La presente tesi si focalizza sullo studio della poesia delle rovine all'interno del De reditu suo di Rutilio Namaziano, il quale, tramite numerosi riferimenti visivi, descrive in una sorta di diario di viaggio il ritorno alla terra d'origine, la Gallia Narbonese, devastata dalle invasioni visigotiche. L'obiettivo della ricerca è quello di analizzare le declinazioni dello sguardo applicato in differenti contesti: dopo un'introduzione generale sulla vita e l'opera dell'autore, sono state approfondite in primo luogo la percezione di Roma attraverso gli occhi e i ricordi del poeta, in seguito i cambiamenti politici e culturali di un mondo alla deriva, in cui le rovine costituiscono il punto d'incontro tra visibile e invisibile.
"Cernimus antiquas nullo custode ruinas": lo sguardo sulle rovine nel De reditu suo di Rutilio Namaziano
LUNI, CHIARA
2025/2026
Abstract
La presente tesi si focalizza sullo studio della poesia delle rovine all'interno del De reditu suo di Rutilio Namaziano, il quale, tramite numerosi riferimenti visivi, descrive in una sorta di diario di viaggio il ritorno alla terra d'origine, la Gallia Narbonese, devastata dalle invasioni visigotiche. L'obiettivo della ricerca è quello di analizzare le declinazioni dello sguardo applicato in differenti contesti: dopo un'introduzione generale sulla vita e l'opera dell'autore, sono state approfondite in primo luogo la percezione di Roma attraverso gli occhi e i ricordi del poeta, in seguito i cambiamenti politici e culturali di un mondo alla deriva, in cui le rovine costituiscono il punto d'incontro tra visibile e invisibile.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/117330