Le molestie sessuali nei confronti delle donne sono un fenomeno pervasivo: in un report del 2018 specifico sulle molestie, l’ISTAT riporta che il 43.6% delle donne tra i 14 e i 65 anni ne abbia subite. Tale fenomeno non si limita però alle interazioni che avvengono per strada o sul luogo di lavoro, ma coinvolgono anche gli spazi online: secondo lo studio di Plan International (2020), condotto su 14 mila ragazze tra i 15 e i 25 anni in 31 Paesi di tutti i continenti, il 58% ha subito molestie online. Uno studio condotto da Cervone, Vezzoli et al. (2025) ha mostrato come le molestie siano associate ad atteggiamenti di body concealment delle donne, una strategia difensiva di nascondimento di parti del proprio corpo. Partendo da questi presupposti, sono quindi stati costruiti ad hoc due studi. Il primo studio aveva lo scopo di selezionare dei commenti, lasciati da uomini sconosciuti sotto post pubblicati da donne sul proprio profilo, che venissero percepiti dalle partecipanti socializzate come donne (N=108) il più molestanti e generici possibili, da poterli poi utilizzare come stimoli nelle condizioni di sperimentali e di controllo dello studio successivo. Il secondo studio, con target persone di genere femminile (N=226), aveva l’obiettivo di osservare come le molestie ricevute online tramite commenti da parte di uomini sconosciuti potessero influenzare il comportamento di posting delle vittime di tali molestie e i loro atteggiamenti di body concealment e body exposure sia online che offline. I risultati mostrano una conferma delle ipotesi iniziali: ricevere una molestia porta ad una maggiore tendenza ad adottare comportamenti di body concealment online ed offline. Si viene così a supportare l’idea per la quale quanto avviene nel mondo digitale abbia delle conseguenze anche nel mondo “reale”.
Come ferite digitali provocano cicatrici reali: l’impatto delle molestie online sull’auto-oggettivazione femminile
TAMENI, CHIARA
2024/2025
Abstract
Le molestie sessuali nei confronti delle donne sono un fenomeno pervasivo: in un report del 2018 specifico sulle molestie, l’ISTAT riporta che il 43.6% delle donne tra i 14 e i 65 anni ne abbia subite. Tale fenomeno non si limita però alle interazioni che avvengono per strada o sul luogo di lavoro, ma coinvolgono anche gli spazi online: secondo lo studio di Plan International (2020), condotto su 14 mila ragazze tra i 15 e i 25 anni in 31 Paesi di tutti i continenti, il 58% ha subito molestie online. Uno studio condotto da Cervone, Vezzoli et al. (2025) ha mostrato come le molestie siano associate ad atteggiamenti di body concealment delle donne, una strategia difensiva di nascondimento di parti del proprio corpo. Partendo da questi presupposti, sono quindi stati costruiti ad hoc due studi. Il primo studio aveva lo scopo di selezionare dei commenti, lasciati da uomini sconosciuti sotto post pubblicati da donne sul proprio profilo, che venissero percepiti dalle partecipanti socializzate come donne (N=108) il più molestanti e generici possibili, da poterli poi utilizzare come stimoli nelle condizioni di sperimentali e di controllo dello studio successivo. Il secondo studio, con target persone di genere femminile (N=226), aveva l’obiettivo di osservare come le molestie ricevute online tramite commenti da parte di uomini sconosciuti potessero influenzare il comportamento di posting delle vittime di tali molestie e i loro atteggiamenti di body concealment e body exposure sia online che offline. I risultati mostrano una conferma delle ipotesi iniziali: ricevere una molestia porta ad una maggiore tendenza ad adottare comportamenti di body concealment online ed offline. Si viene così a supportare l’idea per la quale quanto avviene nel mondo digitale abbia delle conseguenze anche nel mondo “reale”.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/96483