Obiettivo: Lo scopo principale di questo lavoro è valutare l’efficacia di un intervento psicologico basato sul metodo del Photolangage, rivolto a un gruppo di adulti emergenti, presso il servizio SCUP (Centro di Ateneo dei Servizi Clinici Universitari Psicologici). Si ipotizza che la partecipazione al gruppo porti a una riduzione significativa dei sintomi ansiosi e depressivi e favorisca processi di consapevolezza e condivisione dei vissuti personali e relazionali. Metodi: Alla ricerca hanno partecipato 5 persone (3 femmine e 2 maschi), di età compresa tra i 19 e i 23 anni. L’intervento si è svolto in 12 sedute di gruppo condotte con il metodo del Photolangage, della durata di un’ora ciascuna, integrate da momenti di preparazione e riflessione post-seduta. Gli strumenti utilizzati per la valutazione quantitativa dei sintomi ansioso-depressivi sono stati il GAD-7 (Generalized Anxiety Disorder) e il PHQ-9 (Patient Health Questionnaire-9), somministrati prima e dopo il trattamento. Inoltre, è stato calcolato il Reliable Change Index (RCI) per determinare la significatività clinica dei cambiamenti osservati. Parallelamente, è stata svolta un’analisi qualitativa delle tematiche emerse durante le sedute. Risultati: I risultati mostrano una significativa riduzione dei sintomi depressivi percepiti dai partecipanti, mentre i sintomi ansiosi hanno subito cambiamenti meno marcati. L’analisi qualitativa ha evidenziato l’emergere di vissuti legati alla solitudine, alla difficoltà relazionale, al senso di inadeguatezza e alla paura del futuro. Il Photolangage si è dimostrato uno strumento efficace nel facilitare l’espressione simbolica e la condivisione dei contenuti emotivi, promuovendo processi di simbolizzazione e riflessione collettiva. Conclusioni: I risultati suggeriscono che il Photolangage rappresenta un valido strumento terapeutico per il trattamento dei sintomi depressivi nei giovani adulti, favorendo l’elaborazione di vissuti complessi. Tuttavia, appare meno indicato per lavorare su sintomi prevalentemente ansiosi, che sembrano richiedere interventi più focalizzati sulla regolazione emotiva.
Dentro e fuori dal guscio. Valutazione dell'esito di un intervento di Photolangage con un gruppo di Emerging Adults.
BECCARELLI, CECILIA
2024/2025
Abstract
Obiettivo: Lo scopo principale di questo lavoro è valutare l’efficacia di un intervento psicologico basato sul metodo del Photolangage, rivolto a un gruppo di adulti emergenti, presso il servizio SCUP (Centro di Ateneo dei Servizi Clinici Universitari Psicologici). Si ipotizza che la partecipazione al gruppo porti a una riduzione significativa dei sintomi ansiosi e depressivi e favorisca processi di consapevolezza e condivisione dei vissuti personali e relazionali. Metodi: Alla ricerca hanno partecipato 5 persone (3 femmine e 2 maschi), di età compresa tra i 19 e i 23 anni. L’intervento si è svolto in 12 sedute di gruppo condotte con il metodo del Photolangage, della durata di un’ora ciascuna, integrate da momenti di preparazione e riflessione post-seduta. Gli strumenti utilizzati per la valutazione quantitativa dei sintomi ansioso-depressivi sono stati il GAD-7 (Generalized Anxiety Disorder) e il PHQ-9 (Patient Health Questionnaire-9), somministrati prima e dopo il trattamento. Inoltre, è stato calcolato il Reliable Change Index (RCI) per determinare la significatività clinica dei cambiamenti osservati. Parallelamente, è stata svolta un’analisi qualitativa delle tematiche emerse durante le sedute. Risultati: I risultati mostrano una significativa riduzione dei sintomi depressivi percepiti dai partecipanti, mentre i sintomi ansiosi hanno subito cambiamenti meno marcati. L’analisi qualitativa ha evidenziato l’emergere di vissuti legati alla solitudine, alla difficoltà relazionale, al senso di inadeguatezza e alla paura del futuro. Il Photolangage si è dimostrato uno strumento efficace nel facilitare l’espressione simbolica e la condivisione dei contenuti emotivi, promuovendo processi di simbolizzazione e riflessione collettiva. Conclusioni: I risultati suggeriscono che il Photolangage rappresenta un valido strumento terapeutico per il trattamento dei sintomi depressivi nei giovani adulti, favorendo l’elaborazione di vissuti complessi. Tuttavia, appare meno indicato per lavorare su sintomi prevalentemente ansiosi, che sembrano richiedere interventi più focalizzati sulla regolazione emotiva.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/90795