Il graduale incremento dell’incidenza delle neoplasie infantili risulta, ad oggi, controbilanciato da significativi miglioramenti nel tasso di sopravvivenza, i quali riflettono i progressi clinico-scientifici registrati negli ultimi decenni nell’ambito dell’oncologia pediatrica. Insieme ad una maggiore consapevolezza rispetto all’importanza di elaborare e potenziare modelli diagnostici e protocolli di cura specifici per la popolazione pediatrica, si è via via sviluppata una particolare sensibilità per il benessere psicologico del piccolo paziente nel processo di cura. Tale attenzione ha portato allo sviluppo di iniziative volte alla creazione di un ospedale a misura del bambino, un’esigenza che ha trovato la sua formulazione in diversi protocolli nazionali e internazionali, come la Carta di EACH e la Carta dei diritti dei bambini e degli adolescenti in ospedale. Tra i principi promossi, emerge quello relativo al diritto al gioco, che dovrebbe, dunque, essere garantito a tutti i piccoli pazienti durante l’intero percorso di cura. A partire da tali considerazioni, il presente progetto di tesi si propone di indagare gli effetti secondari del gioco in ospedale, dedicando una particolare attenzione all’ambito dell’oncoematologia pediatrica. Dopo un’analisi dettagliata dei significativi benefici generalmente apportati dall’attività ludica allo sviluppo motorio, cognitivo e socio-emotivo del bambino, si procede considerando il gioco come un possibile strumento di resilienza per i pazienti pediatrici oncoematologici. Da una parte, infatti, esso favorisce la comunicazione e l’elaborazione degli stati mentali ed emotivi del bambino; dall’altra, contribuisce a promuovere il suo empowerment e a contrastare l’isolamento sociale spesso associato alla condizione di malattia. Al fine di comprendere meglio l’applicabilità delle evidenze riportate in letteratura, lo studio corrente ha indagato i vissuti emotivi di quattro pazienti in regime di Day Hospital presso il Reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, rivolgendo l’attenzione alle variazioni potenzialmente riscontrabili in seguito alla partecipazione dei bambini all’attività ludica proposta. Al fine di esplorare tali cambiamenti, la versione italiana della Positive and Negative Affect Scale – Child Form (PANAS-C) e un questionario costruito ad hoc sono stati somministrati prima e dopo la seduta ludica basata sull’utilizzo del gioco da tavolo Inside Out 2- Il Gioco delle Emozioni, in versione modificata. I dati raccolti sono stati poi analizzati qualitativamente. Pur rappresentando un limite significativo alla generalizzabilità dei dati, il ridotto campione ha reso possibile un’analisi circostanziata dei singoli casi esaminati. L’elaborazione dei dati raccolti può fungere da base per studi futuri che, attraverso analisi di natura quantitativa, potranno indagare gli effetti secondari dell’attività ludica su larga scala, al fine di guidare la creazione di interventi volti a migliorare l’esperienza di cura dei pazienti pediatrici oncoematologici.

Il gioco in ospedale: gli effetti secondari dell'attività ludica sui pazienti pediatrici oncoematologici

BALDONIERI, ISABELLA
2024/2025

Abstract

Il graduale incremento dell’incidenza delle neoplasie infantili risulta, ad oggi, controbilanciato da significativi miglioramenti nel tasso di sopravvivenza, i quali riflettono i progressi clinico-scientifici registrati negli ultimi decenni nell’ambito dell’oncologia pediatrica. Insieme ad una maggiore consapevolezza rispetto all’importanza di elaborare e potenziare modelli diagnostici e protocolli di cura specifici per la popolazione pediatrica, si è via via sviluppata una particolare sensibilità per il benessere psicologico del piccolo paziente nel processo di cura. Tale attenzione ha portato allo sviluppo di iniziative volte alla creazione di un ospedale a misura del bambino, un’esigenza che ha trovato la sua formulazione in diversi protocolli nazionali e internazionali, come la Carta di EACH e la Carta dei diritti dei bambini e degli adolescenti in ospedale. Tra i principi promossi, emerge quello relativo al diritto al gioco, che dovrebbe, dunque, essere garantito a tutti i piccoli pazienti durante l’intero percorso di cura. A partire da tali considerazioni, il presente progetto di tesi si propone di indagare gli effetti secondari del gioco in ospedale, dedicando una particolare attenzione all’ambito dell’oncoematologia pediatrica. Dopo un’analisi dettagliata dei significativi benefici generalmente apportati dall’attività ludica allo sviluppo motorio, cognitivo e socio-emotivo del bambino, si procede considerando il gioco come un possibile strumento di resilienza per i pazienti pediatrici oncoematologici. Da una parte, infatti, esso favorisce la comunicazione e l’elaborazione degli stati mentali ed emotivi del bambino; dall’altra, contribuisce a promuovere il suo empowerment e a contrastare l’isolamento sociale spesso associato alla condizione di malattia. Al fine di comprendere meglio l’applicabilità delle evidenze riportate in letteratura, lo studio corrente ha indagato i vissuti emotivi di quattro pazienti in regime di Day Hospital presso il Reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, rivolgendo l’attenzione alle variazioni potenzialmente riscontrabili in seguito alla partecipazione dei bambini all’attività ludica proposta. Al fine di esplorare tali cambiamenti, la versione italiana della Positive and Negative Affect Scale – Child Form (PANAS-C) e un questionario costruito ad hoc sono stati somministrati prima e dopo la seduta ludica basata sull’utilizzo del gioco da tavolo Inside Out 2- Il Gioco delle Emozioni, in versione modificata. I dati raccolti sono stati poi analizzati qualitativamente. Pur rappresentando un limite significativo alla generalizzabilità dei dati, il ridotto campione ha reso possibile un’analisi circostanziata dei singoli casi esaminati. L’elaborazione dei dati raccolti può fungere da base per studi futuri che, attraverso analisi di natura quantitativa, potranno indagare gli effetti secondari dell’attività ludica su larga scala, al fine di guidare la creazione di interventi volti a migliorare l’esperienza di cura dei pazienti pediatrici oncoematologici.
2024
Playing in the hospital: the secondary effects of play activities on pediatric onco-hematological patients
Gioco
Oncoematologia
Pazienti pediatrici
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Baldonieri_Isabella.pdf

Accesso riservato

Dimensione 1.33 MB
Formato Adobe PDF
1.33 MB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/96154