L’anoressia nervosa è un disturbo mentale grave, caratterizzato da preoccupazioni estreme riguardo alla propria immagine corporea e da comportamenti alimentari patologici persistenti. Coinvolge tra lo 0,2% e lo 0,8% della popolazione italiana. È una patologia complessa, non affrontabile esclusivamente in ambito psichiatrico, ma che a causa delle sue possibili complicanze, richiede l’intervento coordinato di diverse specialità. L’obiettivo del seguente elaborato è quello di indagare le strategie più efficaci, riportate in letteratura, utilizzate dagli infermieri durate la nutrizione enterale, tramite sondino naso gastrico (NSG), rivolte ad assistiti con anoressia nervosa e cachessia e confrontarle con un caso reale significativo con tali caratteristiche, trattato in una Unità Operativa di Medicina. A questo scopo, è in seguito descritto il caso clinico di una donna di 37 anni affetta da anoressia nervosa e cachessia. L’assistita è stata ricoverata in un’Unità Operativa di Medicina, dell’Azienda Ulss 2 Marca Trevigiana, nel periodo dal 1° marzo 2024 al 18 aprile 2024, con peso corporeo al momento del ricovero pari a 22 Kg (BMI 9.8). L’analisi del caso clinico è stata condotta, previa autorizzazione alla raccolta dati per la tesi, mediante la consultazione della cartella clinica della paziente e attraverso un focus group con l’equipe infermieristica coinvolta nel ricovero. La revisione della letteratura si è basata su articoli ed evidenze scientifiche recenti (ultimi cinque anni). Dal seguente elaborato si evince come il sondino naso gastrico sia un trattamento di elezione nella gestione di una persona affetta da anoressia nervosa e cachessia, la cui gestione richiede competenze sia tecniche che relazionali. In particolare, le strategie che si sono rivelate più efficaci comprendono l’ascolto attivo, la capacità di bilanciare affetto e decisione nonché la possibilità di concordare pause dalla nutrizione enterale di dieci minuti al mattino e dieci alla sera. A questi si aggiungono momenti di confronto tra i membri dell’equipe finalizzati a promuovere comportamenti coerenti e coesi. È emersa, inoltre, la necessità di definire protocolli aziendali specifici per la gestione di questa tipologia di patologia all’interno di un’Unità Operativa di Medicina, insieme all’introduzione di corsi di aggiornamento dedicati agli infermieri che operano in reparti non specializzati. Tali iniziative dovrebbero essere accompagnate da momenti di debriefing periodici, intesi come spazi di confronto e condivisione, centrati sulla persona.
Approcci assistenziali alla nutrizione enterale in anoressia nervosa e cachessia: Case Report
LIESSI, DENISE
2024/2025
Abstract
L’anoressia nervosa è un disturbo mentale grave, caratterizzato da preoccupazioni estreme riguardo alla propria immagine corporea e da comportamenti alimentari patologici persistenti. Coinvolge tra lo 0,2% e lo 0,8% della popolazione italiana. È una patologia complessa, non affrontabile esclusivamente in ambito psichiatrico, ma che a causa delle sue possibili complicanze, richiede l’intervento coordinato di diverse specialità. L’obiettivo del seguente elaborato è quello di indagare le strategie più efficaci, riportate in letteratura, utilizzate dagli infermieri durate la nutrizione enterale, tramite sondino naso gastrico (NSG), rivolte ad assistiti con anoressia nervosa e cachessia e confrontarle con un caso reale significativo con tali caratteristiche, trattato in una Unità Operativa di Medicina. A questo scopo, è in seguito descritto il caso clinico di una donna di 37 anni affetta da anoressia nervosa e cachessia. L’assistita è stata ricoverata in un’Unità Operativa di Medicina, dell’Azienda Ulss 2 Marca Trevigiana, nel periodo dal 1° marzo 2024 al 18 aprile 2024, con peso corporeo al momento del ricovero pari a 22 Kg (BMI 9.8). L’analisi del caso clinico è stata condotta, previa autorizzazione alla raccolta dati per la tesi, mediante la consultazione della cartella clinica della paziente e attraverso un focus group con l’equipe infermieristica coinvolta nel ricovero. La revisione della letteratura si è basata su articoli ed evidenze scientifiche recenti (ultimi cinque anni). Dal seguente elaborato si evince come il sondino naso gastrico sia un trattamento di elezione nella gestione di una persona affetta da anoressia nervosa e cachessia, la cui gestione richiede competenze sia tecniche che relazionali. In particolare, le strategie che si sono rivelate più efficaci comprendono l’ascolto attivo, la capacità di bilanciare affetto e decisione nonché la possibilità di concordare pause dalla nutrizione enterale di dieci minuti al mattino e dieci alla sera. A questi si aggiungono momenti di confronto tra i membri dell’equipe finalizzati a promuovere comportamenti coerenti e coesi. È emersa, inoltre, la necessità di definire protocolli aziendali specifici per la gestione di questa tipologia di patologia all’interno di un’Unità Operativa di Medicina, insieme all’introduzione di corsi di aggiornamento dedicati agli infermieri che operano in reparti non specializzati. Tali iniziative dovrebbero essere accompagnate da momenti di debriefing periodici, intesi come spazi di confronto e condivisione, centrati sulla persona.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/97378