Chronic pain represents one of the leading causes of reduced quality of life in companion animals, with osteoarthritis (OA) serving as its most representative clinical model, affecting up to 80% of older dogs and over 90% of geriatric cats. Its pathophysiology involves peripheral and central sensitization mechanisms, in which Nerve Growth Factor (NGF) plays a key role by binding to the TrkA receptor and amplifying nociceptive transmission. Traditional therapies (FANS, opioids, adjuvants such as gabapentin and amantadine) are often limited by partial efficacy and significant side effects, particularly in geriatric patients with comorbidities. The introduction of species-specific anti NGF monoclonal antibodies, bedinvetmab for dogs and frunevetmab for cats, has opened a new therapeutic avenue, offering a targeted mechanism of action, a favorable safety profile, and monthly administration that improves owner compliance. Available clinical studies document analgesic efficacy comparable to or greater than that of FANS, although some concerns remain regarding musculoskeletal adverse events that are still under investigation. This thesis analyzes the scientific evidence concerning these molecules, highlighting their advantages, limitations, and possible future applications, extending beyond osteoarthritis, in the management of chronic pain in veterinary medicine.

Il dolore cronico rappresenta una delle principali cause di riduzione della qualità della vita negli animali da compagnia, con l’osteoartrosi (OA) come modello clinico più rappresentativo, interessando fino all’80% dei cani e oltre il 90% dei gatti geriatrici. La sua fisiopatologia include meccanismi di sensibilizzazione periferica e centrale, in cui il Nerve Growth Factor (NGF) svolge un ruolo chiave legandosi al recettore TrkA, incrementando la trasmissione nocicettiva. Le terapie tradizionali (FANS, oppioidi, adiuvanti come gabapentin e amantadina) risultano spesso limitate da un’efficacia parziale e da effetti collaterali significativi, soprattutto nei pazienti geriatrici con comorbilità. L’introduzione di anticorpi monoclonali anti NFG specie-specifici, come bedinvetmab nei cani e frunevetmab nei gatti, ha aperto nuove prospettive terapeutiche, presentando un meccanismo d’azione mirato, un profilo di sicurezza favorevole e una somministrazione mensile che migliora la compliance del proprietario. Gli studi clinici disponibili documentano un’efficienza analgesica sovrapponibile o superiore ai FANS, nonostante rimangano alcune criticità riguardo ad eventi avversi muscoloscheletrici che sono ancora in fase di approfondimento. Questo elaborato analizza le evidenze scientifiche relative a queste molecole, portando alla luce vantaggi, limiti e possibili applicazioni future, anche oltre l’osteoatrosi, nella gestione del dolore cronico veterinario.

Utilizzo degli anticorpi monoclonali per la gestione del dolore negli animali da compagnia affetti da osteoartrite

FILIPPI, ANNA
2025/2026

Abstract

Chronic pain represents one of the leading causes of reduced quality of life in companion animals, with osteoarthritis (OA) serving as its most representative clinical model, affecting up to 80% of older dogs and over 90% of geriatric cats. Its pathophysiology involves peripheral and central sensitization mechanisms, in which Nerve Growth Factor (NGF) plays a key role by binding to the TrkA receptor and amplifying nociceptive transmission. Traditional therapies (FANS, opioids, adjuvants such as gabapentin and amantadine) are often limited by partial efficacy and significant side effects, particularly in geriatric patients with comorbidities. The introduction of species-specific anti NGF monoclonal antibodies, bedinvetmab for dogs and frunevetmab for cats, has opened a new therapeutic avenue, offering a targeted mechanism of action, a favorable safety profile, and monthly administration that improves owner compliance. Available clinical studies document analgesic efficacy comparable to or greater than that of FANS, although some concerns remain regarding musculoskeletal adverse events that are still under investigation. This thesis analyzes the scientific evidence concerning these molecules, highlighting their advantages, limitations, and possible future applications, extending beyond osteoarthritis, in the management of chronic pain in veterinary medicine.
2025
Use of monoclonal antibodies for pain management in companion animals with osteoarthritis
Il dolore cronico rappresenta una delle principali cause di riduzione della qualità della vita negli animali da compagnia, con l’osteoartrosi (OA) come modello clinico più rappresentativo, interessando fino all’80% dei cani e oltre il 90% dei gatti geriatrici. La sua fisiopatologia include meccanismi di sensibilizzazione periferica e centrale, in cui il Nerve Growth Factor (NGF) svolge un ruolo chiave legandosi al recettore TrkA, incrementando la trasmissione nocicettiva. Le terapie tradizionali (FANS, oppioidi, adiuvanti come gabapentin e amantadina) risultano spesso limitate da un’efficacia parziale e da effetti collaterali significativi, soprattutto nei pazienti geriatrici con comorbilità. L’introduzione di anticorpi monoclonali anti NFG specie-specifici, come bedinvetmab nei cani e frunevetmab nei gatti, ha aperto nuove prospettive terapeutiche, presentando un meccanismo d’azione mirato, un profilo di sicurezza favorevole e una somministrazione mensile che migliora la compliance del proprietario. Gli studi clinici disponibili documentano un’efficienza analgesica sovrapponibile o superiore ai FANS, nonostante rimangano alcune criticità riguardo ad eventi avversi muscoloscheletrici che sono ancora in fase di approfondimento. Questo elaborato analizza le evidenze scientifiche relative a queste molecole, portando alla luce vantaggi, limiti e possibili applicazioni future, anche oltre l’osteoatrosi, nella gestione del dolore cronico veterinario.
dolore
anticorpi
terapia
carnivori domestici
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