La presente tesi intende approfondire il ruolo fondamentale dell’attività motoria e del gioco nello sviluppo integrato del bambino nella fascia d’età 3–6 anni. A partire da un’analisi delle tappe evolutive principali, nel primo capitolo vengono esplorate le dimensioni cognitiva, emotiva e sociale, evidenziando come esse siano profondamente interconnesse al movimento e all’esperienza corporea. Il gioco, inteso come linguaggio privilegiato dell’infanzia, rappresenta non solo un mezzo espressivo e relazionale, ma anche uno strumento educativo essenziale per sostenere un apprendimento globale. Nel secondo capitolo, l’attività motoria viene analizzata come risorsa pedagogica, attraverso la definizione dei suoi fondamenti teorici, i principali approcci educativi e i benefici documentati sul piano fisico, psicologico e relazionale. Particolare attenzione è dedicata al legame tra mente e corpo, superando la tradizionale dicotomia e valorizzando l’unità dell’esperienza del bambino. Infine, la parte conclusiva raccoglie alcune esperienze personali maturate durante il tirocinio formativo e l’attività nei centri estivi, dove è stato possibile osservare direttamente come il movimento e il gioco strutturato e spontaneo favoriscano la crescita armonica dei bambini, promuovendone autonomia, cooperazione e benessere. La riflessione finale sottolinea l’importanza di investire nella qualità dell’educazione motoria sin dalla prima infanzia, in un’ottica realmente inclusiva e integrata.
GIOCARE PER CRESCERE: Attività Motoria e Sviluppo Integrato del Bambino dai 3 ai 6 anni.
CERVELLIN, ELISA
2024/2025
Abstract
La presente tesi intende approfondire il ruolo fondamentale dell’attività motoria e del gioco nello sviluppo integrato del bambino nella fascia d’età 3–6 anni. A partire da un’analisi delle tappe evolutive principali, nel primo capitolo vengono esplorate le dimensioni cognitiva, emotiva e sociale, evidenziando come esse siano profondamente interconnesse al movimento e all’esperienza corporea. Il gioco, inteso come linguaggio privilegiato dell’infanzia, rappresenta non solo un mezzo espressivo e relazionale, ma anche uno strumento educativo essenziale per sostenere un apprendimento globale. Nel secondo capitolo, l’attività motoria viene analizzata come risorsa pedagogica, attraverso la definizione dei suoi fondamenti teorici, i principali approcci educativi e i benefici documentati sul piano fisico, psicologico e relazionale. Particolare attenzione è dedicata al legame tra mente e corpo, superando la tradizionale dicotomia e valorizzando l’unità dell’esperienza del bambino. Infine, la parte conclusiva raccoglie alcune esperienze personali maturate durante il tirocinio formativo e l’attività nei centri estivi, dove è stato possibile osservare direttamente come il movimento e il gioco strutturato e spontaneo favoriscano la crescita armonica dei bambini, promuovendone autonomia, cooperazione e benessere. La riflessione finale sottolinea l’importanza di investire nella qualità dell’educazione motoria sin dalla prima infanzia, in un’ottica realmente inclusiva e integrata.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95368