Diana Deutsch dell’Università della California ha pubblicato nel 2004 una ricerca circa il rapporto tra lo sviluppo dell’orecchio assoluto e le lingue tonali. In base alla letteratura relativa ai periodi critici di acquisizione del linguaggio, considerando le strutture neurologiche che sottostanno alla produzione dei toni lessicali e ai risultati sperimentali ricavati dal confronto dei livelli di pitch di parlanti di lingue tonali e non tonali, la ricerca arriva alla conclusione che l’orecchio assoluto si sarebbe evoluto come caratteristica del linguaggio parlato e che i parlanti delle lingue tonali lo acquisirebbero normalmente durante i periodi critici per l'acquisizione del linguaggio. La nostra indagine ha lo scopo di vagliare l’ipotesi della professoressa Deutsch, confrontando i livelli di pitch in parlanti di cinese mandarino, una lingua tonale, e d’italiano, una lingua non tonale, ma considerata generalmente molto musicale. Per fare ciò, abbiamo deciso di riprogettare la parte sperimentale con qualche elemento innovativo rispetto allo studio originario: le parole da leggere sono state divise in due liste, una di parole che si usano spesso, un’altra di pseudo-parole inventate; inoltre, l’intervallo fra le registrazioni delle letture è stato allungato, usando come distrattore un’intervista strutturale utile ad abbassare l’influenza dell’effetto della memoria a breve termine (MBT). Con questo lavoro speriamo di stimolare ulteriori studi sul rapporto fra lo sviluppo dell’orecchio assoluto e delle lingue tonali che tengano in considerazione la frequenza d’uso delle parole, l’effetto della MBT sui livelli di pitch e l’influenza delle esperienze personali.
Orecchio assoluto e lingue tonali: confronto fra cinesi e italiani.
ZHAO, WENQI
2021/2022
Abstract
Diana Deutsch dell’Università della California ha pubblicato nel 2004 una ricerca circa il rapporto tra lo sviluppo dell’orecchio assoluto e le lingue tonali. In base alla letteratura relativa ai periodi critici di acquisizione del linguaggio, considerando le strutture neurologiche che sottostanno alla produzione dei toni lessicali e ai risultati sperimentali ricavati dal confronto dei livelli di pitch di parlanti di lingue tonali e non tonali, la ricerca arriva alla conclusione che l’orecchio assoluto si sarebbe evoluto come caratteristica del linguaggio parlato e che i parlanti delle lingue tonali lo acquisirebbero normalmente durante i periodi critici per l'acquisizione del linguaggio. La nostra indagine ha lo scopo di vagliare l’ipotesi della professoressa Deutsch, confrontando i livelli di pitch in parlanti di cinese mandarino, una lingua tonale, e d’italiano, una lingua non tonale, ma considerata generalmente molto musicale. Per fare ciò, abbiamo deciso di riprogettare la parte sperimentale con qualche elemento innovativo rispetto allo studio originario: le parole da leggere sono state divise in due liste, una di parole che si usano spesso, un’altra di pseudo-parole inventate; inoltre, l’intervallo fra le registrazioni delle letture è stato allungato, usando come distrattore un’intervista strutturale utile ad abbassare l’influenza dell’effetto della memoria a breve termine (MBT). Con questo lavoro speriamo di stimolare ulteriori studi sul rapporto fra lo sviluppo dell’orecchio assoluto e delle lingue tonali che tengano in considerazione la frequenza d’uso delle parole, l’effetto della MBT sui livelli di pitch e l’influenza delle esperienze personali.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/30413