Il settore zootecnico è responsabile dell’emissione di quasi il 5% di gas serra, ed in particolare è il principale responsabile in termini di produzione di CH4 atmosferico. La produzione di gas serra da parte dei ruminanti è dovuta alla simbiosi mutualistica che le popolazioni microbiche ruminali instaurano con l’ospite. I microrganismi presenti nel rumine infatti degradano gli alimenti introdotti con la dieta ottenendo così energia necessaria alle loro attività metaboliche e contemporaneamente mettendo a disposizione dell’ospite sostanze necessarie alle sue esigenze nutrizionali. I protozoi, tra tutte le popolazioni microbiche ruminali, contribuiscono maggiormente al processo di metanogenesi in quanto, grazie alla elevata produzione di acidi grassi volatili mettono a disposizione dei metanogeni molecole di idrogeno necessarie per la produzione di CH4. Lo scopo di questa tesi è stato quindi quello di mettere a punto la procedura analitica finalizzata alla conta dei protozoi presenti in campioni di liquido ruminale prelevati da vacche da latte in lattazione. La qualità di queste conte protozoarie è stata valutata in termini di ripetibilità delle misure e, successivamente, queste conte protozoarie sono state messe in relazione con alcuni parametri fermentativi ruminali misurati sia sul liquido ruminale (produzione di VFA, produzione di NH3, pH) sia a seguito di prove di fermentazione in vitro (GP e produzione di CH4). Sono stati utilizzati i campioni di liquido ruminale, prelevati a T0 (60 giorni pre-parto) e T3 (30 giorni post-parto), delle bovine a cui sono stati applicati i boli. Il numero di campioni prelevati a T0 è pari a 60, mentre in corrispondenza di T3 sono stati prelevati 58 campioni poiché due bovine coinvolte nella prova sono morte di ipocalcemia dopo il parto. Dopo aver preparato i campioni per permettere la conta dei protozoi al microscopio, da ciascuna provetta sono state estratte tre gocce di campione, ognuna dopo aver mescolato il campione per tre volte. Queste sono state posizionate sulle Camere di Thoma e coperte con un vetrino per permetterne la visione al microscopio. Per ciascun campione sono stati annotati, su un’apposita tabella, i numeri di protozoi presenti sulle camere superiore e inferiore della Camera di Thoma.
Conta protozoaria ruminale: messa a punto della metodica e associazione con parametri fermentativi ruminali in vivo e in vitro
CATTELAN, SILVIA
2024/2025
Abstract
Il settore zootecnico è responsabile dell’emissione di quasi il 5% di gas serra, ed in particolare è il principale responsabile in termini di produzione di CH4 atmosferico. La produzione di gas serra da parte dei ruminanti è dovuta alla simbiosi mutualistica che le popolazioni microbiche ruminali instaurano con l’ospite. I microrganismi presenti nel rumine infatti degradano gli alimenti introdotti con la dieta ottenendo così energia necessaria alle loro attività metaboliche e contemporaneamente mettendo a disposizione dell’ospite sostanze necessarie alle sue esigenze nutrizionali. I protozoi, tra tutte le popolazioni microbiche ruminali, contribuiscono maggiormente al processo di metanogenesi in quanto, grazie alla elevata produzione di acidi grassi volatili mettono a disposizione dei metanogeni molecole di idrogeno necessarie per la produzione di CH4. Lo scopo di questa tesi è stato quindi quello di mettere a punto la procedura analitica finalizzata alla conta dei protozoi presenti in campioni di liquido ruminale prelevati da vacche da latte in lattazione. La qualità di queste conte protozoarie è stata valutata in termini di ripetibilità delle misure e, successivamente, queste conte protozoarie sono state messe in relazione con alcuni parametri fermentativi ruminali misurati sia sul liquido ruminale (produzione di VFA, produzione di NH3, pH) sia a seguito di prove di fermentazione in vitro (GP e produzione di CH4). Sono stati utilizzati i campioni di liquido ruminale, prelevati a T0 (60 giorni pre-parto) e T3 (30 giorni post-parto), delle bovine a cui sono stati applicati i boli. Il numero di campioni prelevati a T0 è pari a 60, mentre in corrispondenza di T3 sono stati prelevati 58 campioni poiché due bovine coinvolte nella prova sono morte di ipocalcemia dopo il parto. Dopo aver preparato i campioni per permettere la conta dei protozoi al microscopio, da ciascuna provetta sono state estratte tre gocce di campione, ognuna dopo aver mescolato il campione per tre volte. Queste sono state posizionate sulle Camere di Thoma e coperte con un vetrino per permetterne la visione al microscopio. Per ciascun campione sono stati annotati, su un’apposita tabella, i numeri di protozoi presenti sulle camere superiore e inferiore della Camera di Thoma.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/94320