Con il seguente progetto si intendono indagare vari aspetti riguardanti l’alimentazione e la demenza. Recenti studi hanno messo in luce come un modello alimentare distante dalla dieta Mediterranea possa aumentare il rischio di sviluppare Alzheimer. Quest’ultimo è un morbo che, oltre ad invalidare la persona dal punto di vista cognitivo e motorio, incide in gran parte sull’alimentazione e sulla gestione della stessa da parte dei familiari. Infatti, tale malattia, va a colpire alcune aree dell’ippocampo portando ad una variazione di alcuni comportamenti, tra cui quelli alimentari. Risulta quindi importante educare i caregiver verso uno stile di vita il più aderente possibile al Modello Mediterraneo e ad attuare strategie per fare fronte ad eventuali problematiche (ad esempio la continua ricerca di cibi dolci). Pertanto, ci si è chiesti, in primo luogo, se i familiari considerassero l’alimentazione un fattore importante nella vita quotidiana e un fattore di prevenzione sia rispetto ad alcune malattie più comuni (malattie cardiovascolari, renali, epatiche, tumorali) che in demenze come Alzheimer. In secondo luogo, si è ipotizzato se un incontro di educazione alimentare potesse aiutare i familiari nella gestione del decadimento cognitivo a livello alimentare. Da febbraio 2023 ad agosto 2023 sono stati selezionati 20 caregiver e 20 rispettivi familiari colpiti da Alzheimer. A tempo zero sono stati somministrati due questionari: uno indagava l’importanza attribuita all’alimentazione da parte dei caregiver e il secondo le abitudini alimentari dei familiari. In seguito, da marzo 2023 a settembre 2023, è stato svolto un incontro di educazione alimentare in cui, attraverso l’ausilio di alcune slide interattive, è stato spiegato cosa si intendesse per corretta e sana alimentazione e come questa potesse essere declinata all’interno di una patologia quale il Morbo di Alzheimer. Dopo un mese dall’incontro è stato somministrato nuovamente il questionario sulle abitudini alimentari per evidenziare eventuali modifiche. A fronte di analisi descrittive basate su percentuali e grafici è emerso come la maggior parte dei caregiver consideri importante l’alimentazione soprattutto in prevenzione rispetto ad alcune malattie (malattie cardiovascolari, epatiche, renale, tumorali). Tuttavia, nonostante ciò, questa non è considerata rilevante in un contesto preciso come quello dell’Alzheimer. Inoltre, le risposte date nel secondo questionario prima dell’incontro, sono cambiate positivamente successivamente. In conclusione, è stato dimostrato come la popolazione generale consideri l’aspetto alimentare fondamentale nella vita quotidiana anche a scopo preventivo senza, tuttavia, prendere in considerazione le demenze. In aggiunta si può sostenere come un intervento mirato di educazione alimentare possa essere realmente utile ai caregiver di pazienti con Alzheimer, non solo nel capire come gestire l’alimentazione e l’importanza che questa ha sul nostro organismo, ma soprattutto sulla difficile gestione dei familiari a causa della malattia. Dato il piccolo campione preso in analisi non è stato possibile sostenere la significatività dei dati percentuali; pertanto, è auspicabile l’estensione del progetto ad un numero maggiore di persone.

Nutrimente: educazione alimentare nell'Alzheimer

MORIN, MATILDE
2022/2023

Abstract

Con il seguente progetto si intendono indagare vari aspetti riguardanti l’alimentazione e la demenza. Recenti studi hanno messo in luce come un modello alimentare distante dalla dieta Mediterranea possa aumentare il rischio di sviluppare Alzheimer. Quest’ultimo è un morbo che, oltre ad invalidare la persona dal punto di vista cognitivo e motorio, incide in gran parte sull’alimentazione e sulla gestione della stessa da parte dei familiari. Infatti, tale malattia, va a colpire alcune aree dell’ippocampo portando ad una variazione di alcuni comportamenti, tra cui quelli alimentari. Risulta quindi importante educare i caregiver verso uno stile di vita il più aderente possibile al Modello Mediterraneo e ad attuare strategie per fare fronte ad eventuali problematiche (ad esempio la continua ricerca di cibi dolci). Pertanto, ci si è chiesti, in primo luogo, se i familiari considerassero l’alimentazione un fattore importante nella vita quotidiana e un fattore di prevenzione sia rispetto ad alcune malattie più comuni (malattie cardiovascolari, renali, epatiche, tumorali) che in demenze come Alzheimer. In secondo luogo, si è ipotizzato se un incontro di educazione alimentare potesse aiutare i familiari nella gestione del decadimento cognitivo a livello alimentare. Da febbraio 2023 ad agosto 2023 sono stati selezionati 20 caregiver e 20 rispettivi familiari colpiti da Alzheimer. A tempo zero sono stati somministrati due questionari: uno indagava l’importanza attribuita all’alimentazione da parte dei caregiver e il secondo le abitudini alimentari dei familiari. In seguito, da marzo 2023 a settembre 2023, è stato svolto un incontro di educazione alimentare in cui, attraverso l’ausilio di alcune slide interattive, è stato spiegato cosa si intendesse per corretta e sana alimentazione e come questa potesse essere declinata all’interno di una patologia quale il Morbo di Alzheimer. Dopo un mese dall’incontro è stato somministrato nuovamente il questionario sulle abitudini alimentari per evidenziare eventuali modifiche. A fronte di analisi descrittive basate su percentuali e grafici è emerso come la maggior parte dei caregiver consideri importante l’alimentazione soprattutto in prevenzione rispetto ad alcune malattie (malattie cardiovascolari, epatiche, renale, tumorali). Tuttavia, nonostante ciò, questa non è considerata rilevante in un contesto preciso come quello dell’Alzheimer. Inoltre, le risposte date nel secondo questionario prima dell’incontro, sono cambiate positivamente successivamente. In conclusione, è stato dimostrato come la popolazione generale consideri l’aspetto alimentare fondamentale nella vita quotidiana anche a scopo preventivo senza, tuttavia, prendere in considerazione le demenze. In aggiunta si può sostenere come un intervento mirato di educazione alimentare possa essere realmente utile ai caregiver di pazienti con Alzheimer, non solo nel capire come gestire l’alimentazione e l’importanza che questa ha sul nostro organismo, ma soprattutto sulla difficile gestione dei familiari a causa della malattia. Dato il piccolo campione preso in analisi non è stato possibile sostenere la significatività dei dati percentuali; pertanto, è auspicabile l’estensione del progetto ad un numero maggiore di persone.
2022
Nutrimente: food education in Alzheimer's disease
Alzheimer
Prevenzione
Educazione
Alimentazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/57828