L’infortunio al legamento crociato anteriore (LCA) rappresenta uno dei traumi più frequenti e complessi in ambito sportivo, con ripercussioni che vanno oltre la sola dimensione fisica. Oltre agli aspetti fisici, il percorso di recupero comporta anche significative implicazioni psicologiche, che possono influenzare i tempi e la qualità del ritorno all’attività sportiva. Questa tesi analizza il percorso riabilitativo post-lesione del LCA, dalla fase pre-operatoria alla riatletizzazione, evidenziando i rispettivi obiettivi e criticità. Parallelamente, viene approfondito l’impatto degli aspetti psicologici, con riferimento a strumenti di valutazione come l’ACL-RSI, la scala di Tampa (TSK) e la K-SES, e tecniche di supporto psicologico impiegate nella pratica riabilitativa, come il goal setting, il self-talk e l’imagery, che possono favorire la gestione delle emozioni, ridurre la paura di un re-infortunio e sostenere l’autoefficacia. I dati emersi dalla letteratura evidenziano che fornire un supporto psicologico mirato può favorire un rientro più sicuro, motivato e duraturo nello sport, nonostante ciò risulta applicato in modo limitato, e, inoltre, emerge come i protocolli riabilitativi presentino ancora una certa disomogeneità.
Infortunio al legamento crociato anteriore (LCA): percorso riabilitativo e implicazioni psicologiche per il ritorno all’attività sportiva
CALZATI, MATTEO
2024/2025
Abstract
L’infortunio al legamento crociato anteriore (LCA) rappresenta uno dei traumi più frequenti e complessi in ambito sportivo, con ripercussioni che vanno oltre la sola dimensione fisica. Oltre agli aspetti fisici, il percorso di recupero comporta anche significative implicazioni psicologiche, che possono influenzare i tempi e la qualità del ritorno all’attività sportiva. Questa tesi analizza il percorso riabilitativo post-lesione del LCA, dalla fase pre-operatoria alla riatletizzazione, evidenziando i rispettivi obiettivi e criticità. Parallelamente, viene approfondito l’impatto degli aspetti psicologici, con riferimento a strumenti di valutazione come l’ACL-RSI, la scala di Tampa (TSK) e la K-SES, e tecniche di supporto psicologico impiegate nella pratica riabilitativa, come il goal setting, il self-talk e l’imagery, che possono favorire la gestione delle emozioni, ridurre la paura di un re-infortunio e sostenere l’autoefficacia. I dati emersi dalla letteratura evidenziano che fornire un supporto psicologico mirato può favorire un rientro più sicuro, motivato e duraturo nello sport, nonostante ciò risulta applicato in modo limitato, e, inoltre, emerge come i protocolli riabilitativi presentino ancora una certa disomogeneità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/92628