This thesis analyzes how sport acts as an educational and social tool, capable of promoting inclusion and individual growth, and how, for people with disabilities, physical activity not only improves motor skills but also helps to strengthen self-esteem and stimulate positive integration processes. In particular, karate promotes a sense of belonging to a group and activates resilience mechanisms that allow individuals to transform their difficulties into opportunities for personal growth. The first chapter defines the theoretical framework, highlighting how sports pedagogy promotes motor skills and cognitive, emotional, and relational growth. Sport produces individual benefits for the person, from increased autonomy to enhanced resilience, while also improving social skills and promoting a positive perception of self-efficacy. In particular, the focus is on various forms of disability, including Down syndrome, autism spectrum disorders, and motor disabilities, and on the obstacles that affect participation in sports and the possibility of learning and socialization. The second chapter presents an empirical study aimed at observing what happens in the everyday reality of sports clubs. The study documents the experiences of children and adults with disabilities who participate in karate courses. The results show how this sport, through its rules and principles, improves motivation, participation, and self-confidence, fosters a sense of belonging, and promotes inclusion within the group. However, some limitations are noted, related to factors such as scarce resources, instructor training, and the complexity of the individual characteristics of the people involved. In the third chapter, the results obtained are compared with the related theoretical hypotheses. The literature attributes multiple educational functions to sport, but in practice only some of these are actually realized, partly because they are hampered by organizational restrictions, individual difficulties, or a poorly structured context. Karate is confirmed as an educational and inclusive tool, provided that the environment is accessible, support is adequate, and pedagogical approaches are tailored to individual specificities. In conclusion, sport, when incorporated into an educational project, is a tool for improving motor and social skills and becomes a means of resilience, autonomy, and inclusion for those with disabilities.

La presente tesi analizza come lo sport funga da strumento educativo e sociale, capace di promuovere l’inclusione e la crescita individuale, e come, per le persone con disabilità, l’attività fisica non solo migliori le capacità motorie, ma contribuisca a fortificare l’autostima e stimolare dei percorsi di integrazione positivi. In particolare il karate promuove il senso di appartenenza ad un gruppo e attiva dei meccanismi di resilienza che permettono agli individui di trasformare le proprie difficoltà in opportunità di crescita personale. Nel primo capitolo viene definito il quadro teorico, evidenziando come la pedagogia dello sport, favorisca la competenza motoria, la crescita cognitiva, emotiva e relazionale. Lo sport produce benefici individuali sulla persona, dall’incremento dell’autonomia, ad un potenziamento della resilienza, migliorando anche le abilità sociali e favorendo una percezione positiva dell’autoefficacia. In particolare, l’attenzione si focalizza sulle varie forme di disabilità, tra cui Sindrome di Down, disturbi dello spettro autistico e disabilità motorie, e sugli ostacoli che influenzano la partecipazione all’attività sportiva e la possibilità di apprendimento e socializzazione. Il secondo capitolo propone uno studio empirico, finalizzato a osservare ciò che accade nella realtà quotidiana delle società sportive. Lo studio, presenta una documentazione dell’esperienza di ragazzi e adulti con disabilità, inseriti nei corsi di karate. I risultati dimostrano come questo sport, attraverso regole e principi, migliori la motivazione, la partecipazione e la fiducia in sé stessi, favorisca la crescita del senso di appartenenza e promuova l’inclusione all’interno del gruppo. Si prende nota però, di alcune limitazioni legate a fattori legati alla scarsità delle risorse, alla formazione degli istruttori e alla complessità delle caratteristiche individuali delle persone coinvolte. Nel terzo capitolo, confronta i risultati ottenuti e le ipotesi teoriche correlate. La letteratura attribuisce allo sport molteplici funzioni educative, ma nella prassi solo alcune di queste trovano effettiva realizzazione, in parte perché ostacolate dalle restrizioni organizzative, da difficoltà individuali o da un contesto poco strutturato. Il karate, si conferma come uno strumento educativo ed inclusivo, a patto che l’ambiente sia accessibile, il supporto adeguato e gli approcci pedagogici siano mirati alle singole specificità individuali. In conclusione, lo sport inserito all’interno di un progetto educativo, rappresenta uno strumento per il miglioramento delle competenze motorie e sociali, e si trasforma in un mezzo di resilienza, autonomia e inclusione per chi presenta una disabilità.

