Le procedure invasive rappresentano una componente ricorrente del percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti oncoematologici pediatrici e possono costituire una significativa fonte di dolore, paura e distress per il bambino e la sua famiglia. In questo contesto, gli interventi non farmacologici possono affiancare l'analgosedazione nella gestione dell'esperienza procedurale; tra questi, la realtà virtuale (VR) immersiva rappresenta una possibile strategia di supporto. Il presente studio, condotto presso l'azienda Ospedale-Università di Padova, ha approfondito l'esperienza delle procedure invasive in analgosedazione in ambito oncoematologico pediatrico, considerando il benessere psicologico dei pazienti e dei caregiver, le strategie di coping al dolore e le strategie non farmacologiche utilizzate. Il campione comprendeva 50 pazienti, suddivisi in due gruppi appaiati per sesso ed età: 25 partecipanti che hanno utilizzato la VR e 25 che hanno usufruito di altre strategie non farmacologiche impiegate nella pratica clinica. Sono state, inoltre, esplorate le associazioni tra caratteristiche sociodemografiche e cliniche e variabili psicologiche e sono stati confrontati tra i due gruppi l'andamento della paura e del dolore, i parametri fisiologici e i dosaggi farmacologici. I risultati hanno evidenziato alcune associazioni tra le caratteristiche sociodemografiche e cliniche e le strategie di coping al dolore. Nel confronto tra gruppi, la paura si è ridotta in modo analogo in entrambi, mentre per il dolore è emersa una diminuzione tra il momento precedente alla procedura e quello successivo nel gruppo con VR; tuttavia, la differenza nell'andamento tra i gruppi non ha raggiunto la significatività statistica. Le differenze nei parametri fisiologici e farmacologici sono risultate circoscritte alla frequenza respiratoria al quinto minuto e al dosaggio del Propofol all'inizio della sedazione. Nel complesso, non è emerso un vantaggio generalizzato della VR rispetto alle altre strategie non farmacologiche utilizzate nella pratica clinica. I risultati suggeriscono, tuttavia, l'opportunità di approfondirne il contributo nella gestione dell'esperienza procedurale e sottolineano l'importanza di una gestione individualizzata dell'esperienza procedurale, che integri interventi farmacologici e non farmacologici adeguati alle caratteristiche del bambino e della procedura.
Realtà virtuale immersiva e strategie non farmacologiche nella gestione del dolore e del distress procedurale in oncoematologia pediatrica: uno studio comparativo
MAURO, MARTINA
2025/2026
Abstract
Le procedure invasive rappresentano una componente ricorrente del percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti oncoematologici pediatrici e possono costituire una significativa fonte di dolore, paura e distress per il bambino e la sua famiglia. In questo contesto, gli interventi non farmacologici possono affiancare l'analgosedazione nella gestione dell'esperienza procedurale; tra questi, la realtà virtuale (VR) immersiva rappresenta una possibile strategia di supporto. Il presente studio, condotto presso l'azienda Ospedale-Università di Padova, ha approfondito l'esperienza delle procedure invasive in analgosedazione in ambito oncoematologico pediatrico, considerando il benessere psicologico dei pazienti e dei caregiver, le strategie di coping al dolore e le strategie non farmacologiche utilizzate. Il campione comprendeva 50 pazienti, suddivisi in due gruppi appaiati per sesso ed età: 25 partecipanti che hanno utilizzato la VR e 25 che hanno usufruito di altre strategie non farmacologiche impiegate nella pratica clinica. Sono state, inoltre, esplorate le associazioni tra caratteristiche sociodemografiche e cliniche e variabili psicologiche e sono stati confrontati tra i due gruppi l'andamento della paura e del dolore, i parametri fisiologici e i dosaggi farmacologici. I risultati hanno evidenziato alcune associazioni tra le caratteristiche sociodemografiche e cliniche e le strategie di coping al dolore. Nel confronto tra gruppi, la paura si è ridotta in modo analogo in entrambi, mentre per il dolore è emersa una diminuzione tra il momento precedente alla procedura e quello successivo nel gruppo con VR; tuttavia, la differenza nell'andamento tra i gruppi non ha raggiunto la significatività statistica. Le differenze nei parametri fisiologici e farmacologici sono risultate circoscritte alla frequenza respiratoria al quinto minuto e al dosaggio del Propofol all'inizio della sedazione. Nel complesso, non è emerso un vantaggio generalizzato della VR rispetto alle altre strategie non farmacologiche utilizzate nella pratica clinica. I risultati suggeriscono, tuttavia, l'opportunità di approfondirne il contributo nella gestione dell'esperienza procedurale e sottolineano l'importanza di una gestione individualizzata dell'esperienza procedurale, che integri interventi farmacologici e non farmacologici adeguati alle caratteristiche del bambino e della procedura.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/118369