Depression in childhood and adolescence represents a clinical condition of growing concern, characterized by early onset, high prevalence, and significant repercussions on emotional, social, and academic functioning. If left untreated, depression tends to become chronic, increasing the risk of relapses and the development of other mental disorders in adulthood. It is therefore essential to rely on evidence-based therapeutic interventions that are effective, accessible, and sensitive to developmental specificities. This paper presents a critical review of the main therapeutic approaches for childhood and adolescent depression, with a focus on psychological, pharmacological, and complementary interventions. Psychological treatments—particularly cognitive-behavioral therapy and interpersonal therapy—are confirmed as first-line options for mild to moderate cases, due to their proven effectiveness in reducing depressive symptoms and preventing relapse. In more severe clinical presentations, the use of antidepressant medication may be considered, especially fluoxetine, which is the only compound approved for pediatric use by several regulatory agencies. Such treatment must always be embedded within an integrated therapeutic pathway, as it requires careful clinical monitoring in light of potential side effects, including those affecting the individual’s emotional sphere. In recent years, complementary therapeutic approaches have also been developed, such as sleep-focused interventions and third-wave therapies, with promising results. However, the current literature still highlights several limitations, including methodological heterogeneity among studies, limited representativeness of clinical samples, and a lack of longitudinal data to assess the stability of outcomes over time. Looking ahead, it is crucial to promote integrated and personalized intervention models that combine psychological, biological, and psychosocial components. A synergistic, person-centered approach—supported by systematic collaboration among schools, families, and healthcare services—appears to be the most promising strategy for counteracting depression in childhood and adolescence and fostering an adaptive developmental trajectory.

La depressione in età evolutiva rappresenta una condizione clinica di crescente rilevanza, caratterizzata da esordio precoce, elevata prevalenza e significative ripercussioni sul funzionamento emotivo, sociale e scolastico. Se non adeguatamente trattata, la depressione tende a cronicizzarsi, aumentando il rischio di recidive e di altri disturbi mentali in età adulta. Risulta quindi fondamentale disporre di interventi terapeutici basati su evidenze scientifiche, efficaci, accessibili e sensibili alle specificità evolutive. Il presente elaborato propone una revisione critica dei principali approcci terapeutici per la depressione infantile e adolescenziale, con un focus sugli interventi psicologici, farmacologici e complementari. I trattamenti psicologici, in particolare la psicoterapia cognitivo-comportamentale e la terapia interpersonale, si confermano come prime scelte per i quadri di gravità lieve o moderata, grazie alla loro efficacia nella riduzione dei sintomi depressivi e nella prevenzione delle ricadute. Nei quadri clinici di maggiore gravità può essere preso in considerazione l’impiego di farmaci antidepressivi, in particolare la fluoxetina, che rappresenta l’unico principio attivo approvato per l’età evolutiva da diverse agenzie regolatorie. Tale trattamento deve essere sempre inserito all’interno di un percorso terapeutico integrato, poiché richiede un attento monitoraggio clinico, in considerazione del rischio di effetti collaterali, inclusi quelli che possono interessare la sfera affettiva dell’individuo. Negli ultimi anni si sono sviluppati approcci terapeutici complementari, come le terapie orientate alla regolazione del sonno e le terapie di terza ondata, con risultati promettenti. Tuttavia, la letteratura disponibile evidenzia ancora alcuni limiti, tra cui l’eterogeneità metodologica degli studi, la limitata rappresentatività dei campioni clinici e la carenza di dati longitudinali che permettano di valutare la stabilità degli effetti nel tempo. In prospettiva, si sottolinea la necessità di promuovere modelli di intervento integrati, e personalizzati, in grado di combinare componenti psicologiche, biologiche e psicosociali. Un approccio sinergico, centrato sulla persona e sostenuto da un’integrazione sistematica tra scuola, famiglia e servizi sanitari, appare il più promettente per contrastare la depressione in età evolutiva e promuovere una traiettoria di sviluppo adattiva.

