I disturbi di personalità rappresentano condizioni pervasive e persistenti, che hanno un impatto significativo sul mondo interno ed esterno all’individuo. Sebbene le predisposizioni biologiche abbiano un ruolo nell’eziologia, le loro manifestazioni sono in gran parte influenzate dall’ambiente di vita dell’individuo, in cui le interazioni con l’altro costituiscono la maggiore forma di comunicazione con l’ambiente. L’analisi delle relazioni interpersonali è centrale nell’approccio sistemico-relazionale, per il quale i sintomi e le difficoltà della persona sono riconducibili ad una disfunzione del sistema a cui appartiene, in particolare di quello familiare. La seguente revisione sistematica ha l’obiettivo di esaminare l’efficacia delle psicoterapie sistemico-relazionali nel trattamento dei disturbi di personalità. In particolare, si propone di individuare quali disturbi di personalità risentano maggiormente dell’efficacia di tale approccio, di evidenziare quali difficoltà appartenenti ai disturbi in questione abbiano origine dal sistema familiare e quali siano le risorse di questo modello terapeutico che possano intervenire su di esse. La revisione è stata svolta con l’applicazione del metodo PRISMA e ha coinvolto tre ricerche principali, utilizzando le banche dati EBSCOhost e PubMed. L’esecuzione della ricerca ha seguito la metodologia PICO, con l’esclusione del fattore C (confronto), e l’inclusione dei restanti fattori P (Popolazione), I (Intervento) e O (Outcome). Al termine dei processi di selezione, sono stati individuati n=12 studi. I risultati della revisione evidenziano che il BPD (Disturbo Borderline di Personalità) sia quello maggiormente esplorato secondo un’ottica sistemico-relazionale (n=7 studi), seguito da studi (n=5) sul trattamento di comportamenti antisociali in età evolutiva. Nonostante la limitata quantità di letteratura e i limiti della revisione, legati soprattutto all’inclusione di studi su singoli casi e di popolazioni a rischio, i risultati evidenziano alcune potenzialità dell’approccio sistemico-relazionale nel trattamento dei disturbi di personalità. Nei pazienti con BPD, l’intervento sistemico-relazionale sembra aver favorito la differenziazione del sé, una riduzione di sintomi internalizzanti ed esternalizzanti, con esiti positivi legati anche al coinvolgimento della famiglia e di altri significativi nella terapia. Per il trattamento di comportamenti antisociali, sono emerse idee discordanti: alcuni studi sostengono un miglioramento delle relazioni familiari e una riduzione di aggressività e criminalità giovanile; altre pubblicazioni hanno sottolineato la ridotta evidenza della superiorità di questa tipologia di intervento rispetto ad altri trattamenti abituali, suggerendo la necessità di ulteriori ricerche più approfondite sul tema.

Valutazione dell’efficacia delle psicoterapie sistemico-relazionali nei pazienti con disturbi di personalità: una revisione sistematica

RONCON, ALESSANDRA
2024/2025

Abstract

I disturbi di personalità rappresentano condizioni pervasive e persistenti, che hanno un impatto significativo sul mondo interno ed esterno all’individuo. Sebbene le predisposizioni biologiche abbiano un ruolo nell’eziologia, le loro manifestazioni sono in gran parte influenzate dall’ambiente di vita dell’individuo, in cui le interazioni con l’altro costituiscono la maggiore forma di comunicazione con l’ambiente. L’analisi delle relazioni interpersonali è centrale nell’approccio sistemico-relazionale, per il quale i sintomi e le difficoltà della persona sono riconducibili ad una disfunzione del sistema a cui appartiene, in particolare di quello familiare. La seguente revisione sistematica ha l’obiettivo di esaminare l’efficacia delle psicoterapie sistemico-relazionali nel trattamento dei disturbi di personalità. In particolare, si propone di individuare quali disturbi di personalità risentano maggiormente dell’efficacia di tale approccio, di evidenziare quali difficoltà appartenenti ai disturbi in questione abbiano origine dal sistema familiare e quali siano le risorse di questo modello terapeutico che possano intervenire su di esse. La revisione è stata svolta con l’applicazione del metodo PRISMA e ha coinvolto tre ricerche principali, utilizzando le banche dati EBSCOhost e PubMed. L’esecuzione della ricerca ha seguito la metodologia PICO, con l’esclusione del fattore C (confronto), e l’inclusione dei restanti fattori P (Popolazione), I (Intervento) e O (Outcome). Al termine dei processi di selezione, sono stati individuati n=12 studi. I risultati della revisione evidenziano che il BPD (Disturbo Borderline di Personalità) sia quello maggiormente esplorato secondo un’ottica sistemico-relazionale (n=7 studi), seguito da studi (n=5) sul trattamento di comportamenti antisociali in età evolutiva. Nonostante la limitata quantità di letteratura e i limiti della revisione, legati soprattutto all’inclusione di studi su singoli casi e di popolazioni a rischio, i risultati evidenziano alcune potenzialità dell’approccio sistemico-relazionale nel trattamento dei disturbi di personalità. Nei pazienti con BPD, l’intervento sistemico-relazionale sembra aver favorito la differenziazione del sé, una riduzione di sintomi internalizzanti ed esternalizzanti, con esiti positivi legati anche al coinvolgimento della famiglia e di altri significativi nella terapia. Per il trattamento di comportamenti antisociali, sono emerse idee discordanti: alcuni studi sostengono un miglioramento delle relazioni familiari e una riduzione di aggressività e criminalità giovanile; altre pubblicazioni hanno sottolineato la ridotta evidenza della superiorità di questa tipologia di intervento rispetto ad altri trattamenti abituali, suggerendo la necessità di ulteriori ricerche più approfondite sul tema.
2024
Evaluation of the Effectiveness of Systemic-Relational Psychotherapies in Patients with Personality Disorders: A Systematic Review
Personality Disorder
Family Therapy
Systemic-Relational
Psychotherapy
Effectiveness
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/90940