Il seguente elaborato fa parte di un progetto di ricerca in cui si indaga se pulcini con pochi giorni di vita sono capaci di discriminare diverse quantità numeriche e se riescono a generalizzare una regola associativa appresa anche a nuovi confronti, che includono lo zero. In particolare si vuole capire se i pulcini rappresentano lo zero come un insieme vuoto e se mostrino l’effetto distanza: ovvero una maggiore facilità a discriminare tra due quantità quando queste sono più distanti. Il paradigma usato è un paradigma match to sample. La procedura prevede che si presenti a un soggetto, uno stimolo colore (blu o giallo), che dovrà ricordare. Successivamente, il pulcino deve identificare, tra un set di numerosità, quello che è associato con lo stimolo colore. Il nostro paradigma prevede tre fasi: una di familiarizzazione all’apparato, una di training in cui il pulcino impara ad associare i due tipi di stimoli attraverso rinforzi positivi e la fase di test in cui si vede se il pulcino è in grado di generalizzare la regola anche ad altre coppie numeriche che includono anche lo zero (0 vs 1, 0 vs 3, 3 vs 6, 0 vs 6), ciascun soggetto è sottoposto a un’unica condizione sperimentale. I risultati hanno evidenziato che c’è un miglioramento della performance e una latenza più bassa nelle prove di test rispetto che nelle prove di training al test. Si è visto che i pulcini discriminano significativamente meglio in prove con una maggiore distanza numerica (3 vs 6 o 0 vs 3) rispetto che in prove con una minore distanza (0 vs 1). Si è potuto osservare che le femmine sono significativamente più veloci a rispondere rispetto ai maschi. Inoltre si è visto che sesso e condizione sperimentale (0 vs1, 0 vs 3, 0 vs 6 e 3 vs 6) sono predittori significativi della performance e della latenza. I dati suggeriscono che i pulcini sono in grado di discriminare tra diverse quantità numeriche, confermando anche la capacità di apprendere e generalizzare la regola associati del paradigma ad altre coppie numeriche. I pulcini mostrano l’effetto distanza, ma questo supporta il fatto che rappresentino le numerosità come valori discreti inclusa la rappresentazione dello zero come un'entità numerica distinta. I tempi di risposta più rapidi nelle femmine indicano invece una variabilità comportamentale: le femmine probabilmente usano strategie o stili comportamentali differenti dai maschi per prendere decisioni.
Cognizione numerica nei pulcini di pollo domestico (Gallus gallus): discriminazione quantitativa e rappresentazione dello zero come insieme vuoto
SPOLON, LAURA
2024/2025
Abstract
Il seguente elaborato fa parte di un progetto di ricerca in cui si indaga se pulcini con pochi giorni di vita sono capaci di discriminare diverse quantità numeriche e se riescono a generalizzare una regola associativa appresa anche a nuovi confronti, che includono lo zero. In particolare si vuole capire se i pulcini rappresentano lo zero come un insieme vuoto e se mostrino l’effetto distanza: ovvero una maggiore facilità a discriminare tra due quantità quando queste sono più distanti. Il paradigma usato è un paradigma match to sample. La procedura prevede che si presenti a un soggetto, uno stimolo colore (blu o giallo), che dovrà ricordare. Successivamente, il pulcino deve identificare, tra un set di numerosità, quello che è associato con lo stimolo colore. Il nostro paradigma prevede tre fasi: una di familiarizzazione all’apparato, una di training in cui il pulcino impara ad associare i due tipi di stimoli attraverso rinforzi positivi e la fase di test in cui si vede se il pulcino è in grado di generalizzare la regola anche ad altre coppie numeriche che includono anche lo zero (0 vs 1, 0 vs 3, 3 vs 6, 0 vs 6), ciascun soggetto è sottoposto a un’unica condizione sperimentale. I risultati hanno evidenziato che c’è un miglioramento della performance e una latenza più bassa nelle prove di test rispetto che nelle prove di training al test. Si è visto che i pulcini discriminano significativamente meglio in prove con una maggiore distanza numerica (3 vs 6 o 0 vs 3) rispetto che in prove con una minore distanza (0 vs 1). Si è potuto osservare che le femmine sono significativamente più veloci a rispondere rispetto ai maschi. Inoltre si è visto che sesso e condizione sperimentale (0 vs1, 0 vs 3, 0 vs 6 e 3 vs 6) sono predittori significativi della performance e della latenza. I dati suggeriscono che i pulcini sono in grado di discriminare tra diverse quantità numeriche, confermando anche la capacità di apprendere e generalizzare la regola associati del paradigma ad altre coppie numeriche. I pulcini mostrano l’effetto distanza, ma questo supporta il fatto che rappresentino le numerosità come valori discreti inclusa la rappresentazione dello zero come un'entità numerica distinta. I tempi di risposta più rapidi nelle femmine indicano invece una variabilità comportamentale: le femmine probabilmente usano strategie o stili comportamentali differenti dai maschi per prendere decisioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/90879