Il Trattamento della Depressione in Età Evolutiva: Efficacia e Limiti degli Interventi Terapeutici

CHINOTTI, GIULIA
2024/2025

Abstract

Depression in childhood and adolescence represents a clinical condition of growing concern, characterized by early onset, high prevalence, and significant repercussions on emotional, social, and academic functioning. If left untreated, depression tends to become chronic, increasing the risk of relapses and the development of other mental disorders in adulthood. It is therefore essential to rely on evidence-based therapeutic interventions that are effective, accessible, and sensitive to developmental specificities. This paper presents a critical review of the main therapeutic approaches for childhood and adolescent depression, with a focus on psychological, pharmacological, and complementary interventions. Psychological treatments—particularly cognitive-behavioral therapy and interpersonal therapy—are confirmed as first-line options for mild to moderate cases, due to their proven effectiveness in reducing depressive symptoms and preventing relapse. In more severe clinical presentations, the use of antidepressant medication may be considered, especially fluoxetine, which is the only compound approved for pediatric use by several regulatory agencies. Such treatment must always be embedded within an integrated therapeutic pathway, as it requires careful clinical monitoring in light of potential side effects, including those affecting the individual’s emotional sphere. In recent years, complementary therapeutic approaches have also been developed, such as sleep-focused interventions and third-wave therapies, with promising results. However, the current literature still highlights several limitations, including methodological heterogeneity among studies, limited representativeness of clinical samples, and a lack of longitudinal data to assess the stability of outcomes over time. Looking ahead, it is crucial to promote integrated and personalized intervention models that combine psychological, biological, and psychosocial components. A synergistic, person-centered approach—supported by systematic collaboration among schools, families, and healthcare services—appears to be the most promising strategy for counteracting depression in childhood and adolescence and fostering an adaptive developmental trajectory.
2024
The Treatment of Depression in Childhood and Adolescence: Effectiveness and Limitations of Therapeutic Interventions
La depressione in età evolutiva rappresenta una condizione clinica di crescente rilevanza, caratterizzata da esordio precoce, elevata prevalenza e significative ripercussioni sul funzionamento emotivo, sociale e scolastico. Se non adeguatamente trattata, la depressione tende a cronicizzarsi, aumentando il rischio di recidive e di altri disturbi mentali in età adulta. Risulta quindi fondamentale disporre di interventi terapeutici basati su evidenze scientifiche, efficaci, accessibili e sensibili alle specificità evolutive. Il presente elaborato propone una revisione critica dei principali approcci terapeutici per la depressione infantile e adolescenziale, con un focus sugli interventi psicologici, farmacologici e complementari. I trattamenti psicologici, in particolare la psicoterapia cognitivo-comportamentale e la terapia interpersonale, si confermano come prime scelte per i quadri di gravità lieve o moderata, grazie alla loro efficacia nella riduzione dei sintomi depressivi e nella prevenzione delle ricadute. Nei quadri clinici di maggiore gravità può essere preso in considerazione l’impiego di farmaci antidepressivi, in particolare la fluoxetina, che rappresenta l’unico principio attivo approvato per l’età evolutiva da diverse agenzie regolatorie. Tale trattamento deve essere sempre inserito all’interno di un percorso terapeutico integrato, poiché richiede un attento monitoraggio clinico, in considerazione del rischio di effetti collaterali, inclusi quelli che possono interessare la sfera affettiva dell’individuo. Negli ultimi anni si sono sviluppati approcci terapeutici complementari, come le terapie orientate alla regolazione del sonno e le terapie di terza ondata, con risultati promettenti. Tuttavia, la letteratura disponibile evidenzia ancora alcuni limiti, tra cui l’eterogeneità metodologica degli studi, la limitata rappresentatività dei campioni clinici e la carenza di dati longitudinali che permettano di valutare la stabilità degli effetti nel tempo. In prospettiva, si sottolinea la necessità di promuovere modelli di intervento integrati, e personalizzati, in grado di combinare componenti psicologiche, biologiche e psicosociali. Un approccio sinergico, centrato sulla persona e sostenuto da un’integrazione sistematica tra scuola, famiglia e servizi sanitari, appare il più promettente per contrastare la depressione in età evolutiva e promuovere una traiettoria di sviluppo adattiva.
Depressione
Età Evolutiva
Trattamento
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/90870