Con Representational Momentum (RM) si intendono i cambiamenti misurati nella rappresentazione mentale, indotti da una precedente sequenza visiva di immagini. Negli ultimi anni, la ricerca neuroscientifica ha iniziato a esplorare il ruolo delle oscillazioni neurali nel RM, in particolare, le oscillazioni beta, tipicamente associate alla percezione del movimento e all'integrazione sensomotoria, sembrano contribuire alla rappresentazione predittiva di stimoli dinamici. È stata osservata una correlazione tra l'ampiezza delle oscillazioni beta e l'intensità del RM, suggerendo un loro possibile coinvolgimento funzionale. Tuttavia, trattandosi di un dato correlazionale, non è ancora possibile affermare un legame causale. Oltre alle oscillazioni beta, in questo progetto vengono prese in esame anche le oscillazioni theta, implicate nei meccanismi di controllo esecutivo e nella memoria di lavoro, due processi cognitivi potenzialmente coinvolti nella valutazione e nel confronto delle posizioni spaziali nello spazio visivo. Con l'obiettivo di indagare il contributo di queste frequenze, questo studio impiega la transcranial alternating current stimulation (tACS), una tecnica di neuromodulazione non invasiva in grado di influenzare selettivamente l'attività oscillatoria cerebrale. Stimolando le aree parietali con tACS a frequenze beta e theta, si intende osservare se la modulazione di tali ritmi influenzi l'intensità del RM, contribuendo a chiarire il ruolo funzionale di diverse bande di frequenza nella predizione spaziale e nel mantenimento delle rappresentazioni dinamiche. Dal punto di vista metodologico, è stato impiegato un paradigma sperimentale che combina tACS e misure comportamentali. Ai partecipanti è stato chiesto di completare un compito percettivo, in cui dovevano giudicare la posizione di un rettangolo che si muove in senso orario e che scompare per poi ricomparire brevemente sullo schermo, nella stessa posizione o in posizione leggermente diversa. Tale compito era accompagnato, in sessioni diverse, da stimolazione elettrica nelle onde beta e theta. In momenti separati, è stata anche registrata l'attività EEG a riposo, per osservare eventuali cambiamenti indotti dalla stimolazione. In tale prospettiva, si ipotizza che: La stimolazione a frequenze beta aumenti l'intensità del RM, rafforzando la tendenza a percepire l'oggetto come più avanzato rispetto alla sua reale posizione. La stimolazione a frequenza theta riduca l'intensità del RM, a favore di una rappresentazione più accurata della posizione.
tACS e percezione visiva: gli effetti delle oscillazioni beta e theta sul Representational Momentum
BENEDETTI, TERESA
2024/2025
Abstract
Con Representational Momentum (RM) si intendono i cambiamenti misurati nella rappresentazione mentale, indotti da una precedente sequenza visiva di immagini. Negli ultimi anni, la ricerca neuroscientifica ha iniziato a esplorare il ruolo delle oscillazioni neurali nel RM, in particolare, le oscillazioni beta, tipicamente associate alla percezione del movimento e all'integrazione sensomotoria, sembrano contribuire alla rappresentazione predittiva di stimoli dinamici. È stata osservata una correlazione tra l'ampiezza delle oscillazioni beta e l'intensità del RM, suggerendo un loro possibile coinvolgimento funzionale. Tuttavia, trattandosi di un dato correlazionale, non è ancora possibile affermare un legame causale. Oltre alle oscillazioni beta, in questo progetto vengono prese in esame anche le oscillazioni theta, implicate nei meccanismi di controllo esecutivo e nella memoria di lavoro, due processi cognitivi potenzialmente coinvolti nella valutazione e nel confronto delle posizioni spaziali nello spazio visivo. Con l'obiettivo di indagare il contributo di queste frequenze, questo studio impiega la transcranial alternating current stimulation (tACS), una tecnica di neuromodulazione non invasiva in grado di influenzare selettivamente l'attività oscillatoria cerebrale. Stimolando le aree parietali con tACS a frequenze beta e theta, si intende osservare se la modulazione di tali ritmi influenzi l'intensità del RM, contribuendo a chiarire il ruolo funzionale di diverse bande di frequenza nella predizione spaziale e nel mantenimento delle rappresentazioni dinamiche. Dal punto di vista metodologico, è stato impiegato un paradigma sperimentale che combina tACS e misure comportamentali. Ai partecipanti è stato chiesto di completare un compito percettivo, in cui dovevano giudicare la posizione di un rettangolo che si muove in senso orario e che scompare per poi ricomparire brevemente sullo schermo, nella stessa posizione o in posizione leggermente diversa. Tale compito era accompagnato, in sessioni diverse, da stimolazione elettrica nelle onde beta e theta. In momenti separati, è stata anche registrata l'attività EEG a riposo, per osservare eventuali cambiamenti indotti dalla stimolazione. In tale prospettiva, si ipotizza che: La stimolazione a frequenze beta aumenti l'intensità del RM, rafforzando la tendenza a percepire l'oggetto come più avanzato rispetto alla sua reale posizione. La stimolazione a frequenza theta riduca l'intensità del RM, a favore di una rappresentazione più accurata della posizione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/90856