Il presente elaborato si focalizza sulla formazione degli animatori quale processo educativo e comunitario, adottando la metafora architettonica del Taipei 101. Nella prima parte dell’elaborato, vengono discussi i principali riferimenti pedagogici sull’educazione non formale e l’apprendimento esperienziale, con particolare attenzione ai contributi di Dewey (1938) e Kolb (1984), nonché al sistema preventivo ideato da Don Bosco. A partire da queste basi teoriche, la seconda parte della tesi analizza il caso della cooperativa Oragiovane ONLUS, realtà radicata nel territorio veneto che si occupa di animazione giovanile e formazione di animatori ed educatori. Ne vengono descritti la missione, i valori, le metodologie adottate e, in modo particolare, il ricco calendario formativo proposto negli ultimi anni, insieme all’esperienza concreta dei Grest da me coordinati dal 2023 al 2025. Infine, nella terza parte della tesi viene proposta un’analisi SWOT dei dati raccolti con un questionario rivolto ad animatori, educatori e coordinatori coinvolti. I risultati di questa analisi hanno evidenziato un alto grado di soddisfazione per la formazione ricevuta, la crescita di competenze relazionali, progettuali e tecniche, nonché la centralità della dimensione comunitaria. Dall’analisi, sono emerse anche alcune criticità, legate soprattutto all’accompagnamento dei nuovi animatori e alla necessità di percorsi personalizzati. Le conclusioni riaffermano la validità del modello formativo di Oragiovane, che si dimostra solido, resiliente e capace di adattarsi alle sfide educative contemporanee. La formazione degli animatori si configura non solo come preparazione per attività specifiche, bensì come un cammino di crescita personale e comunitaria, in grado di rendere i giovani protagonisti responsabili del proprio sviluppo e della vita.
Una metafora architettonica nella formazione degli adulti: l'esperienza di progettazione e sviluppo in Oragiovane Onlus
MERLOTTI, MATTEO
2024/2025
Abstract
Il presente elaborato si focalizza sulla formazione degli animatori quale processo educativo e comunitario, adottando la metafora architettonica del Taipei 101. Nella prima parte dell’elaborato, vengono discussi i principali riferimenti pedagogici sull’educazione non formale e l’apprendimento esperienziale, con particolare attenzione ai contributi di Dewey (1938) e Kolb (1984), nonché al sistema preventivo ideato da Don Bosco. A partire da queste basi teoriche, la seconda parte della tesi analizza il caso della cooperativa Oragiovane ONLUS, realtà radicata nel territorio veneto che si occupa di animazione giovanile e formazione di animatori ed educatori. Ne vengono descritti la missione, i valori, le metodologie adottate e, in modo particolare, il ricco calendario formativo proposto negli ultimi anni, insieme all’esperienza concreta dei Grest da me coordinati dal 2023 al 2025. Infine, nella terza parte della tesi viene proposta un’analisi SWOT dei dati raccolti con un questionario rivolto ad animatori, educatori e coordinatori coinvolti. I risultati di questa analisi hanno evidenziato un alto grado di soddisfazione per la formazione ricevuta, la crescita di competenze relazionali, progettuali e tecniche, nonché la centralità della dimensione comunitaria. Dall’analisi, sono emerse anche alcune criticità, legate soprattutto all’accompagnamento dei nuovi animatori e alla necessità di percorsi personalizzati. Le conclusioni riaffermano la validità del modello formativo di Oragiovane, che si dimostra solido, resiliente e capace di adattarsi alle sfide educative contemporanee. La formazione degli animatori si configura non solo come preparazione per attività specifiche, bensì come un cammino di crescita personale e comunitaria, in grado di rendere i giovani protagonisti responsabili del proprio sviluppo e della vita.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95410