Con annate calde e siccitose sempre più frequenti, la problematica delle aflatossine nella coltivazione del mais assume sempre maggior importanza. Pertanto, la ricerca internazionale è rivolta all’individuazione di metodi efficaci nel controllo del fungo Aspergillus flavus, il maggior produttore di aflatossine nei nostri climi. La presente tesi analizza la contaminazione del mais da aflatossine prodotte da A. flavus, evidenziando, nella prima parte, gli impatti sanitari ed economici nella filiera maidicola. Successivamente si propone una rassegna delle principali strategie di contenimento del patogeno in cui vengono esaminate le pratiche agronomiche, le scelte varietali, l’uso di modelli previsionali e le tecniche di biocontrollo. Particolare rilievo è stato dato alla lotta biologica con ceppi non aflatossigeni di A. flavus. Ad oggi, prevenire l’infezione rappresenta l’unico approccio possibile, poiché non esistono tecniche o prodotti efficaci per eliminare le aflatossine dalla granella già contaminata. I principali ceppi aflatossigeni presi in esame sono: NRRL 21882 (Afla-Guard®), AF36, K9 e MUCL 54911 (AF-X1®). Questi ceppi si sono dimostrati utili nel ridurre la concentrazione dell’aflatossina B1, ma con performance variabili a seconda del ceppo utilizzato. Viene, inoltre, considerata la possibilità di utilizzare altri antagonisti, quali funghi (come: T. harzianum, T. viride, A. oryzae etc.) e batteri (come: B. subtilis, B. megaterium, Pseudomonas fluorescens etc.). Questi microrganismi sono stati indagati finora quasi esclusivamente in laboratorio per la loro capacità di competere per spazio e nutrienti e per la loro propensione alla produzione di metaboliti secondari con azione antifungina. Infine, al termine dell’elaborato, sulla base delle informazioni ricavate dalla letteratura scientifica viene proposto un approccio di lotta integrata utile a tecnici ed agricoltori per affrontare questo tipo di criticità.
Misure di lotta contro ceppi tossigeni di Aspergillus flavus in mais
MONTECCHIO, FRANCESCO
2024/2025
Abstract
Con annate calde e siccitose sempre più frequenti, la problematica delle aflatossine nella coltivazione del mais assume sempre maggior importanza. Pertanto, la ricerca internazionale è rivolta all’individuazione di metodi efficaci nel controllo del fungo Aspergillus flavus, il maggior produttore di aflatossine nei nostri climi. La presente tesi analizza la contaminazione del mais da aflatossine prodotte da A. flavus, evidenziando, nella prima parte, gli impatti sanitari ed economici nella filiera maidicola. Successivamente si propone una rassegna delle principali strategie di contenimento del patogeno in cui vengono esaminate le pratiche agronomiche, le scelte varietali, l’uso di modelli previsionali e le tecniche di biocontrollo. Particolare rilievo è stato dato alla lotta biologica con ceppi non aflatossigeni di A. flavus. Ad oggi, prevenire l’infezione rappresenta l’unico approccio possibile, poiché non esistono tecniche o prodotti efficaci per eliminare le aflatossine dalla granella già contaminata. I principali ceppi aflatossigeni presi in esame sono: NRRL 21882 (Afla-Guard®), AF36, K9 e MUCL 54911 (AF-X1®). Questi ceppi si sono dimostrati utili nel ridurre la concentrazione dell’aflatossina B1, ma con performance variabili a seconda del ceppo utilizzato. Viene, inoltre, considerata la possibilità di utilizzare altri antagonisti, quali funghi (come: T. harzianum, T. viride, A. oryzae etc.) e batteri (come: B. subtilis, B. megaterium, Pseudomonas fluorescens etc.). Questi microrganismi sono stati indagati finora quasi esclusivamente in laboratorio per la loro capacità di competere per spazio e nutrienti e per la loro propensione alla produzione di metaboliti secondari con azione antifungina. Infine, al termine dell’elaborato, sulla base delle informazioni ricavate dalla letteratura scientifica viene proposto un approccio di lotta integrata utile a tecnici ed agricoltori per affrontare questo tipo di criticità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/93941