Questa tesi analizza i programmi di empowerment giovanile promossi dalle organizzazioni non governative negli insediamenti informali di Nairobi, in Kenya, a partire dall'esperienza diretta maturata in loco durante un servizio civile e da un precedente tirocinio in Brasile. Il lavoro muove dalla constatazione che gran parte degli interventi di empowerment lavorativo e formativo rivolti ai giovani in contesti di vulnerabilità riproduce modelli culturali, indicatori e criteri di successo elaborati nei Paesi donatori, con scarsa attenzione ai bisogni e alle risorse locali contestualizzate. Attraverso una lettura psicologica dello sviluppo, integrata da una prospettiva di critica neocoloniale, la tesi esamina le implicazioni cliniche di questa imposizione proponendo come cornice alternativa il Positive Youth Development (PYD), capace di concettualizzare i giovani non come destinatari passivi ma come portatori di competenze e risorse. Sul piano metodologico, la tesi propone un disegno qualitativo fondato su focus group condotti con giovani dei quartieri di Parklands e Kangemi (Nairobi), volto a raccogliere definizioni locali e culturalmente condivise di benessere ed empowerment. L'obiettivo è contribuire a un ripensamento critico della progettazione degli interventi, orientandoli verso pratiche centrate sulle risorse dei giovani, piuttosto che sui loro deficit.
Empowerment giovanile negli informal settlement di Nairobi: prospettive teoriche e pratiche di intervento
CATTIN, GIOVANNI
2025/2026
Abstract
Questa tesi analizza i programmi di empowerment giovanile promossi dalle organizzazioni non governative negli insediamenti informali di Nairobi, in Kenya, a partire dall'esperienza diretta maturata in loco durante un servizio civile e da un precedente tirocinio in Brasile. Il lavoro muove dalla constatazione che gran parte degli interventi di empowerment lavorativo e formativo rivolti ai giovani in contesti di vulnerabilità riproduce modelli culturali, indicatori e criteri di successo elaborati nei Paesi donatori, con scarsa attenzione ai bisogni e alle risorse locali contestualizzate. Attraverso una lettura psicologica dello sviluppo, integrata da una prospettiva di critica neocoloniale, la tesi esamina le implicazioni cliniche di questa imposizione proponendo come cornice alternativa il Positive Youth Development (PYD), capace di concettualizzare i giovani non come destinatari passivi ma come portatori di competenze e risorse. Sul piano metodologico, la tesi propone un disegno qualitativo fondato su focus group condotti con giovani dei quartieri di Parklands e Kangemi (Nairobi), volto a raccogliere definizioni locali e culturalmente condivise di benessere ed empowerment. L'obiettivo è contribuire a un ripensamento critico della progettazione degli interventi, orientandoli verso pratiche centrate sulle risorse dei giovani, piuttosto che sui loro deficit.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/119145