I disturbi gastrointestinali funzionali (FGID) rappresentano un gruppo di condizioni croniche caratterizzate da sintomi gastrointestinali ricorrenti in assenza di alterazioni organiche evidenti. La ricerca ha messo in luce come questi disturbi possano associarsi ad un’alterazione complessa nell’interazione tra l’intestino e il cervello (asse intestino-cervello), spiegando così la profonda interazione e comorbidità presente tra FGID e patologie psichiatriche, prime tra tutte l’ansia. Un meccanismo in comune è la disregolazione del sistema nervoso autonomo (SNA) caratterizzata da un’iperattivazione simpatica e una ridotta attività vagale. Un indice che permette di valutare il funzionamento del SNA è la variabilità della frequenza cardiaca (in inglese Heart Rate Variability, HRV), una misura fisiologica che rappresenta la variazione temporale negli intervalli tra battiti cardiaci successivi e riflette la relazione dinamica e l’equilibrio tra il SNA simpatico e parasimpatico. Tra gli interventi non farmacologici, il biofeedback dell’HRV si è dimostrato essere efficace nel ridurre i sintomi dei FGID e quelli ansiosi, grazie alla sua capacità di migliorare la regolazione autonomica. Il biofeedback dell’HRV permette di migliorare l’equilibrio simpato-vagale sul cuore, aumentando l’attivazione del parasimpatico e garantendo un ripristino dell’omeostasi. Tuttavia, l’efficacia del trattamento è strettamente legata all’aderenza alla terapia da parte del paziente, che si configura come importante fattore predittivo di buon esito terapeutico. Pertanto, è fondamentale che il clinico favorisca l’alleanza terapeutica con il paziente e promuova il suo coinvolgimento attivo, così che questo possa incentivare la costanza e la continuità della terapia. Il presente lavoro di tesi include uno studio condotto su studenti universitari caratterizzati dalla presenza di sintomi gastrointestinali funzionali e sintomi ansiosi. Essi sono stati sottoposti ad un training di biofeedback dell’HRV che, come da protocollo, ha previsto 5 sessioni bisettimanali. Inoltre, il training prevedeva esercizi a domicilio di respirazione lenta e cadenzata da svolgere giornalmente tramite un’applicazione scaricata sullo smartphone. Il presente lavoro si è focalizzato quindi sugli effetti dell’aderenza a questi esercizi quotidiani svolti a domicilio nel determinare gli effetti del training di biofeedback dell’HRV su sintomi gastrointestinali ed ansiosi.

Un training di biofeedback dell'HRV per ridurre i Disturbi Gastrointestinali Funzionali: il ruolo dell'aderenza al trattamento.

ROSSI, BEATRICE
2024/2025

Abstract

I disturbi gastrointestinali funzionali (FGID) rappresentano un gruppo di condizioni croniche caratterizzate da sintomi gastrointestinali ricorrenti in assenza di alterazioni organiche evidenti. La ricerca ha messo in luce come questi disturbi possano associarsi ad un’alterazione complessa nell’interazione tra l’intestino e il cervello (asse intestino-cervello), spiegando così la profonda interazione e comorbidità presente tra FGID e patologie psichiatriche, prime tra tutte l’ansia. Un meccanismo in comune è la disregolazione del sistema nervoso autonomo (SNA) caratterizzata da un’iperattivazione simpatica e una ridotta attività vagale. Un indice che permette di valutare il funzionamento del SNA è la variabilità della frequenza cardiaca (in inglese Heart Rate Variability, HRV), una misura fisiologica che rappresenta la variazione temporale negli intervalli tra battiti cardiaci successivi e riflette la relazione dinamica e l’equilibrio tra il SNA simpatico e parasimpatico. Tra gli interventi non farmacologici, il biofeedback dell’HRV si è dimostrato essere efficace nel ridurre i sintomi dei FGID e quelli ansiosi, grazie alla sua capacità di migliorare la regolazione autonomica. Il biofeedback dell’HRV permette di migliorare l’equilibrio simpato-vagale sul cuore, aumentando l’attivazione del parasimpatico e garantendo un ripristino dell’omeostasi. Tuttavia, l’efficacia del trattamento è strettamente legata all’aderenza alla terapia da parte del paziente, che si configura come importante fattore predittivo di buon esito terapeutico. Pertanto, è fondamentale che il clinico favorisca l’alleanza terapeutica con il paziente e promuova il suo coinvolgimento attivo, così che questo possa incentivare la costanza e la continuità della terapia. Il presente lavoro di tesi include uno studio condotto su studenti universitari caratterizzati dalla presenza di sintomi gastrointestinali funzionali e sintomi ansiosi. Essi sono stati sottoposti ad un training di biofeedback dell’HRV che, come da protocollo, ha previsto 5 sessioni bisettimanali. Inoltre, il training prevedeva esercizi a domicilio di respirazione lenta e cadenzata da svolgere giornalmente tramite un’applicazione scaricata sullo smartphone. Il presente lavoro si è focalizzato quindi sugli effetti dell’aderenza a questi esercizi quotidiani svolti a domicilio nel determinare gli effetti del training di biofeedback dell’HRV su sintomi gastrointestinali ed ansiosi.
2024
HRV biofeedback training to reduce Functional Gastrointestinal Disorders: the role of treatment adherence.
Biofeedback
HRV
Ansia
FGID
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/96513