Agli inizi del XX secolo il Regno d’Italia si trovava al centro di un’importante fase di modernizzazione industriale che interessò maggiormente i territori del Nord rispetto al Mezzogiorno. La produzione cerealicola nazionale era fortemente limitata da rese basse e costante vulnerabilità climatica che non dava tregua alle Casse dello Stato, costretto ad importare ingenti quantità dall’estero, e alla popolazione costretta alla fame. In questo contesto si inserisce la figura di Nazareno Strampelli che per primo adottò una metodologia scientifica di selezione e d’incrocio, basandosi sulle leggi di Mendel, contribuendo alla più grande svolta per l’agricoltura italiana e mondiale del XX secolo. Strampelli intuì che la soluzione risiedeva nella modificazione a livello genetico attraverso la tecnica dell’ibridizzazione artificiale, accompagnato da un miglioramento delle tecniche agronomiche. Il presente lavoro si concentra sul contributo scientifico di Strampelli, che portò alla creazione delle celebri “varietà elette” di frumento che permisero al Partito Fascista di vincere la "Battaglia del Grano" raggiungendo una storica autosufficienza alimentare, riducendo la dipendenza dalle importazioni estere. L’ibridazione artificiale è stata applicata per l’ottenimento di varietà in grado di far fronte alle principali problematiche che affliggevano la cerealicoltura quali la stretta estiva, le ruggini e la suscettibilità all'allettamento. Tuttavia, l’eredità di Strampelli rimase circoscritta al territorio nazionale, seppur il suo contributo scientifico pose le basi allo studio operato da Norman Borlaug, padre della Rivoluzione Verde, risultando di fatti esserne a tutti gli effetti un precursore.

Dall'empirismo al Mendelismo: l’importanza del lavoro di miglioramento genetico di Nazareno Strampelli per l'agricoltura Italiana e mondiale dei primi del Novecento

RIZZATO, LORENZO
2025/2026

Abstract

Agli inizi del XX secolo il Regno d’Italia si trovava al centro di un’importante fase di modernizzazione industriale che interessò maggiormente i territori del Nord rispetto al Mezzogiorno. La produzione cerealicola nazionale era fortemente limitata da rese basse e costante vulnerabilità climatica che non dava tregua alle Casse dello Stato, costretto ad importare ingenti quantità dall’estero, e alla popolazione costretta alla fame. In questo contesto si inserisce la figura di Nazareno Strampelli che per primo adottò una metodologia scientifica di selezione e d’incrocio, basandosi sulle leggi di Mendel, contribuendo alla più grande svolta per l’agricoltura italiana e mondiale del XX secolo. Strampelli intuì che la soluzione risiedeva nella modificazione a livello genetico attraverso la tecnica dell’ibridizzazione artificiale, accompagnato da un miglioramento delle tecniche agronomiche. Il presente lavoro si concentra sul contributo scientifico di Strampelli, che portò alla creazione delle celebri “varietà elette” di frumento che permisero al Partito Fascista di vincere la "Battaglia del Grano" raggiungendo una storica autosufficienza alimentare, riducendo la dipendenza dalle importazioni estere. L’ibridazione artificiale è stata applicata per l’ottenimento di varietà in grado di far fronte alle principali problematiche che affliggevano la cerealicoltura quali la stretta estiva, le ruggini e la suscettibilità all'allettamento. Tuttavia, l’eredità di Strampelli rimase circoscritta al territorio nazionale, seppur il suo contributo scientifico pose le basi allo studio operato da Norman Borlaug, padre della Rivoluzione Verde, risultando di fatti esserne a tutti gli effetti un precursore.
2025
From empiricism to Mendelism: the importance of Nazareno Strampelli's genetic improvement work for Italian and world agriculture in the early 20th century
Grano
Incrocio
Ruggini
Taglia del frumento
Carlotta Strampelli
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/116832