La comunicazione della diagnosi oncologica rappresenta un momento di svolta nella vita del paziente e della sua famiglia, ma allo stesso tempo, costituisce il terreno fertile per la costruzione di una relazione terapeutica, in grado di sostenere il percorso di cura. Il cancro si configura come una malattia familiare, interessando tutto il sistema naturale dal quale il paziente è circondato; per questo, viene evidenziata la complessità della presa in carico, che non si limita al paziente, pediatrico o adulto, ma accoglie anche la famiglia che lo accompagna. La presente tesi analizza le conseguenze psicologiche della malattia e delle comunicazioni che la accompagnano, proponendo un’analisi dei protocolli comunicativi più efficaci. Viene evidenziato il ruolo essenziale dello psico-oncologo dei reparti, che offre supporto ai pazienti e ai professionisti, attraverso la condivisione di competenze specifiche. Ciò favorisce la costruzione di una cultura della cura incentrate sulla collaborazione dell’equipe multidisciplinare e sull’integrazione di corpo e psiche, in linea con una presa in carico globale del paziente e con un modello di cura bio-psico-sociale. Vengono analizzati protocolli e metodologie comunicative che possono essere appresi e integrati dall’equipe medica, sottolineando come tali strumenti acquisiscano efficacia solo se affiancati da competenze relazionali, quali empatia, autenticità e attenzione agli aspetti verbali e non verbali della comunicazione. L’obiettivo della tesi è evidenziare il valore della comunicazione come componente essenziale della cura oncologica e fornire strumenti utili all’équipe multidisciplinare per promuovere una comunicazione di qualità e il coinvolgimento attivo dei pazienti, anche durante la trasmissione di notizie difficili. In questa prospettiva, il supporto psico-oncologico nei reparti ospedalieri assume un ruolo fondamentale nel contenere l’impatto psicologico della malattia e nel favorire un’assistenza realmente centrata sulla persona. Infine, la revisione della letteratura ha consentito di raccogliere buone pratiche e linee guida, successivamente tradotte in due opuscoli rivolti ai medici: uno dedicato alla comunicazione in ambito oncoematologico pediatrico e uno alla comunicazione con il paziente oncologico adulto.
La cura tra corpo e parola. Le funzioni psicologiche della comunicazione in oncologia pediatrica e dell’adulto.
STURNIOLO, SARA
2025/2026
Abstract
La comunicazione della diagnosi oncologica rappresenta un momento di svolta nella vita del paziente e della sua famiglia, ma allo stesso tempo, costituisce il terreno fertile per la costruzione di una relazione terapeutica, in grado di sostenere il percorso di cura. Il cancro si configura come una malattia familiare, interessando tutto il sistema naturale dal quale il paziente è circondato; per questo, viene evidenziata la complessità della presa in carico, che non si limita al paziente, pediatrico o adulto, ma accoglie anche la famiglia che lo accompagna. La presente tesi analizza le conseguenze psicologiche della malattia e delle comunicazioni che la accompagnano, proponendo un’analisi dei protocolli comunicativi più efficaci. Viene evidenziato il ruolo essenziale dello psico-oncologo dei reparti, che offre supporto ai pazienti e ai professionisti, attraverso la condivisione di competenze specifiche. Ciò favorisce la costruzione di una cultura della cura incentrate sulla collaborazione dell’equipe multidisciplinare e sull’integrazione di corpo e psiche, in linea con una presa in carico globale del paziente e con un modello di cura bio-psico-sociale. Vengono analizzati protocolli e metodologie comunicative che possono essere appresi e integrati dall’equipe medica, sottolineando come tali strumenti acquisiscano efficacia solo se affiancati da competenze relazionali, quali empatia, autenticità e attenzione agli aspetti verbali e non verbali della comunicazione. L’obiettivo della tesi è evidenziare il valore della comunicazione come componente essenziale della cura oncologica e fornire strumenti utili all’équipe multidisciplinare per promuovere una comunicazione di qualità e il coinvolgimento attivo dei pazienti, anche durante la trasmissione di notizie difficili. In questa prospettiva, il supporto psico-oncologico nei reparti ospedalieri assume un ruolo fondamentale nel contenere l’impatto psicologico della malattia e nel favorire un’assistenza realmente centrata sulla persona. Infine, la revisione della letteratura ha consentito di raccogliere buone pratiche e linee guida, successivamente tradotte in due opuscoli rivolti ai medici: uno dedicato alla comunicazione in ambito oncoematologico pediatrico e uno alla comunicazione con il paziente oncologico adulto.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/118450