Dai primi anni 2000 ha cominciato a prendere piede l’approccio della cognizione incarnata, una corrente differente rispetto alle teorie tradizionali che spiega la cognizione umana in ogni suo aspetto in una modalità nuova. È una visione più olistica che non divide in compartimenti corpo e mente, ma li rende tutt’uno, dando così un ruolo centrale al movimento e ai sistemi percettivi all’interno dei processi di pensiero. Allo stesso modo, questo ragionamento è estendibile alla cognizione sociale, non più considerabile un calcolo elaborato da due o più menti separate, quanto una dinamica tra due o più individui in interazione nella loro interezza. Ammettendo, dunque, che il corpo sia essenziale per la cognizione, qual è il modo più efficace di strutturare una psicoterapia? Attualmente la tipologia di terapia più utilizzata è la talk therapy, in cui terapeuta e paziente conducono un percorso basato sull’uso della parola. In numerosi modelli terapeutici il corpo non ha ancora un ruolo centrale, nonostante le scoperte dell’approccio incarnato della cognizione. Nella sezione introduttiva di questo elaborato verranno delineati i punti cardine della corrente della cognizione incarnata, in un confronto con l’approccio tradizionale della cognizione. Successivamente, dopo una breve presentazione delle teorie tradizionali sulla comprensione sociale, verrà trattato il tema della cognizione incarnata sociale, toccando sia aspetti della filosofia fenomenologica su cui si basa, sia evidenze neuroscientifiche sul meccanismo specchio. L’ultima sezione riguarderà i limiti della terapia cognitiva, i motivi per cui la psicoterapia dovrebbe avere un approccio incarnato e la proposta di alcune tecniche di terapia evidence-based che sfruttano il movimento corporeo.

Cognizione incarnata: cognizione sociale e applicazioni alla psicoterapia

MERCHIORI, LUCA
2024/2025

Abstract

Dai primi anni 2000 ha cominciato a prendere piede l’approccio della cognizione incarnata, una corrente differente rispetto alle teorie tradizionali che spiega la cognizione umana in ogni suo aspetto in una modalità nuova. È una visione più olistica che non divide in compartimenti corpo e mente, ma li rende tutt’uno, dando così un ruolo centrale al movimento e ai sistemi percettivi all’interno dei processi di pensiero. Allo stesso modo, questo ragionamento è estendibile alla cognizione sociale, non più considerabile un calcolo elaborato da due o più menti separate, quanto una dinamica tra due o più individui in interazione nella loro interezza. Ammettendo, dunque, che il corpo sia essenziale per la cognizione, qual è il modo più efficace di strutturare una psicoterapia? Attualmente la tipologia di terapia più utilizzata è la talk therapy, in cui terapeuta e paziente conducono un percorso basato sull’uso della parola. In numerosi modelli terapeutici il corpo non ha ancora un ruolo centrale, nonostante le scoperte dell’approccio incarnato della cognizione. Nella sezione introduttiva di questo elaborato verranno delineati i punti cardine della corrente della cognizione incarnata, in un confronto con l’approccio tradizionale della cognizione. Successivamente, dopo una breve presentazione delle teorie tradizionali sulla comprensione sociale, verrà trattato il tema della cognizione incarnata sociale, toccando sia aspetti della filosofia fenomenologica su cui si basa, sia evidenze neuroscientifiche sul meccanismo specchio. L’ultima sezione riguarderà i limiti della terapia cognitiva, i motivi per cui la psicoterapia dovrebbe avere un approccio incarnato e la proposta di alcune tecniche di terapia evidence-based che sfruttano il movimento corporeo.
2024
Embodied cognition: social cognition and applications to psychotherapy
Cognizione
Corpo
Interazione
Movimento
Psicoterapia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/91128