Sport e disabilità: analisi di caso esplorativa sull'impatto del karate come strumento di crescita personale

TONON, ANNA
2024/2025

Abstract

This thesis analyzes how sport acts as an educational and social tool, capable of promoting inclusion and individual growth, and how, for people with disabilities, physical activity not only improves motor skills but also helps to strengthen self-esteem and stimulate positive integration processes. In particular, karate promotes a sense of belonging to a group and activates resilience mechanisms that allow individuals to transform their difficulties into opportunities for personal growth. The first chapter defines the theoretical framework, highlighting how sports pedagogy promotes motor skills and cognitive, emotional, and relational growth. Sport produces individual benefits for the person, from increased autonomy to enhanced resilience, while also improving social skills and promoting a positive perception of self-efficacy. In particular, the focus is on various forms of disability, including Down syndrome, autism spectrum disorders, and motor disabilities, and on the obstacles that affect participation in sports and the possibility of learning and socialization. The second chapter presents an empirical study aimed at observing what happens in the everyday reality of sports clubs. The study documents the experiences of children and adults with disabilities who participate in karate courses. The results show how this sport, through its rules and principles, improves motivation, participation, and self-confidence, fosters a sense of belonging, and promotes inclusion within the group. However, some limitations are noted, related to factors such as scarce resources, instructor training, and the complexity of the individual characteristics of the people involved. In the third chapter, the results obtained are compared with the related theoretical hypotheses. The literature attributes multiple educational functions to sport, but in practice only some of these are actually realized, partly because they are hampered by organizational restrictions, individual difficulties, or a poorly structured context. Karate is confirmed as an educational and inclusive tool, provided that the environment is accessible, support is adequate, and pedagogical approaches are tailored to individual specificities. In conclusion, sport, when incorporated into an educational project, is a tool for improving motor and social skills and becomes a means of resilience, autonomy, and inclusion for those with disabilities.
2024
Sport and disability: exploratory case analysis on the impact of karate as a tool for personal growth
La presente tesi analizza come lo sport funga da strumento educativo e sociale, capace di promuovere l’inclusione e la crescita individuale, e come, per le persone con disabilità, l’attività fisica non solo migliori le capacità motorie, ma contribuisca a fortificare l’autostima e stimolare dei percorsi di integrazione positivi. In particolare il karate promuove il senso di appartenenza ad un gruppo e attiva dei meccanismi di resilienza che permettono agli individui di trasformare le proprie difficoltà in opportunità di crescita personale. Nel primo capitolo viene definito il quadro teorico, evidenziando come la pedagogia dello sport, favorisca la competenza motoria, la crescita cognitiva, emotiva e relazionale. Lo sport produce benefici individuali sulla persona, dall’incremento dell’autonomia, ad un potenziamento della resilienza, migliorando anche le abilità sociali e favorendo una percezione positiva dell’autoefficacia. In particolare, l’attenzione si focalizza sulle varie forme di disabilità, tra cui Sindrome di Down, disturbi dello spettro autistico e disabilità motorie, e sugli ostacoli che influenzano la partecipazione all’attività sportiva e la possibilità di apprendimento e socializzazione. Il secondo capitolo propone uno studio empirico, finalizzato a osservare ciò che accade nella realtà quotidiana delle società sportive. Lo studio, presenta una documentazione dell’esperienza di ragazzi e adulti con disabilità, inseriti nei corsi di karate. I risultati dimostrano come questo sport, attraverso regole e principi, migliori la motivazione, la partecipazione e la fiducia in sé stessi, favorisca la crescita del senso di appartenenza e promuova l’inclusione all’interno del gruppo. Si prende nota però, di alcune limitazioni legate a fattori legati alla scarsità delle risorse, alla formazione degli istruttori e alla complessità delle caratteristiche individuali delle persone coinvolte. Nel terzo capitolo, confronta i risultati ottenuti e le ipotesi teoriche correlate. La letteratura attribuisce allo sport molteplici funzioni educative, ma nella prassi solo alcune di queste trovano effettiva realizzazione, in parte perché ostacolate dalle restrizioni organizzative, da difficoltà individuali o da un contesto poco strutturato. Il karate, si conferma come uno strumento educativo ed inclusivo, a patto che l’ambiente sia accessibile, il supporto adeguato e gli approcci pedagogici siano mirati alle singole specificità individuali. In conclusione, lo sport inserito all’interno di un progetto educativo, rappresenta uno strumento per il miglioramento delle competenze motorie e sociali, e si trasforma in un mezzo di resilienza, autonomia e inclusione per chi presenta una disabilità.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/97122