“Libertà è terapeutica”: questa è la frase che nei primi anni Settanta si ergeva nei muri fuori dall’ormai ex ospedale psichiatrico di Trieste. Le persone con problemi mentali, infatti, hanno alle spalle un passato infelice, costrette a vivere in un’istituzione totale come i manicomi, dove pian piano venivano trasformate in delle “non-persone”, prive di diritti. Tuttavia, con la Legge 180 del ‘78 tutto cambia e con la chiusura dei manicomi, le persone tornano ad essere riconosciute in quanto cittadini. Ma cosa succede oggi a chi ha bisogno d’aiuto perché soffre di un qualche problema o una qualche difficoltà psicologica e mentale? Attualmente sono presenti più risposte d’aiuto e di cura, come i CSM (Centri di Salute Mentale) o le comunità terapeutiche. Tuttavia, particolarmente interessanti sono quei progetti innovativi, ancora molto pochi, di cohousing. Il cohousing non è altro che una sistemazione abitativa molto antica, con spazi comuni che si intersecano a spazi privati, tornata in auge attorno agli anni ’60 in Danimarca. Obiettivo principale è quello di creare dei legami e relazioni di vicinato per contrastare la solitudine e l’individualismo. Quest’ultimi, infatti, producono molti benefici, come l’aumento del benessere e una maggior coesione sociale, dovuto soprattutto alla creazione di una cultura del dono condivisa e di capitale sociale. Proprio per questo i cohousing possono essere importanti per quanto riguarda la salute mentale. Caso di studio di questo elaborato è, infatti, Casa Respiro, una realtà di co-social-housing tra persone con difficoltà psicologiche e mentali, la quale proprio partendo dal principio fondamentale della libertà, si distanzia dall’aspetto clinico e istituzionale. Scopo di questo studio, attraverso osservazione partecipante e interviste rivolte ai cohouser, sarà dunque quello di vedere in che modo il cohousing possa essere per loro un luogo di benessere e che significati danno al loro vivere lì, in un posto dove si intrecciano persone con età, problemi e storie di vita differenti.

"La libertà è terapeutica". Co-social-housing tra persone con difficoltà psicologiche e mentali. Il caso di studio di Casa Respiro

MARANGON, CHIARA
2022/2023

Abstract

“Libertà è terapeutica”: questa è la frase che nei primi anni Settanta si ergeva nei muri fuori dall’ormai ex ospedale psichiatrico di Trieste. Le persone con problemi mentali, infatti, hanno alle spalle un passato infelice, costrette a vivere in un’istituzione totale come i manicomi, dove pian piano venivano trasformate in delle “non-persone”, prive di diritti. Tuttavia, con la Legge 180 del ‘78 tutto cambia e con la chiusura dei manicomi, le persone tornano ad essere riconosciute in quanto cittadini. Ma cosa succede oggi a chi ha bisogno d’aiuto perché soffre di un qualche problema o una qualche difficoltà psicologica e mentale? Attualmente sono presenti più risposte d’aiuto e di cura, come i CSM (Centri di Salute Mentale) o le comunità terapeutiche. Tuttavia, particolarmente interessanti sono quei progetti innovativi, ancora molto pochi, di cohousing. Il cohousing non è altro che una sistemazione abitativa molto antica, con spazi comuni che si intersecano a spazi privati, tornata in auge attorno agli anni ’60 in Danimarca. Obiettivo principale è quello di creare dei legami e relazioni di vicinato per contrastare la solitudine e l’individualismo. Quest’ultimi, infatti, producono molti benefici, come l’aumento del benessere e una maggior coesione sociale, dovuto soprattutto alla creazione di una cultura del dono condivisa e di capitale sociale. Proprio per questo i cohousing possono essere importanti per quanto riguarda la salute mentale. Caso di studio di questo elaborato è, infatti, Casa Respiro, una realtà di co-social-housing tra persone con difficoltà psicologiche e mentali, la quale proprio partendo dal principio fondamentale della libertà, si distanzia dall’aspetto clinico e istituzionale. Scopo di questo studio, attraverso osservazione partecipante e interviste rivolte ai cohouser, sarà dunque quello di vedere in che modo il cohousing possa essere per loro un luogo di benessere e che significati danno al loro vivere lì, in un posto dove si intrecciano persone con età, problemi e storie di vita differenti.
2022
"Freedom is therapeutic". Co-social-housing between people with psychological and mental difficulties. The case study of Casa Respiro
cohousing
social housing
salute mentale
capitale sociale
cultura del dono
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