L’incidenza del flusso migratorio avvenuto negli ultimi decenni nei Paesi Occidentali è stata determinante per garantire uno sviluppo sempre maggiore delle società odierne e per l’adesione ai valori del pluralismo, inclusione e sensibilizzazione alla diversità culturale e a nuovi modi di pensare. Al contempo però l’iperentusiastica idea di globalizzazione ha anche portato con sé strascichi di non poco conto, che hanno dato conseguentemente luogo a vuoti normativi su questioni fondamentali; lacune che sicuramente non sono completamente eliminabili, ma che quantomeno necessitano di essere colmate e riviste costantemente. Ecco il ruolo del diritto: necessita anch’esso di rinnovare e di rinnovarsi per stare al passo con i tempi, a fronte dell’emersione di tali eventi repentini e trans-situazionali. E, tra i tanti, anche il tema dei reati culturali sente particolarmente di questo: nello specifico, come deve rispondere il diritto di fronte al caso in cui un soggetto appartenente a una cultura minoritaria commetta, in un determinato territorio, un atto ritenuto completamente lecito, e anzi addirittura promosso e fortemente approvato, dalla sua comunità ma al contempo qualificato come illecito penale dall’ordinamento dello stato nel quale lo pone in essere? Questa è la domanda centrale della questione in esame e il tentativo di darne risposta è l’obiettivo cui mira tale ricerca: indagare e tentare di fornire un’interpretazione, prima in chiave socio-politica e poi concentrandosi più dettagliatamente sotto il profilo giuridico, a questo dilagante fenomeno, che pone interrogativi che hanno dato filo da torcere a dottrina e giurisprudenza. Con tale ricerca, successivamente all’inquadramento di una panoramica generale (ma necessaria) sulla storia e sviluppo del fenomeno migratorio, ci si calerà più analiticamente sul versante normativo, partendo dalla disamina delle singole sotto-categorie di fattispecie criminose riconosciute come tipiche nei sistemi legislativi della post-modernità. Una volta riportati i leading-cases di matrice italiana e non, verranno tracciati gli aspetti comuni degli stessi, provando a identificarne i profili tecnici di imputabilità, colpevolezza, circostanze attenuanti e aggravanti e commisurazione della pena in senso stretto; pur sempre nella consapevolezza della vastità di variabili sul tema ma comunque cercando di riportare in modo il più possibile esaustivo i punti di arrivo e di svolta ai quali si è giunti fino ad ora e terminando con considerazioni di rilievo etico e con la proposta di una visione di mediazione incoraggiata dagli ultimi interventi legislativi.
I REATI CULTURALMENTE MOTIVATI: UNA COMPLESSA INTERSEZIONE TRA DIRITTO E DELITTO
BORTOLAMI, CHIARA
2024/2025
Abstract
L’incidenza del flusso migratorio avvenuto negli ultimi decenni nei Paesi Occidentali è stata determinante per garantire uno sviluppo sempre maggiore delle società odierne e per l’adesione ai valori del pluralismo, inclusione e sensibilizzazione alla diversità culturale e a nuovi modi di pensare. Al contempo però l’iperentusiastica idea di globalizzazione ha anche portato con sé strascichi di non poco conto, che hanno dato conseguentemente luogo a vuoti normativi su questioni fondamentali; lacune che sicuramente non sono completamente eliminabili, ma che quantomeno necessitano di essere colmate e riviste costantemente. Ecco il ruolo del diritto: necessita anch’esso di rinnovare e di rinnovarsi per stare al passo con i tempi, a fronte dell’emersione di tali eventi repentini e trans-situazionali. E, tra i tanti, anche il tema dei reati culturali sente particolarmente di questo: nello specifico, come deve rispondere il diritto di fronte al caso in cui un soggetto appartenente a una cultura minoritaria commetta, in un determinato territorio, un atto ritenuto completamente lecito, e anzi addirittura promosso e fortemente approvato, dalla sua comunità ma al contempo qualificato come illecito penale dall’ordinamento dello stato nel quale lo pone in essere? Questa è la domanda centrale della questione in esame e il tentativo di darne risposta è l’obiettivo cui mira tale ricerca: indagare e tentare di fornire un’interpretazione, prima in chiave socio-politica e poi concentrandosi più dettagliatamente sotto il profilo giuridico, a questo dilagante fenomeno, che pone interrogativi che hanno dato filo da torcere a dottrina e giurisprudenza. Con tale ricerca, successivamente all’inquadramento di una panoramica generale (ma necessaria) sulla storia e sviluppo del fenomeno migratorio, ci si calerà più analiticamente sul versante normativo, partendo dalla disamina delle singole sotto-categorie di fattispecie criminose riconosciute come tipiche nei sistemi legislativi della post-modernità. Una volta riportati i leading-cases di matrice italiana e non, verranno tracciati gli aspetti comuni degli stessi, provando a identificarne i profili tecnici di imputabilità, colpevolezza, circostanze attenuanti e aggravanti e commisurazione della pena in senso stretto; pur sempre nella consapevolezza della vastità di variabili sul tema ma comunque cercando di riportare in modo il più possibile esaustivo i punti di arrivo e di svolta ai quali si è giunti fino ad ora e terminando con considerazioni di rilievo etico e con la proposta di una visione di mediazione incoraggiata dagli ultimi interventi legislativi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/98811