Il presente elaborato sottolinea l’interazione dinamica tra fattori biologici, psicologici e socioculturali nello sviluppo e mantenimento dell’anoressia nervosa, evidenziandone la natura complessa e multifattoriale. Sono stati approfonditi i principali correlati psicologici e neuropsicologici del disturbo tramite un'analisi critica della letteratura. Tratti quali perfezionismo, bassa autostima, rigidità cognitiva e sensibilità al rifiuto sociale concorrono a creare circoli viziosi di mantenimento, mentre la ricerca del controllo attraverso alimentazione e forma fisica diventa centrale nella definizione del sé. Le difficoltà emotive e la scarsa consapevolezza degli stati interni favoriscono l’uso della restrizione come strategia disfunzionale di regolazione. Allo stesso tempo alterazioni nella rappresentazione corporea e difficoltà di integrazione multisensoriale alimentano la discrepanza tra corpo reale e percepito. I deficit neuropsicologici, come una ridotta flessibilità cognitiva e la scarsa coerenza centrale, ostacolano l’abbandono di schemi disfunzionali. L’anoressia nervosa emerge dunque come espressione di un disagio profondo che richiede un approccio clinico integrato e multidisciplinare, capace di andare oltre il ripristino nutrizionale includendo il rafforzamento dell’autostima, la regolazione emotiva e la rielaborazione di tratti di personalità disfunzionali. Le prospettive future di ricerca dovranno approfondire l’evoluzione longitudinale dei processi psicologici e neurocognitivi anche in fase di remissione, oltre al ruolo delle nuove forme di socializzazione digitale come possibili fattori di rischio.
Correlati psicologici e neuropsicologici dell'anoressia nervosa: una revisione della letteratura
MIGOTTO, FEDERICA
2024/2025
Abstract
Il presente elaborato sottolinea l’interazione dinamica tra fattori biologici, psicologici e socioculturali nello sviluppo e mantenimento dell’anoressia nervosa, evidenziandone la natura complessa e multifattoriale. Sono stati approfonditi i principali correlati psicologici e neuropsicologici del disturbo tramite un'analisi critica della letteratura. Tratti quali perfezionismo, bassa autostima, rigidità cognitiva e sensibilità al rifiuto sociale concorrono a creare circoli viziosi di mantenimento, mentre la ricerca del controllo attraverso alimentazione e forma fisica diventa centrale nella definizione del sé. Le difficoltà emotive e la scarsa consapevolezza degli stati interni favoriscono l’uso della restrizione come strategia disfunzionale di regolazione. Allo stesso tempo alterazioni nella rappresentazione corporea e difficoltà di integrazione multisensoriale alimentano la discrepanza tra corpo reale e percepito. I deficit neuropsicologici, come una ridotta flessibilità cognitiva e la scarsa coerenza centrale, ostacolano l’abbandono di schemi disfunzionali. L’anoressia nervosa emerge dunque come espressione di un disagio profondo che richiede un approccio clinico integrato e multidisciplinare, capace di andare oltre il ripristino nutrizionale includendo il rafforzamento dell’autostima, la regolazione emotiva e la rielaborazione di tratti di personalità disfunzionali. Le prospettive future di ricerca dovranno approfondire l’evoluzione longitudinale dei processi psicologici e neurocognitivi anche in fase di remissione, oltre al ruolo delle nuove forme di socializzazione digitale come possibili fattori di rischio.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/90912