Il trekking a cavallo, oltre a rappresentare una disciplina equestre, costituisce una forma di turismo sostenibile che contribuisce alla valorizzazione del territorio rurale e montano. Questa attività favorisce il contatto diretto con la natura e contribuisce alla tutela del patrimonio paesaggistico, ambientale e delle tradizioni locali. Durante i percorsi, cavallo e cavaliere si trovano spesso ad affrontare tragitti di lunga durata, condizioni meteo-ambientali imprevedibili e terreni eterogenei. Per tali ragioni, è fondamentale che il cavaliere possieda una solida esperienza e che l’animale sia gestito in modo da garantirne costantemente il benessere. Tra gli aspetti gestionali di maggiore rilevanza rientra la cura del piede equino, fondamentale per preservare la salute, la funzionalità locomotoria e la capacità del cavallo di affrontare lunghe percorrenze in totale sicurezza, comfort ed efficienza. Il presente elaborato si propone di analizzare le principali problematiche del piede nel cavallo da trekking, illustrando le tecniche di gestione maggiormente adottate, dalla ferratura tradizionale all'approccio barefoot (sferrato). Verranno inoltre esaminate le soluzioni più recenti, con particolare riferimento ai nuovi materiali e alle innovazioni tecnologiche del settore. L’obiettivo è mettere a confronto le diverse strategie gestionali, evidenziandone vantaggi, limiti e costi. Il confronto mira a fornire una visione d’insieme delle opzioni disponibili, sottolineando come non esista un approccio unico e universalmente valido. La scelta gestionale più idonea deve infatti essere valutata sulla base delle caratteristiche del singolo cavallo, dell’ambiente in cui vive e, soprattutto, delle tipologie di terreno affrontate durante l’attività di trekking.
Il piede è il cuore del cavallo: gestione e cura del piede nel cavallo da trekking
BERTOLDI, ARIANNA
2025/2026
Abstract
Il trekking a cavallo, oltre a rappresentare una disciplina equestre, costituisce una forma di turismo sostenibile che contribuisce alla valorizzazione del territorio rurale e montano. Questa attività favorisce il contatto diretto con la natura e contribuisce alla tutela del patrimonio paesaggistico, ambientale e delle tradizioni locali. Durante i percorsi, cavallo e cavaliere si trovano spesso ad affrontare tragitti di lunga durata, condizioni meteo-ambientali imprevedibili e terreni eterogenei. Per tali ragioni, è fondamentale che il cavaliere possieda una solida esperienza e che l’animale sia gestito in modo da garantirne costantemente il benessere. Tra gli aspetti gestionali di maggiore rilevanza rientra la cura del piede equino, fondamentale per preservare la salute, la funzionalità locomotoria e la capacità del cavallo di affrontare lunghe percorrenze in totale sicurezza, comfort ed efficienza. Il presente elaborato si propone di analizzare le principali problematiche del piede nel cavallo da trekking, illustrando le tecniche di gestione maggiormente adottate, dalla ferratura tradizionale all'approccio barefoot (sferrato). Verranno inoltre esaminate le soluzioni più recenti, con particolare riferimento ai nuovi materiali e alle innovazioni tecnologiche del settore. L’obiettivo è mettere a confronto le diverse strategie gestionali, evidenziandone vantaggi, limiti e costi. Il confronto mira a fornire una visione d’insieme delle opzioni disponibili, sottolineando come non esista un approccio unico e universalmente valido. La scelta gestionale più idonea deve infatti essere valutata sulla base delle caratteristiche del singolo cavallo, dell’ambiente in cui vive e, soprattutto, delle tipologie di terreno affrontate durante l’attività di trekking.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/116755