preliminari per l'ampliamento dell'istituto, evidenziando diffusi superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC). Il successivo Piano di Caratterizzazione e l'Analisi di Rischio sito-specifica hanno confermato una presenza capillare nelle diverse matrici ambientali di metalli pesanti (in particolare Arsenico, Piombo e Zinco), di alcuni parametri degli Idrocarburi Policiclici aromatici ed in minor misura di idrocarburi pesanti C>12. Tali indagini hanno accertato la presenza di rischi sanitari per contatto diretto con il terreno e rischi di lisciviazione dei contaminanti verso l'acquifero sottostante. La valutazione tecnico-economica ha selezionato l'interruzione dei percorsi di esposizione tramite copertura superficiale (capping) come soluzione di bonifica più efficace e sostenibile. Non viene trattato il monitoraggio dell’aria ambiente indoor.
Il caso di inquinamento ambientale dell'Istituto Rolando da Piazzola
SIMIONI, DAVIDE
2025/2026
Abstract
Questo lavoro di tesi analizza la contaminazione storica e la progettazione della bonifica dell’area su cui sorge l'Istituto d'Istruzione Superiore "Rolando da Piazzola" a Piazzola sul Brenta (PD). Il sito ha ospitato tra il 1890 e il 1963 uno stabilimento per la produzione di concimi perfosfati (gestito da Camerini e successivamente da Montecatini), il cui processo industriale ha causato l'accumulo nel suolo di scarti noti come "ceneri di pirite", caratterizzati da elevate concentrazioni di metalli pesanti. Nonostante la consapevolezza dei disagi ecologici, alla fine degli anni '70 l'area fu espropriata dal Comune e destinata a uso scolastico senza l'esecuzione di reali interventi di risanamento del suolo. La contaminazione è stata riscoperta nel 2020 a seguito di indagini preliminari per l'ampliamento dell'istituto, evidenziando diffusi superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC). Il successivo Piano di Caratterizzazione e l'Analisi di Rischio sito-specifica hanno confermato una presenza capillare nelle diverse matrici ambientali di metalli pesanti (in particolare Arsenico, Piombo e Zinco), di alcuni parametri degli Idrocarburi Policiclici aromatici ed in minor misura di idrocarburi pesanti C>12. Tali indagini hanno accertato la presenza di rischi sanitari per contatto diretto con il terreno e rischi di lisciviazione dei contaminanti verso l'acquifero sottostante. La valutazione tecnico-economica ha selezionato l'interruzione dei percorsi di esposizione tramite copertura superficiale (capping) come soluzione di bonifica più efficace e sostenibile. Non viene trattato il monitoraggio dell’aria ambiente indoor.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
simioni_davide.pdf
accesso aperto
Dimensione
9.07 MB
Formato
Adobe PDF
|
9.07 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/114682