La pandemia di SARS-CoV-2 ha mostrato in modo evidente quanto il modo in cui viviamo e trasformiamo l’ambiente influenzi direttamente la nostra salute. Negli ultimi decenni, la deforestazione, l’espansione urbana e l’agricoltura intensiva hanno modificato profondamente gli equilibri naturali, creando nuovi punti di contatto tra esseri umani e animali selvatici. Questi cambiamenti hanno aumentato la possibilità che virus e altri agenti patogeni passino da una specie all’altra, fino a raggiungere l’uomo. Questa tesi nasce dal desiderio di capire meglio come le trasformazioni ambientali possano favorire la diffusione delle zoonosi, e in particolare come la distruzione degli habitat naturali e la perdita di biodiversità abbiano contribuito alla pandemia di COVID-19. Per farlo, ho raccolto e analizzato studi scientifici, rapporti internazionali e casi reali, cercando di unire la prospettiva ambientale a quella sanitaria. Nella prima parte viene affrontato il tema dell’antropizzazione del territorio: il consumo di suolo, la frammentazione degli ecosistemi e la perdita dei servizi naturali che ci proteggono e regolano il clima. Questi processi non solo impoveriscono la biodiversità, ma riducono anche la capacità degli ecosistemi di mantenere l’equilibrio e di limitare la diffusione di malattie. La seconda parte analizza più da vicino la pandemia di COVID-19 come caso emblematico, esaminando i meccanismi con cui il virus si è trasmesso all’uomo, il ruolo dei mercati di animali vivi e delle filiere agroalimentari, e l’impatto della mobilità globale sulla sua rapida diffusione. Il caso della Cina viene utilizzato come esempio di come l’urbanizzazione e la gestione non sostenibile del territorio possano creare le condizioni ideali per eventi di spillover, cioè il passaggio di virus dagli animali all’uomo. Nella parte finale, il lavoro propone alcune possibili soluzioni per ridurre i rischi futuri, ispirate ai principi dell’ingegneria ambientale. Tra queste, la pianificazione territoriale sostenibile, il controllo e il trattamento delle acque reflue, la gestione responsabile dei rifiuti e la sorveglianza ambientale. Tutti strumenti che, se applicati in modo coordinato, possono contribuire a prevenire nuove emergenze sanitarie. Il concetto chiave che attraversa tutta la tesi è quello di One Health, che invita a considerare la salute umana, animale e ambientale come parti di un unico sistema. È una visione che mi ha portato a riflettere sul ruolo che anche l’ingegneria ambientale può avere nella prevenzione delle crisi sanitarie, non solo attraverso la tecnologia, ma anche attraverso una progettazione più consapevole e rispettosa dei limiti naturali. In conclusione, questa ricerca vuole sottolineare che la tutela degli ecosistemi non è soltanto una questione ecologica, ma una vera e propria forma di prevenzione sanitaria. Difendere la biodiversità e pianificare in modo sostenibile significa proteggere la vita umana, costruendo un futuro più equilibrato, sicuro e capace di affrontare le sfide globali che ci attendono.

Interazioni tra ambiente e salute globale: come la distruzione degli habitat ha favorito la diffusione del SARS-CoV-2

COGOLATI, NOEMI
2024/2025

Abstract

La pandemia di SARS-CoV-2 ha mostrato in modo evidente quanto il modo in cui viviamo e trasformiamo l’ambiente influenzi direttamente la nostra salute. Negli ultimi decenni, la deforestazione, l’espansione urbana e l’agricoltura intensiva hanno modificato profondamente gli equilibri naturali, creando nuovi punti di contatto tra esseri umani e animali selvatici. Questi cambiamenti hanno aumentato la possibilità che virus e altri agenti patogeni passino da una specie all’altra, fino a raggiungere l’uomo. Questa tesi nasce dal desiderio di capire meglio come le trasformazioni ambientali possano favorire la diffusione delle zoonosi, e in particolare come la distruzione degli habitat naturali e la perdita di biodiversità abbiano contribuito alla pandemia di COVID-19. Per farlo, ho raccolto e analizzato studi scientifici, rapporti internazionali e casi reali, cercando di unire la prospettiva ambientale a quella sanitaria. Nella prima parte viene affrontato il tema dell’antropizzazione del territorio: il consumo di suolo, la frammentazione degli ecosistemi e la perdita dei servizi naturali che ci proteggono e regolano il clima. Questi processi non solo impoveriscono la biodiversità, ma riducono anche la capacità degli ecosistemi di mantenere l’equilibrio e di limitare la diffusione di malattie. La seconda parte analizza più da vicino la pandemia di COVID-19 come caso emblematico, esaminando i meccanismi con cui il virus si è trasmesso all’uomo, il ruolo dei mercati di animali vivi e delle filiere agroalimentari, e l’impatto della mobilità globale sulla sua rapida diffusione. Il caso della Cina viene utilizzato come esempio di come l’urbanizzazione e la gestione non sostenibile del territorio possano creare le condizioni ideali per eventi di spillover, cioè il passaggio di virus dagli animali all’uomo. Nella parte finale, il lavoro propone alcune possibili soluzioni per ridurre i rischi futuri, ispirate ai principi dell’ingegneria ambientale. Tra queste, la pianificazione territoriale sostenibile, il controllo e il trattamento delle acque reflue, la gestione responsabile dei rifiuti e la sorveglianza ambientale. Tutti strumenti che, se applicati in modo coordinato, possono contribuire a prevenire nuove emergenze sanitarie. Il concetto chiave che attraversa tutta la tesi è quello di One Health, che invita a considerare la salute umana, animale e ambientale come parti di un unico sistema. È una visione che mi ha portato a riflettere sul ruolo che anche l’ingegneria ambientale può avere nella prevenzione delle crisi sanitarie, non solo attraverso la tecnologia, ma anche attraverso una progettazione più consapevole e rispettosa dei limiti naturali. In conclusione, questa ricerca vuole sottolineare che la tutela degli ecosistemi non è soltanto una questione ecologica, ma una vera e propria forma di prevenzione sanitaria. Difendere la biodiversità e pianificare in modo sostenibile significa proteggere la vita umana, costruendo un futuro più equilibrato, sicuro e capace di affrontare le sfide globali che ci attendono.
2024
Interactions between the environment and global health: how the destruction of habitats has favored the spread of SARS-CoV-2
pandemia
habitat
prevenzione
one health
inquinamento
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
TESI.pdf

accesso aperto

Dimensione 1.33 MB
Formato Adobe PDF
1.33 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/97916