Nel panorama contemporaneo, i brand non sono più entità statiche, ma devono adattarsi costantemente ai cambiamenti culturali, sociali ed economici per rimanere competitivi. Come si vedrà nel primo capitolo, il rebranding rappresenta una delle strategie più efficaci per rispondere a queste sfide, consentendo alle aziende di ridefinire la propria identità e riconquistare il pubblico. A partire da questo contesto, la pubblicità gioca un ruolo cruciale: promuove i prodotti, comunica i valori del brand e ne influenza la percezione da parte dei consumatori. Si vedrà ancora che il modo in cui le aziende comunicano è in continua evoluzione, influenzato dall’opinione pubblica e dai nuovi mezzi di comunicazione, compresi i social network. Il caso emblematico di riferimento in questo elaborato è il fenomeno Victoria’s Secret, uno dei brand di lingerie più celebri al mondo, che per anni ha costruito il suo successo su un modello di comunicazione tradizionale, basato su un’estetica iperfemminile, ipersessualizzata e su ideali di bellezza esclusivi, come sarà evidente del secondo capitolo. Negli ultimi anni, il marchio ha affrontato una profonda crisi, sia per le critiche sulla sua mancanza di inclusività, sia per la sua incapacità di adattarsi ai nuovi valori promossi dal pubblico. Inevitabile, dunque, per Victoria’s Secret avviare un processo di rebranding, volto a ridefinire la sua immagine e a recuperare il consenso delle consumatrici. Tale cambiamento però potrebbe non essere stato autentico, realmente vicino al pubblico, ma semplicemente una strategia di marketing. Il concetto di woke washing, ovvero l’adozione superficiale di tematiche sociali per fini commerciali, è oggi al centro del dibattito sulle nuove strategie comunicative, come si capirà nel terzo capitolo. Questa tesi analizza il caso di Victoria’s Secret per comprendere come il rebranding possa influenzare la percezione di un marchio, esaminando le strategie adottate, le reazioni del pubblico e le implicazioni etiche della comunicazione aziendale nell’era dell’inclusività.
Dall'esclusività all'incluisività: il Rebranding di Victoria's Secret
FORESTIERI, GIORGIA
2024/2025
Abstract
Nel panorama contemporaneo, i brand non sono più entità statiche, ma devono adattarsi costantemente ai cambiamenti culturali, sociali ed economici per rimanere competitivi. Come si vedrà nel primo capitolo, il rebranding rappresenta una delle strategie più efficaci per rispondere a queste sfide, consentendo alle aziende di ridefinire la propria identità e riconquistare il pubblico. A partire da questo contesto, la pubblicità gioca un ruolo cruciale: promuove i prodotti, comunica i valori del brand e ne influenza la percezione da parte dei consumatori. Si vedrà ancora che il modo in cui le aziende comunicano è in continua evoluzione, influenzato dall’opinione pubblica e dai nuovi mezzi di comunicazione, compresi i social network. Il caso emblematico di riferimento in questo elaborato è il fenomeno Victoria’s Secret, uno dei brand di lingerie più celebri al mondo, che per anni ha costruito il suo successo su un modello di comunicazione tradizionale, basato su un’estetica iperfemminile, ipersessualizzata e su ideali di bellezza esclusivi, come sarà evidente del secondo capitolo. Negli ultimi anni, il marchio ha affrontato una profonda crisi, sia per le critiche sulla sua mancanza di inclusività, sia per la sua incapacità di adattarsi ai nuovi valori promossi dal pubblico. Inevitabile, dunque, per Victoria’s Secret avviare un processo di rebranding, volto a ridefinire la sua immagine e a recuperare il consenso delle consumatrici. Tale cambiamento però potrebbe non essere stato autentico, realmente vicino al pubblico, ma semplicemente una strategia di marketing. Il concetto di woke washing, ovvero l’adozione superficiale di tematiche sociali per fini commerciali, è oggi al centro del dibattito sulle nuove strategie comunicative, come si capirà nel terzo capitolo. Questa tesi analizza il caso di Victoria’s Secret per comprendere come il rebranding possa influenzare la percezione di un marchio, esaminando le strategie adottate, le reazioni del pubblico e le implicazioni etiche della comunicazione aziendale nell’era dell’inclusività.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/94901