Obiettivo: L’aprassia rappresenta un disturbo neuropsicologico che coinvolge la pianificazione e l'esecuzione dei movimenti volontari. La presenza di aprassia nei pazienti con esiti di stroke limita il recupero funzionale e influisce su molte attività della vita quotidiana. È fondamentale capire quali strategie di trattamento per questo disturbo esistano e capirne l’efficacia, in modo da poter programmare un percorso riabilitativo più mirato e completo. In letteratura esiste già una revisione del 2023, “Effects of limb apraxia intervention in patients with stroke: A meta-analysis of randomized controlled trials” (Ji Eun Kyu et al., 2023), che considera studi pubblicati fino al 2021. Altri RCT sono stati pubblicati dal 2021. L’obiettivo della tesi è eseguire un aggiornamento delle evidenze proposte in letteratura sul trattamento riabilitativo dell’aprassia. Metodi: È stata eseguita una ricerca in letteratura fino al 16 giugno 2025 attraverso i principali database elettronici, tra cui PubMed, Scopus, Cinhal, Psychnet, PEDro, Cochrane Library. Lo screening è stato eseguito da due revisori in modo indipendente. L’estrazione dei dati è stata eseguita da un revisore e i dati estratti sono stati uniti ai dati estratti dagli articoli selezionati nella revisione già presente in letteratura. Infine è stato valuto il rischio di bias degli articoli tramite lo strumento Risk of Bias 2 (ROB2) sviluppato da Cochrane Collaboration. La revisione è stata realizzata secondo le linee guida dettate dal PRISMA. Risultati: Sono stati selezionati 3 articoli, oltre ai 5 articoli selezionati dalla revisione già presente in letteratura, per un totale di 373 pazienti. La durata dei trattamenti varia tra le 2 e le 12 settimane e le misure di outcome più utilizzate sono state il De Renzi test e il TULIA per l’aprassia, mentre il Barthel Index, l’ADL Observation per le attività della vita quotidiana. Strategy training e gesture training sono i trattamenti riabilitativi più usati. Il primo sembra promuovere in particolare il miglioramento delle ADL, mentre il secondo ha favorito il miglioramento delle abilità prassiche e sembra che il suo effetto si estenda anche ai compiti non allenati. Sono stati inclusi anche studi che hanno impiegato la realtà virtuale e la stimolazione cerebrale non invasiva (cTBS), che hanno offerto nuove prospettive, ed uno studio con approccio multidisciplinare che però non ha dato risultati significativi. Conclusione: Le nuove tecniche riabilitative innovative hanno evidenziato risultati promettenti e potrebbero, in futuro, contribuire a migliorare i trattamenti riabilitativi per l’aprassia. Tuttavia le evidenze attuali non sono ancora sufficienti a confermarne l’efficacia, rendendo necessari ulteriori approfondimenti.

Trattamento riabilitativo dell'aprassia post-ictus: aggiornamento di una revisione sistematica

SACCHETTO, FRANCESCA
2024/2025

Abstract

Obiettivo: L’aprassia rappresenta un disturbo neuropsicologico che coinvolge la pianificazione e l'esecuzione dei movimenti volontari. La presenza di aprassia nei pazienti con esiti di stroke limita il recupero funzionale e influisce su molte attività della vita quotidiana. È fondamentale capire quali strategie di trattamento per questo disturbo esistano e capirne l’efficacia, in modo da poter programmare un percorso riabilitativo più mirato e completo. In letteratura esiste già una revisione del 2023, “Effects of limb apraxia intervention in patients with stroke: A meta-analysis of randomized controlled trials” (Ji Eun Kyu et al., 2023), che considera studi pubblicati fino al 2021. Altri RCT sono stati pubblicati dal 2021. L’obiettivo della tesi è eseguire un aggiornamento delle evidenze proposte in letteratura sul trattamento riabilitativo dell’aprassia. Metodi: È stata eseguita una ricerca in letteratura fino al 16 giugno 2025 attraverso i principali database elettronici, tra cui PubMed, Scopus, Cinhal, Psychnet, PEDro, Cochrane Library. Lo screening è stato eseguito da due revisori in modo indipendente. L’estrazione dei dati è stata eseguita da un revisore e i dati estratti sono stati uniti ai dati estratti dagli articoli selezionati nella revisione già presente in letteratura. Infine è stato valuto il rischio di bias degli articoli tramite lo strumento Risk of Bias 2 (ROB2) sviluppato da Cochrane Collaboration. La revisione è stata realizzata secondo le linee guida dettate dal PRISMA. Risultati: Sono stati selezionati 3 articoli, oltre ai 5 articoli selezionati dalla revisione già presente in letteratura, per un totale di 373 pazienti. La durata dei trattamenti varia tra le 2 e le 12 settimane e le misure di outcome più utilizzate sono state il De Renzi test e il TULIA per l’aprassia, mentre il Barthel Index, l’ADL Observation per le attività della vita quotidiana. Strategy training e gesture training sono i trattamenti riabilitativi più usati. Il primo sembra promuovere in particolare il miglioramento delle ADL, mentre il secondo ha favorito il miglioramento delle abilità prassiche e sembra che il suo effetto si estenda anche ai compiti non allenati. Sono stati inclusi anche studi che hanno impiegato la realtà virtuale e la stimolazione cerebrale non invasiva (cTBS), che hanno offerto nuove prospettive, ed uno studio con approccio multidisciplinare che però non ha dato risultati significativi. Conclusione: Le nuove tecniche riabilitative innovative hanno evidenziato risultati promettenti e potrebbero, in futuro, contribuire a migliorare i trattamenti riabilitativi per l’aprassia. Tuttavia le evidenze attuali non sono ancora sufficienti a confermarne l’efficacia, rendendo necessari ulteriori approfondimenti.
2024
Rehabilitation Treatment of Post-Stroke Apraxia: An Updated Systematic Review
aprassia
ictus
riabilitazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/97149