La presente tesi si propone di approfondire il fenomeno della tossicodipendenza femminile, con particolare attenzione al periodo della gravidanza e ai possibili scenari che ne derivano, sia per la madre sia per il figlio. A seguito di un’analisi generale delle dipendenze patologiche e delle principali sostanze psicoattive diffuse nel contesto italiano, l’attenzione si focalizza sulle specificità della tossicodipendenza al femminile, evidenziando il peso dello stigma sociale e culturale che spesso grava sulle donne che vivono tale condizione. La gravidanza, in tale contesto, rappresenta una fase particolarmente delicata, caratterizzata da molteplici fattori di rischio per la salute del feto e del neonato. Il lavoro si concentra quindi sull’importanza di un approccio integrato da parte dei servizi socio-sanitari, con un focus sul contributo del servizio sociale. L’assistente sociale, in un’ottica di non giudizio e di superamento della logica colpevolizzante nei confronti della madre, si pone come figura chiave nell’elaborazione di progetti personalizzati di sostegno. Obiettivo prioritario è la tutela del minore, perseguendo, ove possibile, la continuità del legame madre-figlio, attraverso interventi di accompagnamento e rafforzamento delle competenze genitoriali. Il lavoro sociale, infatti, non si configura come strumento di allontanamento automatico del bambino dal nucleo familiare, ma si orienta a garantire il superiore interesse del minore, intervenendo con provvedimenti più incisivi solo laddove il contesto familiare risulti gravemente compromesso e non idoneo a garantire uno sviluppo adeguato del minore.
Oltre la colpa: il lavoro sociale con madri tossicodipendenti
MARIN, SERENA
2024/2025
Abstract
La presente tesi si propone di approfondire il fenomeno della tossicodipendenza femminile, con particolare attenzione al periodo della gravidanza e ai possibili scenari che ne derivano, sia per la madre sia per il figlio. A seguito di un’analisi generale delle dipendenze patologiche e delle principali sostanze psicoattive diffuse nel contesto italiano, l’attenzione si focalizza sulle specificità della tossicodipendenza al femminile, evidenziando il peso dello stigma sociale e culturale che spesso grava sulle donne che vivono tale condizione. La gravidanza, in tale contesto, rappresenta una fase particolarmente delicata, caratterizzata da molteplici fattori di rischio per la salute del feto e del neonato. Il lavoro si concentra quindi sull’importanza di un approccio integrato da parte dei servizi socio-sanitari, con un focus sul contributo del servizio sociale. L’assistente sociale, in un’ottica di non giudizio e di superamento della logica colpevolizzante nei confronti della madre, si pone come figura chiave nell’elaborazione di progetti personalizzati di sostegno. Obiettivo prioritario è la tutela del minore, perseguendo, ove possibile, la continuità del legame madre-figlio, attraverso interventi di accompagnamento e rafforzamento delle competenze genitoriali. Il lavoro sociale, infatti, non si configura come strumento di allontanamento automatico del bambino dal nucleo familiare, ma si orienta a garantire il superiore interesse del minore, intervenendo con provvedimenti più incisivi solo laddove il contesto familiare risulti gravemente compromesso e non idoneo a garantire uno sviluppo adeguato del minore.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95579