La resistenza all’interferenza rappresenta una funzione centrale del controllo cognitivo essenziale per orientare selettivamente l’attenzione in base alle esigenze dell’individuo. In letteratura questo processo è stato ampiamente studiato attraverso il paradigma Stroop e descritto come un fenomeno di natura dicotomica, determinato dalla presenza o assenza di corrispondenza semantica tra stimolo rilevante e stimolo irrilevante. In contrasto con tale prospettiva, George S. Klein (1964) propose l’esistenza di un gradiente semantico, secondo cui l’interferenza aumenta progressivamente in funzione della vicinanza semantica tra gli stimoli. Il presente studio si propone di superare i limiti metodologici del lavoro di Klein, indagando l’interferenza come processo continuo. A tale scopo è stata utilizzata una variante spaziale del compito Stroop, appositamente sviluppata, in combinazione con tecniche di mouse-tracking che consentono di analizzare con elevata precisione le dinamiche temporali e spaziali della risoluzione dell’interferenza. I risultati ottenuti offrono nuove evidenze a favore della natura continua e dinamica della resistenza all’interferenza, evidenziando l’esistenza di differenti fasi nei meccanismi di controllo coinvolti.
Verso un nuovo modello di interferenza cognitiva: utilizzo di mouse-tracking per verificare il gradiente di interferenza in un compito di Stroop spaziale
CASTRO, FRANCESCO
2024/2025
Abstract
La resistenza all’interferenza rappresenta una funzione centrale del controllo cognitivo essenziale per orientare selettivamente l’attenzione in base alle esigenze dell’individuo. In letteratura questo processo è stato ampiamente studiato attraverso il paradigma Stroop e descritto come un fenomeno di natura dicotomica, determinato dalla presenza o assenza di corrispondenza semantica tra stimolo rilevante e stimolo irrilevante. In contrasto con tale prospettiva, George S. Klein (1964) propose l’esistenza di un gradiente semantico, secondo cui l’interferenza aumenta progressivamente in funzione della vicinanza semantica tra gli stimoli. Il presente studio si propone di superare i limiti metodologici del lavoro di Klein, indagando l’interferenza come processo continuo. A tale scopo è stata utilizzata una variante spaziale del compito Stroop, appositamente sviluppata, in combinazione con tecniche di mouse-tracking che consentono di analizzare con elevata precisione le dinamiche temporali e spaziali della risoluzione dell’interferenza. I risultati ottenuti offrono nuove evidenze a favore della natura continua e dinamica della resistenza all’interferenza, evidenziando l’esistenza di differenti fasi nei meccanismi di controllo coinvolti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/90868