Negli ultimi 50 anni, a partire dalla sua prima definizione, il concetto di affordance è stato ampiamente dibattuto. Nella letteratura recente è stato teorizzato un tipo particolare di affordance, che viene attivata in relazione ad oggetti definiti pericolosi (cioè, affordance aversiva). La presente rassegna sistematica indaga se e come la presentazione di stimoli raffiguranti oggetti pericolosi elicita questo tipo di affordance, analizzando tutte le evidenze scientifiche presenti sull’argomento. A partire da una ricerca su PubMed, sono stati selezionati ed analizzati 17 articoli sperimentali. È trasversale agli studi un generale effetto di interferenza motoria alla presentazione di oggetti pericolosi. Dal punto di vista elettrofisiologico, è stata registrata una generale maggiore ampiezza dei potenziali P2 e P3b nel caso di presentazione di oggetti pericolosi. Questo effetto è stato spiegato in due modi: l’oggetto elicita direttamente affordance aversive, in quanto la pericolosità viene elaborata insieme a tutte le altre caratteristiche primarie dell’oggetto; oppure il processo di interferenza motoria è successivo ad una valutazione cognitiva del pericolo rappresentato dall’oggetto. Nella loro totalità, le evidenze analizzate tendono a sostenere l’esistenza di un effetto aversivo, nonostante sia cruciale l’interazione con alcuni fattori. Infine, l’assenza di un confronto con situazioni ecologiche (cioè, con stimoli tridimensionali con cui è possibile interagire) rende difficile inserire con sicurezza tale effetto nel più ampio contesto delle affordance.
La presentazione di oggetti pericolosi causa affordance aversive? Una rassegna sistematica.
BIANCIFIORI, MATTEO
2024/2025
Abstract
Negli ultimi 50 anni, a partire dalla sua prima definizione, il concetto di affordance è stato ampiamente dibattuto. Nella letteratura recente è stato teorizzato un tipo particolare di affordance, che viene attivata in relazione ad oggetti definiti pericolosi (cioè, affordance aversiva). La presente rassegna sistematica indaga se e come la presentazione di stimoli raffiguranti oggetti pericolosi elicita questo tipo di affordance, analizzando tutte le evidenze scientifiche presenti sull’argomento. A partire da una ricerca su PubMed, sono stati selezionati ed analizzati 17 articoli sperimentali. È trasversale agli studi un generale effetto di interferenza motoria alla presentazione di oggetti pericolosi. Dal punto di vista elettrofisiologico, è stata registrata una generale maggiore ampiezza dei potenziali P2 e P3b nel caso di presentazione di oggetti pericolosi. Questo effetto è stato spiegato in due modi: l’oggetto elicita direttamente affordance aversive, in quanto la pericolosità viene elaborata insieme a tutte le altre caratteristiche primarie dell’oggetto; oppure il processo di interferenza motoria è successivo ad una valutazione cognitiva del pericolo rappresentato dall’oggetto. Nella loro totalità, le evidenze analizzate tendono a sostenere l’esistenza di un effetto aversivo, nonostante sia cruciale l’interazione con alcuni fattori. Infine, l’assenza di un confronto con situazioni ecologiche (cioè, con stimoli tridimensionali con cui è possibile interagire) rende difficile inserire con sicurezza tale effetto nel più ampio contesto delle affordance.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/86551