La demenza è una delle patologie più diffuse tra le persone anziane, si stima infatti che le persone affette da demenza siano oltre 50 milioni al mondo. Per questo motivo negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sul trovare fattori di protezione che contrastino il declino cognitivo. Tra questi il bilinguismo è uno dei fattori più discussi, poiché la letteratura mostra risultati spesso in contraddizione tra di loro. Nella prima parte di questo elaborato verrà fatto un confronto tra due meta-analisi, le quali prendono in considerazione diversi studi relativi al rapporto tra bilinguismo e declino cognitivo per rispondere allo stesso interrogativo: il bilinguismo è un fattore protettivo nei confronti della demenza? Verranno dunque messe in luce le differenze nell’approccio adottato dai due team di ricerca, con il fine di fare chiarezza su l'incongruenza tra i due risultati. Nella seconda parte dell’elaborato, invece, verranno analizzati studi che si avvalgono di tecniche di neuroimmagine per esaminare le differenze nella manifestazione del declino cognitivo in soggetti bilingui e monolingui. Ci si concentrerà sul fatto che il bilinguismo agisce come fattore di promozione della riserva cognitiva, il che permette alle persone bilingui di fronteggiare la perdita di materia grigia. Dall’insieme degli studi esposti in questo elaborato emerge che il bilinguismo costituisce un fattore di protezione nei confronti delle demenze, in grado di ritardarne l’esordio.

Influenza del bilinguismo sull’età di esordio e sulle manifestazioni del declino cognitivo

JERO, SOFIA
2024/2025

Abstract

La demenza è una delle patologie più diffuse tra le persone anziane, si stima infatti che le persone affette da demenza siano oltre 50 milioni al mondo. Per questo motivo negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sul trovare fattori di protezione che contrastino il declino cognitivo. Tra questi il bilinguismo è uno dei fattori più discussi, poiché la letteratura mostra risultati spesso in contraddizione tra di loro. Nella prima parte di questo elaborato verrà fatto un confronto tra due meta-analisi, le quali prendono in considerazione diversi studi relativi al rapporto tra bilinguismo e declino cognitivo per rispondere allo stesso interrogativo: il bilinguismo è un fattore protettivo nei confronti della demenza? Verranno dunque messe in luce le differenze nell’approccio adottato dai due team di ricerca, con il fine di fare chiarezza su l'incongruenza tra i due risultati. Nella seconda parte dell’elaborato, invece, verranno analizzati studi che si avvalgono di tecniche di neuroimmagine per esaminare le differenze nella manifestazione del declino cognitivo in soggetti bilingui e monolingui. Ci si concentrerà sul fatto che il bilinguismo agisce come fattore di promozione della riserva cognitiva, il che permette alle persone bilingui di fronteggiare la perdita di materia grigia. Dall’insieme degli studi esposti in questo elaborato emerge che il bilinguismo costituisce un fattore di protezione nei confronti delle demenze, in grado di ritardarne l’esordio.
2024
The influence of bilingualism on the onset age and manifestations of cognitive decline
Bilinguismo
Invecchiamento
Riserva cognitiva
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/91117