Il presente lavoro indaga i limiti strutturali della legittima difesa di cui all’art. 52 c.p. quando invocata dalle vittime di violenza domestica che reagiscono contro il proprio aggressore. L’analisi muove da una constatazione di fondo: l’istituto è stato storicamente costruito attorno al paradigma dell’aggressione episodica tra soggetti in posizione di parità, e tale origine condiziona ancora oggi l’interpretazione dei suoi requisiti – attualità del pericolo, proporzione e necessità della reazione – quando applicati a contesti caratterizzati da violenza sistemica e asimmetria strutturale. L’indagine si articola in una disamina critica dei requisiti costitutivi della causa di giustificazione, affiancata dall'analisi di emblematici casi giurisprudenziali e dal contributo delle scienze empiriche. Attraverso l’esame del ciclo della violenza, della Battered Woman Syndrome (BWS) e della teoria dell'impotenza appresa, l’elaborato si propone di dimostrare come la condotta della vittima si traduca in una vera e propria forma di “resistenza” necessitata a una dinamica di coercizione continua. Il lavoro si conclude con una proposta di rilettura interpretativa e de iure condendo articolata secondo un sistema di tutela a doppio binario, con l'obiettivo di rendere le categorie penalistiche maggiormente aderenti alla concreta fisionomia della violenza relazionale, senza trasformare la tutela della vittima in una disciplina di favore.
Il diritto alla resistenza domestica: la legittima difesa tra dogmatica e realtà nei contesti di violenza sistemica
CUSINATO, BENEDETTA
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro indaga i limiti strutturali della legittima difesa di cui all’art. 52 c.p. quando invocata dalle vittime di violenza domestica che reagiscono contro il proprio aggressore. L’analisi muove da una constatazione di fondo: l’istituto è stato storicamente costruito attorno al paradigma dell’aggressione episodica tra soggetti in posizione di parità, e tale origine condiziona ancora oggi l’interpretazione dei suoi requisiti – attualità del pericolo, proporzione e necessità della reazione – quando applicati a contesti caratterizzati da violenza sistemica e asimmetria strutturale. L’indagine si articola in una disamina critica dei requisiti costitutivi della causa di giustificazione, affiancata dall'analisi di emblematici casi giurisprudenziali e dal contributo delle scienze empiriche. Attraverso l’esame del ciclo della violenza, della Battered Woman Syndrome (BWS) e della teoria dell'impotenza appresa, l’elaborato si propone di dimostrare come la condotta della vittima si traduca in una vera e propria forma di “resistenza” necessitata a una dinamica di coercizione continua. Il lavoro si conclude con una proposta di rilettura interpretativa e de iure condendo articolata secondo un sistema di tutela a doppio binario, con l'obiettivo di rendere le categorie penalistiche maggiormente aderenti alla concreta fisionomia della violenza relazionale, senza trasformare la tutela della vittima in una disciplina di favore.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/116452