Il concetto di orientalismo, inteso come lo studio dell’Altro e le rappresentazioni stereotipate dell’Occidente nei confronti dell’Oriente, è alla base di questo studio che analizza i fenomeni che hanno portato al modo in cui le donne musulmane vengono rappresentate nel contesto mediatico, sociale e politico francese. Con l’analisi di alcune normative introdotte, come la legge del 2004 sul divieto di indossare segni e indumenti religiosi all’interno degli istituti scolastici, si mostra come la laicità venga spesso utilizzata in discorsi mediatici per giustificare politiche di esclusione che colpiscono soprattutto le donne che indossano il velo. La ricerca esamina come la Francia, uno dei paesi con un grande storia coloniale, spesso portatore di una visione paternalistica, abbia messo in vigore delle leggi che nascondono, in verità, una forma di islamofobia celata. E’ un meccanismo che va oltre il sistema governativo, poiché si estende anche alla dimensione mediatica, la quale ha contribuito nella promozione di un’agenda che demonizza e mette in cattiva luce la comunità musulmana, in particolare la donna con l’hijab La figura della “femme voilée” - la donna che porta il velo - viene il più delle volte associata al radicalismo e alla mancata integrazione, considerando che la Francia è stata tra i principali bersagli degli attentati terroristici degli ultimi anni. Lo studio, oltre a concentrarsi sull’impatto che queste rappresentazioni hanno sulla vita quotidiana e lavorativa delle donne musulmane utilizzando come fonti principali articoli e libri francesi, include anche un’intervista a queste ultime, con lo scopo di dare voce alle loro esperienze individuali. In conclusione, l’obiettivo finale è quello di decostruire la retorica dominante per promuovere, invece, una comprensione più approfondita del ruolo delle donne musulmane nella società francese.
LA CONDIZIONE DELLE DONNE MUSULMANE NELLA FRANCIA CONTEMPORANEA: TRA INVISIBILITÀ E VISIBILITÀ.
LAAKOUBI, FATIMA ZAHRA
2024/2025
Abstract
Il concetto di orientalismo, inteso come lo studio dell’Altro e le rappresentazioni stereotipate dell’Occidente nei confronti dell’Oriente, è alla base di questo studio che analizza i fenomeni che hanno portato al modo in cui le donne musulmane vengono rappresentate nel contesto mediatico, sociale e politico francese. Con l’analisi di alcune normative introdotte, come la legge del 2004 sul divieto di indossare segni e indumenti religiosi all’interno degli istituti scolastici, si mostra come la laicità venga spesso utilizzata in discorsi mediatici per giustificare politiche di esclusione che colpiscono soprattutto le donne che indossano il velo. La ricerca esamina come la Francia, uno dei paesi con un grande storia coloniale, spesso portatore di una visione paternalistica, abbia messo in vigore delle leggi che nascondono, in verità, una forma di islamofobia celata. E’ un meccanismo che va oltre il sistema governativo, poiché si estende anche alla dimensione mediatica, la quale ha contribuito nella promozione di un’agenda che demonizza e mette in cattiva luce la comunità musulmana, in particolare la donna con l’hijab La figura della “femme voilée” - la donna che porta il velo - viene il più delle volte associata al radicalismo e alla mancata integrazione, considerando che la Francia è stata tra i principali bersagli degli attentati terroristici degli ultimi anni. Lo studio, oltre a concentrarsi sull’impatto che queste rappresentazioni hanno sulla vita quotidiana e lavorativa delle donne musulmane utilizzando come fonti principali articoli e libri francesi, include anche un’intervista a queste ultime, con lo scopo di dare voce alle loro esperienze individuali. In conclusione, l’obiettivo finale è quello di decostruire la retorica dominante per promuovere, invece, una comprensione più approfondita del ruolo delle donne musulmane nella società francese.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/87457